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«L’Hermaea sogna sempre in grande»

di Fabio Fresu
«L’Hermaea sogna sempre in grande»

A2 di volley, il capitano Jenny Barazza: «Mi piacerebbe concludere la carriera a Olbia, magari come allenatrice»

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SASSARI. Oh capitano, mio capitano. Jenny Barazza e l’Hermaea Olbia continueranno a difendere assieme i colori della Sardegna anche la prossima stagione nel campionato nazionale di A2 femminile di pallavolo. Una comunione di intenti sempre più stretta quella fra la società gallurese e l’esperta centrale veneta, che in questo modo consolida ancora di più il suo rapporto con l’isola, avendo un marito sardo ed una figlia nata a Nuoro. «Ormai la mia vita è qui - dice convinta – adesso capisco anche il sardo anche se non lo parlo, quando ci provo mi escono di bocca delle parole strane».

Sta facendo un pensierino a chiudere qui la sua carriera?

«In realtà ci pensavo già negli ultimi tempi a Conegliano. L’impegno in A1 stava diventando troppo pesante, la casa ad Olbia era quasi pronta, quindi era inevitabile. Quello che conta è dare sempre il 100 per cento, e poi spero proprio che ci siano anche degli altri progetti per me, sempre in Sardegna».

Dica la verità, la società le ha già fatto delle proposte?

«Il presidente Gianni Sarti mi ha detto che va bene tutto, ma io se prendo un impegno voglio portarlo avanti al meglio, e quindi devo essere pronta. Perché non è detto che una buona giocatrice sia anche una brava allenatrice. Ma mi piacerebbe occuparmi dei giovani».

Dopo tanti anni in A1 ed in nazionale, trova ancora gli stimoli giusti per mettersi in gioco in un campo di A2?

«Solo il primo anno il cambio è stato un po’ traumatico, ma ora mi sono adattata alla nuova situazione, e non c’è davvero una grande differenza fra una gara di Champions League ed una partita importante in A2. Almeno per me è così, l’ansia e l’agonismo sono uguali, la notte prima di una partita non dormo adesso come mi succedeva prima, e la felicità che si prova dopo una vittoria è difficile da spiegare. E’ una questione di passione, quello che conta non è la categoria, ma lottare per superare i propri limiti. Adesso ho qualche dolorino in più ma la grinta…quella c’è sempre».

Le prime due stagioni ad Olbia non sono andate come ci si aspettava, nella prima è arrivata un’amara retrocessione, nella seconda, dopo una falsa partenza ed una splendida rimonta che vi ha portato nella poule promozione, è arrivato lo stop dovuto all’emergenza coronavirus. E la prossima?

«Puntiamo a fare una buona pallavolo e a far divertire i nostri tifosi. Il primo obiettivo sarà sempre la salvezza, poi magari ripetere l’ingresso nella poule promozione. La presenza in panchina fin dall’inizio di Emiliano Giandomenico ed il suo progetto tecnico sarà una marcia in più».

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