Il calcio prova a ripartire col freno a mano tirato
Diversi club di serie A hanno dato il via al lavoro individuale degli atleti La Figc rinvia il consiglio federale, domani l’incontro con la protezione civile
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La Lazio, l’Inter, la Juve, il Bologna, il Lecce. Si allunga la lista dei club tornati sul campo, ma sul futuro del campionato non c'è alcuna certezza. «Mi auguro di far ripartire il calcio, ma se non ci saranno le condizioni di sicurezza il Governo deciderà la chiusura», ha ribadito nella notte il ministro Spadafora, che resta al centro della polemica politica, dall'opposizione ma anche dalla maggioranza stessa. «Da parte del ministro dello Sport ho sentito parole di sufficienza e di arroganza», l'ennesimo attacco di Matteo Renzi. Duro, anche se non esplicito, l'intervento di Simone Valente, esponente M5S. «Il calcio va tutelato, il Governo lavori per la ripresa: mettere in contrapposizione professionisti e dilettanti, demonizzare l'uno in favore dell'altro significa non aver conoscenza del settore o non esser onesti intellettualmente», il suo giudizio.
È evidente che la questione è all'attenzione del presidente del consiglio, Conte, in molti si aspettano una sua presa di posizione. Fonti di palazzo Chigi fanno sapere che nessuna decisione è stata presa. Attorno al nodo di eventuali nuove positività, quando il 18 maggio dovessero ripartire anche gli allenamenti collettivi o quando la serie A potrà tornare a giocare, si muove la questione. Anzi, non si muove. «Il Governo si agita senza avere idee chiare», il duro giudizio di Fabio Capello. Ma un passo in avanti può venire dall'incontro, fissato per giovedì pomeriggio, tra il comitato tecnico scientifico (Cts) della Protezione civile e i dirigenti della Figc. Da giorni la commissione medica federale aspetta una chiamata del Comitato, il pool di esperti che supporta Conte nelle scelte per il contenimento dell'epidemia e per la ripartenza, per analizzare il protocollo sulla ripresa degli allenamenti di gruppo delle squadre. Dal giorno dell'appello di Spadafora a finire gli scontri, la Lega di serie A ha scelto la linea del basso profilo. Lo stesso adottato sul tema diritti tv, sui quali continuano i contatti con i broadcaster in attesa di chiarimenti sulla sorte della stagione. Secco, invece, il »no comment« della associazione dei club sulle voci relative a colloqui preliminari avviati con il fondo di investimento Cvc per una iniziativa nel settore dei diritti.
Intanto la Federcalcio ha deciso di rinviare il consiglio federale in programma venerdì: si doveva parlare di licenze nazionali, termine della stagione, riforma dei campionati, e soprattutto sviluppi dell'emergenza. Invece resta tutto ancora sospeso.
È evidente che la questione è all'attenzione del presidente del consiglio, Conte, in molti si aspettano una sua presa di posizione. Fonti di palazzo Chigi fanno sapere che nessuna decisione è stata presa. Attorno al nodo di eventuali nuove positività, quando il 18 maggio dovessero ripartire anche gli allenamenti collettivi o quando la serie A potrà tornare a giocare, si muove la questione. Anzi, non si muove. «Il Governo si agita senza avere idee chiare», il duro giudizio di Fabio Capello. Ma un passo in avanti può venire dall'incontro, fissato per giovedì pomeriggio, tra il comitato tecnico scientifico (Cts) della Protezione civile e i dirigenti della Figc. Da giorni la commissione medica federale aspetta una chiamata del Comitato, il pool di esperti che supporta Conte nelle scelte per il contenimento dell'epidemia e per la ripartenza, per analizzare il protocollo sulla ripresa degli allenamenti di gruppo delle squadre. Dal giorno dell'appello di Spadafora a finire gli scontri, la Lega di serie A ha scelto la linea del basso profilo. Lo stesso adottato sul tema diritti tv, sui quali continuano i contatti con i broadcaster in attesa di chiarimenti sulla sorte della stagione. Secco, invece, il »no comment« della associazione dei club sulle voci relative a colloqui preliminari avviati con il fondo di investimento Cvc per una iniziativa nel settore dei diritti.
Intanto la Federcalcio ha deciso di rinviare il consiglio federale in programma venerdì: si doveva parlare di licenze nazionali, termine della stagione, riforma dei campionati, e soprattutto sviluppi dell'emergenza. Invece resta tutto ancora sospeso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
