Massidda, la maturità e gli “squat” con Giulia
di Gianna Zazzara
Il campione del mondo è a Ghilarza con la fidanzata, anche lei affermata pesista «Felice di essere a casa. Mamma e nonna cucinano e io studio per il diploma»
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SASSARI. Sergio Massidda, pluricampione del mondo di sollevamento pesi, cosa vuol dire avere 18 anni nei giorni della pandemia?
«Sono a Ghilarza con mamma, papà, nonna, la mia fidanzata Giulia (oro agli Europei di pesistica 2018) e il mio carissimo amico Davide Ruiu (anche lui famoso pesista). Non usciamo di casa. Per la spesa ci pensa mamma. Io, Davide e Giulia ci alleniamo tutti i giorni in una palestra che abbiamo allestito in garage grazie alla Federazione che ci ha dato una pedana, i bilancieri e i cavalletti per fare gli squat. Non ci manca niente, siamo in campagna. Sono molto fortunato per la famiglia che ho. Quando ho proposto a Giulia e a Davide di venire da me per la quarantena non ci hanno pensato un attimo, a casa loro non avrebbero avuto lo spazio per allenarsi».
Il virus sta cambiando il mondo.
«È terribile, mi dispiace per tutti quelli che stanno soffrendo e hanno perso i loro cari. In questi giorni a casa mia c’è anche mia nonna, che ha 84 anni e che adoro, e so quanto è importante fare di tutto per proteggerla».
Come impiega l’inevitabile tempo libero da passare in casa?
«Veramente di tempo libero non ne ho molto. La giornata gira intorno agli allenamenti. Ogni mattina, almeno due-tre ore, insieme a Davide e a Giulia. Ci colleghiamo in videochiamata con il nostro allenatore, Sebastiano Corbu, e gli altri colleghi della Nazionale. Il pomeriggio invece lo dedico allo studio: a giugno devo sostenere il diploma di ragioneria. Poi la sera un film e un po’ di musica».
Com’era l’agenda, prima della pandemia?
«A marzo era in programma il Mondiale Yunior in Romania, che è stato annullato, e a maggio invece il mondiale Youth, che per il momento è stato rinviato a novembre ma dubito che si gareggerà».
Lei continua ad allenarsi duramente, anche durante la quarantena. Come si fa a restare così focalizzati sull’obiettivo?
«Non è facile mantenere il focus ma noi pesisti siamo abituati. Sollevare centinaia di chili è più una questione di concentrazione, di testa che di forza. Siamo abituati a lavorare al limite delle nostre possibilità e questo ci aiuta ad affrontare anche il terribile momento che stiamo vivendo e che spero finisca presto».
Paure e sogni alla vigilia della maturità ai tempi del coronavirus.
«Incertezza, più che altro. Ancora non si sa se l’esame si farà in videochiamata oppure se dovrò rientrare a Roma dove vivo e frequento la scuola. E poi mi mancano i prof e i miei compagni, chi l’avrebbe mai detto? L’unica cosa positiva è che il programma è stato ridotto, in questo siamo stati fortunati... e io ho più tempo per allenarmi».
Il 2019 per lei è stato un anno fantastico: a marzo l’oro ai Mondiali Youth di Las Vegas, a giugno il titolo mondiale yunior conquistato alle isole Fiji, il primo nella storia pesistica azzurra.
«Ora che ci penso dal momento che i due mondiali che ho vinto nel 2019 quest’anno sono stati annullati resterò imbattuto per due anni! Poteva riuscirci solo un pesista».
«Sono a Ghilarza con mamma, papà, nonna, la mia fidanzata Giulia (oro agli Europei di pesistica 2018) e il mio carissimo amico Davide Ruiu (anche lui famoso pesista). Non usciamo di casa. Per la spesa ci pensa mamma. Io, Davide e Giulia ci alleniamo tutti i giorni in una palestra che abbiamo allestito in garage grazie alla Federazione che ci ha dato una pedana, i bilancieri e i cavalletti per fare gli squat. Non ci manca niente, siamo in campagna. Sono molto fortunato per la famiglia che ho. Quando ho proposto a Giulia e a Davide di venire da me per la quarantena non ci hanno pensato un attimo, a casa loro non avrebbero avuto lo spazio per allenarsi».
Il virus sta cambiando il mondo.
«È terribile, mi dispiace per tutti quelli che stanno soffrendo e hanno perso i loro cari. In questi giorni a casa mia c’è anche mia nonna, che ha 84 anni e che adoro, e so quanto è importante fare di tutto per proteggerla».
Come impiega l’inevitabile tempo libero da passare in casa?
«Veramente di tempo libero non ne ho molto. La giornata gira intorno agli allenamenti. Ogni mattina, almeno due-tre ore, insieme a Davide e a Giulia. Ci colleghiamo in videochiamata con il nostro allenatore, Sebastiano Corbu, e gli altri colleghi della Nazionale. Il pomeriggio invece lo dedico allo studio: a giugno devo sostenere il diploma di ragioneria. Poi la sera un film e un po’ di musica».
Com’era l’agenda, prima della pandemia?
«A marzo era in programma il Mondiale Yunior in Romania, che è stato annullato, e a maggio invece il mondiale Youth, che per il momento è stato rinviato a novembre ma dubito che si gareggerà».
Lei continua ad allenarsi duramente, anche durante la quarantena. Come si fa a restare così focalizzati sull’obiettivo?
«Non è facile mantenere il focus ma noi pesisti siamo abituati. Sollevare centinaia di chili è più una questione di concentrazione, di testa che di forza. Siamo abituati a lavorare al limite delle nostre possibilità e questo ci aiuta ad affrontare anche il terribile momento che stiamo vivendo e che spero finisca presto».
Paure e sogni alla vigilia della maturità ai tempi del coronavirus.
«Incertezza, più che altro. Ancora non si sa se l’esame si farà in videochiamata oppure se dovrò rientrare a Roma dove vivo e frequento la scuola. E poi mi mancano i prof e i miei compagni, chi l’avrebbe mai detto? L’unica cosa positiva è che il programma è stato ridotto, in questo siamo stati fortunati... e io ho più tempo per allenarmi».
Il 2019 per lei è stato un anno fantastico: a marzo l’oro ai Mondiali Youth di Las Vegas, a giugno il titolo mondiale yunior conquistato alle isole Fiji, il primo nella storia pesistica azzurra.
«Ora che ci penso dal momento che i due mondiali che ho vinto nel 2019 quest’anno sono stati annullati resterò imbattuto per due anni! Poteva riuscirci solo un pesista».
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