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Olbia, Cagliari e il Mater per il protocollo covid-19

Olbia, Cagliari e il Mater per il protocollo covid-19

OLBIA. Non ha dubbi Alessandro Marino: le argomentazioni non mancano per sostenere che riprendere in questo modo non è stata la scelta migliore. Decine di club si stanno già facendo sentire con i...

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OLBIA. Non ha dubbi Alessandro Marino: le argomentazioni non mancano per sostenere che riprendere in questo modo non è stata la scelta migliore. Decine di club si stanno già facendo sentire con i ricorsi («valuteremo se unirci») ma intanto bisogna prepararsi per il play-out con la Giana Erminio (andata al Nespoli il 27 giugno e ritorno il 30): «la squadra è tornata a lavorare in gruppo ed è pronta». E poi: «Tutti sono risultati negativi», per i primi tamponi e le visite è stata fondamentale l’intesa con il Mater Olbia.

«La Figc ha dimostrato di non voler rinunciare a tenere i format intatti. Anche se accettassimo questo principio, che ha una logica federale, non capisco perché con 60 giorni di tempo e 16 potenziali finestre – così Marino – si decida di far giocare solo in due finestre e far decidere alle squadre la stagione con due gare invece che undici, quelle che ancora mancavano. Non si è usato lo stesso criterio di A e B, che invece giocheranno come matti da qui ad agosto». Pur sottolineando più volte la buona volontà di Gravina, non esita il numero uno dell’Olbia a parlare di ragionamenti sportivi mischiati ad altri di tipo economico. I galluresi devono tornare in campo e in 180’ stabilire se meritano la C o la retrocessione, a fine giugno, quando i mesi di inattività saranno 4 e sarà curioso capire, da una parte e dall’altra del campo, come le due squadre torneranno a calciare il pallone. «Sto ragionando se fare ricorso – avvisa intanto Alessandro Marino –, abbiamo tempo fino a lunedì. Se ci sarà, avrà gli stessi argomenti di tutti gli altri presentati in queste ore».

La squadra ha ricominciato lunedì pomeriggio gli allenamenti in gruppo. «Insieme al Cagliari abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa col Mater Olbia, nel giro di 3-4 giorni ci ha permesso di fare tutti i test e le visite mediche», nello specifico tamponi naso-faringei, esami sierologici, visite spirometriche e test da sforzo ed ecocardio. «Somiglia alla dinamica di un mondiale ma si tratta di sole due partite. Per tutte le squadre l’importante credo sia prevenire gli infortuni. I ragazzi sono carichissimi, capiscono l’ingiustizia subita». Con i giocatori, inoltre, è stato trovato un accordo per i pagamenti, che saranno divisi in più tranche.

Paolo Ardovino

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