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La Sardegna Arena riapre, ma solo per 300 persone

La Sardegna Arena riapre, ma solo per 300 persone

L’impianto è praticamente pronto per l’esordio del Cagliari contro il Torino, il 27. Accesso solo per pochi addetti ai lavori, tutti concentrati nelle tribune centrali

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CAGLIARI. Non ci sarà bisogno di muratori alla Sardegna Arena per adeguare lo stadio al nuovo protocollo anti Covid. Giulini spera che prima del torneo ci possa essere una parziale riapertura. Ma per ora è ammesso allo stadio un massimo di trecento persone, addetti ai lavori, compresi giocatori e arbitri. E per il Cagliari sarà più che altro un lavoro di sottrazione e di riduzione all'essenziale di quello che già c'è: una stanza che prima veniva usata in un modo ora sarà usata in un altro. Oppure un corridoio "a due sensi di circolazione" diventerà a senso unico oppure sarà diviso in due corsie. E così via. Ci vorrà giusto un progetto che tenga conto delle prescrizioni. Ma nessun cantiere, insomma. Roba di qualche giorno. E c'è ancora tempo: la data ultima è quella del 27 giugno, il giorno dell'esordio post lockdown contro il Torino, alle 19.30. Punto primo: sarà uno stadio praticamente vuoto: tutte le attività e le presenze saranno concentrate nelle tribune centrali e al massimo laterali e nella zona sottostante con le aree riservate agli spogliatoi e alla stampa. Gli unici che potranno avvicinarsi alle altre zone dello stadio saranno i portieri per le curve e i giocatori di fascia per i distinti. Più i raccattapalle.

La fortuna della Sardegna Arena, rispetto al Sant'Elia, è che gli spogliatoi e i parcheggi sono proprio accanto alle tribune. Quindi le tre aree di riferimento del protocollo, zona tecnico sportiva, e sopratutto tribune e parcheggi-compound tv sono tutte sullo stesso lato e quindi più facilmente gestibili. All'interno di ciascuna area non potranno stare insieme più di 130 persone. Si cercherà di evitare soprattutto il contatto tra gruppo squadra, già preventivamente sottoposto a controlli sanitari, e resto dei presenti. Per questi ultimi l'ingresso allo stadio sarà subordinato al controllo della temperatura con il termoscanner e alla presentazione di una autocertificazione sanitaria. In caso di febbre a 37,5 non sarà possibile entrare allo stadio. Tutte queste operazioni di controllo dovrebbero essere effettuate verosimilmente nella zona antistante l'accesso alle tribune. Ma questi dettagli saranno specificati nei prossimi giorni. Una delle zone più delicate è quella degli spogliatoi. Il protocollo prescrive la necessità di rendere disponibili tutti i locali presenti nella struttura per consentirne un utilizzo differenziato da parte del gruppo squadra. E di differenziare l’uso temporale dei locali da parte ad esempio di titolari e riserve. Per quanto riguarda lo spogliatoio arbitri: dopo la sanificazione, l’ingresso sarà consentito solo agli arbitri designati per la gara (vietato l’ingresso a qualunque altro tesserato, tecnico o operatore). Nessuna ripresa televisiva sarà effettuata all’interno degli spogliatoi igienizzati. Contatti ridotti al minimo anche all'ingresso in campo. Nessun accompagnamento da parte di bambini, niente mascotte, foto di squadra, cerimonia pre-gara con altre persone, stretta di mano. E "apposita modalità di schieramento congiunto delle squadre che consenta il distanziamento". Il lavoro allo stadio? Le stanze chiuse dovrebbero essere ventilate dalle 3 alle 4 volte al giorno per 10 minuti. Idealmente, le produzioni audiovisive saranno realizzate a porte aperte.

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