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Meridda, Coni, PalaSerradimigni. E ora...

Meridda, Coni, PalaSerradimigni. E ora...

Le “case” della squadra, cresciuta insieme alle strutture. I 6000 posti fra poco saranno realtà

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Dalla culla e dal fasciatoio del Meridda all’attico del PalaSerradimigni, in attesa della villa con piscina che si è meritata. Dalle scarpine di via Quarto al giacca e cravatta di piazzale Segni, in attesa che il sarto consegni lo smoking da gala.

La piccola Dinamo nei suoi 60 anni è cresciuta. Ha vagito, gattonato, conquistato la posizione eretta. Ha studiato ed è stata promossa, ha vissuto e sempre felicemente risolto le sue brave crisi, si è innamorata ed è stata tradita ma adesso è matura, adulta, grande.

L’avventura era partita dai gradini del Meridda, tre sul lato grande. Cemento, all’aperto, ma chi doveva esserci ci stava. L’esordio è stato pionierizzato lì, lì sono stati segnati i primi canestri biancoblù che lì hanno segnato la storia del club sassarese, trasferito subito nella palestra del Coni, in via Coradduzza. Sotto la Torres calcio e a fianco del tennis.

La fila di due gradini sul lato lungo c’era ancora, ma c’era posto in tre file anche dietro un canestro e soprattutto su un soppalco sul lato breve del campo una tribuna poteva ospitare i sempre più numerosi del club. Trecento persone, anche, ci stavano. Il Coni, ormai da decenni in abbandono, a sfregio del grande pallavolista Pierpaolo Peru al quale è stato intitolato, e di tutto lo sport sassarese, ha vissuto i suoi momenti di gloria ospitando un girone degli Europei femminili di basket nel 1974 e con la Dinamo, che col tempo è cresciuta ulteriormente e ha trovato stretta la palestra, per indossare un più comodo «Città di Sassari”, montato nel 1980 in piazzale Segni. Sopra la Torres, vicino alla nuove piscine in una città che recuperava finalmente il grave ritardo nelle strutture sportive. In avvio tre lati di tribune, poi un quarto aggiunto in un ampliamento, e a parte il periodo della B, quando le presenze erano comunque sempre alte per la categoria, e super per le finali, al PalaSerradimigni ora è sempre pienone. In attesa di un nuovo passo in avanti. Perché anche i 5000 ora stanno stretti e perché la Dinamo vuole e può crescere ancora, e ha bisogno di un abito nuovo. Il progetto c’è, i fondi anche. (mac)

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