Tra l’Olbia e il Mater una joint venture su sport e ricerca

Serie C, dopo l’annuncio primi esami clinici per i giocatori L’obiettivo è fare sistema, si punta sulla sponsorizzazione

OLBIA. La notizia era stata data direttamente dal presidente dei bianchi Alessandro Marino in conferenza qualche giorno fa, mentre usciva anche sul sito ufficiale del Mater Olbia. Un accordo siglato tra il club gallurese – insieme al Cagliari – e l’ospedale figlio della fondazione Gemelli e Qatar foundation che ha una duplice valenza. L’Olbia trova direttamente sul territorio una realtà all’avanguardia come punto di riferimento nell’assistenza ai propri giocatori, per il Mater è l’occasione per fare passi avanti nella ricerca della medicina sportiva. Come spiegato nel comunicato pubblicato sul sito della struttura ospedaliera, il protocollo d’intesa si è concretizzato nella prima settimana di giugno con le prime visite. «Sono stati effettuati i tamponi naso faringei e gli esami sierologici a giocatori, staff e dirigenti e completate le visite mediche (spirometria, test da sforzo ed ecocardio) propedeutiche alla ripresa degli allenamenti».

Si tratta di una prima intesa, preannunciata tra l’altro nell’incontro avvenuto lo scorso dicembre tra una delegazione dell’Olbia e alcuni maggiori rappresentanti del Mater. Un protocollo della durata di novanta giorni, che fa da apripista a un accordo più completo e di lunga durata che verrà formalizzato dopo l’estate. Vista l’incombenza dei play-out di fine giugno con la Giana e il bisogno di tornare ad allenarsi, i bianchi hanno già avuto modo di usufruire dell’assistenza sanitaria. Si continuerà con attività di controllo, screening periodici e prestazioni sanitarie specialistiche di alto livello.

È solo uno dei due principali risvolti del protocollo (il terzo, ancora marginale, si riferisce a una serie di accordi commerciali, possibile un’eventuale sponsorizzazione); l’altra metà dell’operazione Mater-Olbia è rivolta allo sviluppo di programmi di ricerca scientifica. Con la collaborazione dello staff medico del club e in special modo con la possibilità di coinvolgere negli studi gli stessi atleti, si punta all’innovazione nella medicina sportiva. Una sorta di «Olbia lab» che potrebbe portare presto a diventare punto di riferimento a livello internazionale per calciatori professionistici e top club. A sottoscrivere l’intesa è stato anche il Cagliari, ma considerata anche la sola questione logistica è possibile che un’attività più a stretto contatto avvenga proprio con i bianchi.

«L'obiettivo è fare sistema sul territorio attraverso la pianificazione di progetti ambiziosi mirati a proiettare Olbia ai livelli che merita nel panorama nazionale, sia come comunità che come realtà calcistica», così Alessandro Marino.

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