calcio
La Lega di serie A non ha dubbi: «Il campionato va concluso»
SASSARI. Dalla riunione della Lega di serie A di calcio – svolta il Primo maggio in conference call non senza momenti di tensione – due messaggi chiari: portare comunque a termine il campionato, ed...
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SASSARI. Dalla riunione della Lega di serie A di calcio – svolta il Primo maggio in conference call non senza momenti di tensione – due messaggi chiari: portare comunque a termine il campionato, ed evitare “uscite” individuali sui media, segnali di divisione.
Dopo il monito del ministro dello Sport Spadafora («O si trova un’intesa sul protocollo sanitario o il governo si assumerà la responsabilità di chiudere il campionato»), dalla Lega sono arrivati segnali distensivi, e nella nota firmata da tutte le società, è stata espressa la volontà di elaborare un documento che metta al primo posto la salute.
Se verrà stilato un nuovo protocollo, il torneo potrebbe ripartire a metà giugno. L'Uefa ha chiesto alla Figc una risposta ufficiale entro il 25 maggio. Poco più di venti giorni per mettersi d'accordo per ricominciare gli allenamenti, stilare un calendario che consenta di chiudere la stagione entro fine luglio-primi di agosto. Uno dei paletti posti dall’assemblea è stato: nessuno metta in discussione la prossima stagione. Su questo aspetto e sull’opportunità di stabilire regole certe prima che il pallone ricominci a rotolare, il Cagliari, rappresentato dal dg Mario Passetti, è stato fermissimo. Il dirigente rossoblù ha ribadito la necessità di pensare anche al peggio, e quindi valutare le strade da seguire se il calcio non dovesse ripartire, limitando al minimo i danni per i club. Si giocheranno, quando sarà possibile, playoff e playout per assegnare lo scudetto e i posti in Europa? Verrà cristallizzata l'attuale classifica senza retrocessioni? Se il campionato dovesse essere definitivamente sospeso, facile pensare a una valanga di ricorsi che potrebbero far collassare la situazione. E le regole? Tra prestiti e scadenze il Cagliari si troverebbe dopo il 30 giugno con dieci giocatori in meno se i contratti non venissero rinnovati di almeno un mese. Fifa e Uefa hanno detto che sono d'accordo ma per ora non c’è niente di scritto. Stessa cosa per il discorso legato al taglio degli stipendi. (r.m.)
Dopo il monito del ministro dello Sport Spadafora («O si trova un’intesa sul protocollo sanitario o il governo si assumerà la responsabilità di chiudere il campionato»), dalla Lega sono arrivati segnali distensivi, e nella nota firmata da tutte le società, è stata espressa la volontà di elaborare un documento che metta al primo posto la salute.
Se verrà stilato un nuovo protocollo, il torneo potrebbe ripartire a metà giugno. L'Uefa ha chiesto alla Figc una risposta ufficiale entro il 25 maggio. Poco più di venti giorni per mettersi d'accordo per ricominciare gli allenamenti, stilare un calendario che consenta di chiudere la stagione entro fine luglio-primi di agosto. Uno dei paletti posti dall’assemblea è stato: nessuno metta in discussione la prossima stagione. Su questo aspetto e sull’opportunità di stabilire regole certe prima che il pallone ricominci a rotolare, il Cagliari, rappresentato dal dg Mario Passetti, è stato fermissimo. Il dirigente rossoblù ha ribadito la necessità di pensare anche al peggio, e quindi valutare le strade da seguire se il calcio non dovesse ripartire, limitando al minimo i danni per i club. Si giocheranno, quando sarà possibile, playoff e playout per assegnare lo scudetto e i posti in Europa? Verrà cristallizzata l'attuale classifica senza retrocessioni? Se il campionato dovesse essere definitivamente sospeso, facile pensare a una valanga di ricorsi che potrebbero far collassare la situazione. E le regole? Tra prestiti e scadenze il Cagliari si troverebbe dopo il 30 giugno con dieci giocatori in meno se i contratti non venissero rinnovati di almeno un mese. Fifa e Uefa hanno detto che sono d'accordo ma per ora non c’è niente di scritto. Stessa cosa per il discorso legato al taglio degli stipendi. (r.m.)
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