Il patron dell’Olbia «La C è in crisi nera il governo ci aiuti»
di Paolo Ardovino
Il presidente Marino è in attesa delle decisioni della Lega Pro «Senza interventi molti club sono a rischio collasso»
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OLBIA. Presidente Marino, cosa pensa della proposta del direttivo di Lega Pro, di cui lei fa parte, che sarà discussa il 4 maggio dal consiglio federale, e che prevede tra l’altro la sospensione definitiva del campionato e il blocco delle retrocessioni?
«È chiaro che tutto ruota attorno all'opportunità di sospendere definitivamente questo campionato. Se lo si fa, rigettando l'ipotesi di concluderlo in autunno, è perché economicamente conviene a tutti. Se dovessero emergere altre visioni e fermarsi non dovesse convenire a un numero rilevante di club, allora termineremo la stagione: il punto è che dovranno dirci come fare e dovremo essere d'accordo che, in tal caso, ci perderemmo tutti allo stesso modo».
Sul piano pratico come si prenderebbe atto della proposta della Lega Pro?
«Qualora si dichiarasse concluso il campionato, sarebbe come se fosse finita in anticipo la stagione e a partire da quel momento inizieremmo a ragionare sulle decisioni che guardano quella successiva».
E in fatto di riprogrammazione, quali sono i primissimi passi che l'Olbia si troverà a dover compiere?
«Dal punto di vista sportivo sicuramente si guadagnerebbe un po' di tempo visto che il termine della stagione è prorogato al 2 agosto. Dal punto di vista economico, la programmazione soffrirà della situazione del momento».
Il danno per molti club di Serie C sarà enorme. Quali sono i mezzi e gli strumenti delle società, dunque anche dell'Olbia, per assorbire le perdite e tagliare i costi?
«Ci aspettiamo un aiuto del governo col prossimo decreto, altrimenti tanti club rischiano il collasso. Con i calciatori ci saranno delle trattative: in caso di interruzione, per far sì che le perdite di questa inattività siano ben ripartite tra i vari attori protagonisti. A tempo debito fisseremo dei colloqui con i tesserati per riuscire a trovare una soluzione. Intanto l'Olbia ha fatto domanda di cassa integrazione per i propri dipendenti che non rientrano tra i tesserati sportivi, In direttivo stiamo portando a termine un progetto di riforme radicali che cambierà il concetto di fare calcio in Serie C, spostando il focus sulla capacità di fare business e spettacolo con le reali risorse generate dai club».
Provando a parlare di calcio giocato, il suo giudizio sull'Olbia fino a quando si è scesi in campo?
«Il giudizio ha un prima e un dopo. Negativo sulla prima parte, molto positivo per quanto i ragazzi sono riusciti a dimostrare nella seconda. Venivamo da tre vittorie consecutive ed eravamo lanciatissimi per agguantare la salvezza diretta. Cercheremo di non ripartire da zero, ma da quanto di buono si è visto nel secondo scorcio del campionato».
«È chiaro che tutto ruota attorno all'opportunità di sospendere definitivamente questo campionato. Se lo si fa, rigettando l'ipotesi di concluderlo in autunno, è perché economicamente conviene a tutti. Se dovessero emergere altre visioni e fermarsi non dovesse convenire a un numero rilevante di club, allora termineremo la stagione: il punto è che dovranno dirci come fare e dovremo essere d'accordo che, in tal caso, ci perderemmo tutti allo stesso modo».
Sul piano pratico come si prenderebbe atto della proposta della Lega Pro?
«Qualora si dichiarasse concluso il campionato, sarebbe come se fosse finita in anticipo la stagione e a partire da quel momento inizieremmo a ragionare sulle decisioni che guardano quella successiva».
E in fatto di riprogrammazione, quali sono i primissimi passi che l'Olbia si troverà a dover compiere?
«Dal punto di vista sportivo sicuramente si guadagnerebbe un po' di tempo visto che il termine della stagione è prorogato al 2 agosto. Dal punto di vista economico, la programmazione soffrirà della situazione del momento».
Il danno per molti club di Serie C sarà enorme. Quali sono i mezzi e gli strumenti delle società, dunque anche dell'Olbia, per assorbire le perdite e tagliare i costi?
«Ci aspettiamo un aiuto del governo col prossimo decreto, altrimenti tanti club rischiano il collasso. Con i calciatori ci saranno delle trattative: in caso di interruzione, per far sì che le perdite di questa inattività siano ben ripartite tra i vari attori protagonisti. A tempo debito fisseremo dei colloqui con i tesserati per riuscire a trovare una soluzione. Intanto l'Olbia ha fatto domanda di cassa integrazione per i propri dipendenti che non rientrano tra i tesserati sportivi, In direttivo stiamo portando a termine un progetto di riforme radicali che cambierà il concetto di fare calcio in Serie C, spostando il focus sulla capacità di fare business e spettacolo con le reali risorse generate dai club».
Provando a parlare di calcio giocato, il suo giudizio sull'Olbia fino a quando si è scesi in campo?
«Il giudizio ha un prima e un dopo. Negativo sulla prima parte, molto positivo per quanto i ragazzi sono riusciti a dimostrare nella seconda. Venivamo da tre vittorie consecutive ed eravamo lanciatissimi per agguantare la salvezza diretta. Cercheremo di non ripartire da zero, ma da quanto di buono si è visto nel secondo scorcio del campionato».
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