Basket sardo in crisi «Con queste regole nessuno ripartirà»
QUARTU SANT’ELENA. «Il progetto Ferrini? Congelato, in attesa di indicazioni chiare su come ripartire e su chi sarà responsabile dei protocolli». Alberto Zoncheddu, presidente della Delogu Legnami di...
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QUARTU SANT’ELENA. «Il progetto Ferrini? Congelato, in attesa di indicazioni chiare su come ripartire e su chi sarà responsabile dei protocolli». Alberto Zoncheddu, presidente della Delogu Legnami di Quartu Sant’Elena, capolista incontrastata della C regionale di basket che ha chiuso i battenti, come tutto lo sport nazionale, lo scorso 5 marzo, non ha la minima intenzione di riaprire i cancelli della palestra di via Pessina.
«Non ripartiremo perché questo non sarebbe basket - spiega -, si dice che dovremo fare attività individuale. Ma il fondamentale del passaggio? I bambini non potranno passarsi neppure il pallone». La quarantena è stata vissuta con pazienza ma non poche preoccupazioni. «Abbiamo lavorato a vari progetti nel sociale. Sulla prima squadra dico che ci piacerebbe fare la B nazionale ma le trattative con gli sponsor erano programmate per lo scorso febbraio. Ora non ho il coraggio di avanzare pretese».
Se in serie A, intanto ci sono grosse novità per la prossima stagione, nulla trapela a livello isolano. «Il massimo campionato a 18 squadre è una gran bella soluzione. Sul fronte sardo, invece, non sappiamo nulla, se non che entro la fine del mese verrà pagato il saldo del contributo richiesto alla Fip regionale, per il tramite della Regione, da tutte le società affiliate».
Tasse gare, invece? «Riaccreditate per tutte le sfide in calendario non disputate per l'emergenza Covid-19». Inevitabile tornare sui protocolli richiesti per la riapertura. «Il problema è anche legato all'utilizzo delle strutture pubbliche - spiega Zoncheddu - chi farà le sanificazioni? Ci vorrà un medico responsabile, chi lo pagherà? È antieconomico. Ricordo che lo sport di base è portato avanti per pura passione. Sono sicuro che nessuno riaprirà, noi non faremo neppure il nostro riuscitissimo campo estivo». Mauro Farris
«Non ripartiremo perché questo non sarebbe basket - spiega -, si dice che dovremo fare attività individuale. Ma il fondamentale del passaggio? I bambini non potranno passarsi neppure il pallone». La quarantena è stata vissuta con pazienza ma non poche preoccupazioni. «Abbiamo lavorato a vari progetti nel sociale. Sulla prima squadra dico che ci piacerebbe fare la B nazionale ma le trattative con gli sponsor erano programmate per lo scorso febbraio. Ora non ho il coraggio di avanzare pretese».
Se in serie A, intanto ci sono grosse novità per la prossima stagione, nulla trapela a livello isolano. «Il massimo campionato a 18 squadre è una gran bella soluzione. Sul fronte sardo, invece, non sappiamo nulla, se non che entro la fine del mese verrà pagato il saldo del contributo richiesto alla Fip regionale, per il tramite della Regione, da tutte le società affiliate».
Tasse gare, invece? «Riaccreditate per tutte le sfide in calendario non disputate per l'emergenza Covid-19». Inevitabile tornare sui protocolli richiesti per la riapertura. «Il problema è anche legato all'utilizzo delle strutture pubbliche - spiega Zoncheddu - chi farà le sanificazioni? Ci vorrà un medico responsabile, chi lo pagherà? È antieconomico. Ricordo che lo sport di base è portato avanti per pura passione. Sono sicuro che nessuno riaprirà, noi non faremo neppure il nostro riuscitissimo campo estivo». Mauro Farris
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