Onde e amuchina, così si andrà in vela a Caprera
Gianna Zazzara
Il 24 giugno l’inaugurazione del Centro Velico. Mascherina in neoprene obbligatoria sui cabinati
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ALGHERO. «Volete dimenticare il lockdown? Salite in barca e prendete il largo». Ne è convinto Enrico Bertacchi, segretario generale del Centro Velico Caprera, la scuola di vela più famosa del Mediterraneo: «Il mare è energia pura, ti apre cuore e mente, è la cura ideale per lasciarci alle spalle questi mesi terribili».
A Caprera si torna in mare a partire dal 27 giugno. «Mi sembra un sogno, temevo che quest’anno la stagione sarebbe saltata, invece abbiamo già 1000 iscritti ai corsi. Certo, quest’anno i numeri saranno ridotti. Di solito sfioriamo le 4000 iscrizioni, quest’estate speriamo di arrivare a 2000. Ma l’importante è riandare a vela, dopo tanti mesi di clausura vogliamo tornare alla normalità».
Ma come sarà la vela nell’era post-covid? «Il nostro comitato scientifico interno ha definito un protocollo in linea con le norme stabilite dalla Federazione italiana vela che garantisce sicurezza totale, non vogliamo mettere in pericolo i nostri allievi né in mare né fuori dall’acqua». Quindi procedure per l’ingresso nelle basi, a mensa scaglionati e distanziati, via i letti a castello nelle camerate, no all’aria condizionata. E, soprattutto, amuchina e mascherine. «Le barche vanno pulite e disinfettate dopo ogni corso, le mascherine, invece, in barca vanno indossate quando è necessario. Sulle derive non servono, dal momento che si può salire massimo in due e le distanze sono rispettate, mentre sono obbligatorie sui cabinati perché che si lavora gomito a gomito. Ma si tratta di mascherine speciali, in neoprene, leggerissime, che permettono di fare sport e prendere anche le ondate in faccia. Quindi sicurezza totale, sia in mare che fuori. I genitori che iscrivono i ragazzi ai corsi devono stare tranquilli, quest’anno per loro ci sarà una base riservata al centro».
Altra novità: i corsi per i ragazzi dai 12 ai 14 anni sono in calendario anche ad agosto. «Di solito i corsi per i ragazzi partivano l’8 giugno ma quest’anno abbiamo dovuto rivedere la programmazione anche per andare incontro alle famiglie: in tanti quest’anno dovranno lavorare ad agosto». Perché la scuola di vela di Caprera è così famosa? «Caprera è molto più di una scuola di vela, è una palestra di vita. Ogni anno tornano a centinaia, a titolo gratuito, come allievi, come istruttori, ma anche come cuochi o semplici aiutanti della base. Siamo una grande famiglia, dal 1967. L’obiettivo della scuola è quello di formare marinai, certamente, ma anche uomini e donne in grado di affrontare le difficoltà della vita e di superarle». Molti anche i progetti votati alla tutela ambientale. «Partecipiamo al progetto Clean Sea per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni che fa la plastica al mare. È urgente proteggere l’ambiente per salvaguardare il nostro futuro». Bertacchi, da buon velista, non vede l’ora di arrivare in Sardegna. «Il 24 giugno sarò a Caprera per aprire il centro, quest’anno l’inaugurazione avrà un sapore speciale. È da mesi che sogno la mia prima uscita in barca. Dopo la ripulirò con l’amuchina, promesso».
A Caprera si torna in mare a partire dal 27 giugno. «Mi sembra un sogno, temevo che quest’anno la stagione sarebbe saltata, invece abbiamo già 1000 iscritti ai corsi. Certo, quest’anno i numeri saranno ridotti. Di solito sfioriamo le 4000 iscrizioni, quest’estate speriamo di arrivare a 2000. Ma l’importante è riandare a vela, dopo tanti mesi di clausura vogliamo tornare alla normalità».
Ma come sarà la vela nell’era post-covid? «Il nostro comitato scientifico interno ha definito un protocollo in linea con le norme stabilite dalla Federazione italiana vela che garantisce sicurezza totale, non vogliamo mettere in pericolo i nostri allievi né in mare né fuori dall’acqua». Quindi procedure per l’ingresso nelle basi, a mensa scaglionati e distanziati, via i letti a castello nelle camerate, no all’aria condizionata. E, soprattutto, amuchina e mascherine. «Le barche vanno pulite e disinfettate dopo ogni corso, le mascherine, invece, in barca vanno indossate quando è necessario. Sulle derive non servono, dal momento che si può salire massimo in due e le distanze sono rispettate, mentre sono obbligatorie sui cabinati perché che si lavora gomito a gomito. Ma si tratta di mascherine speciali, in neoprene, leggerissime, che permettono di fare sport e prendere anche le ondate in faccia. Quindi sicurezza totale, sia in mare che fuori. I genitori che iscrivono i ragazzi ai corsi devono stare tranquilli, quest’anno per loro ci sarà una base riservata al centro».
Altra novità: i corsi per i ragazzi dai 12 ai 14 anni sono in calendario anche ad agosto. «Di solito i corsi per i ragazzi partivano l’8 giugno ma quest’anno abbiamo dovuto rivedere la programmazione anche per andare incontro alle famiglie: in tanti quest’anno dovranno lavorare ad agosto». Perché la scuola di vela di Caprera è così famosa? «Caprera è molto più di una scuola di vela, è una palestra di vita. Ogni anno tornano a centinaia, a titolo gratuito, come allievi, come istruttori, ma anche come cuochi o semplici aiutanti della base. Siamo una grande famiglia, dal 1967. L’obiettivo della scuola è quello di formare marinai, certamente, ma anche uomini e donne in grado di affrontare le difficoltà della vita e di superarle». Molti anche i progetti votati alla tutela ambientale. «Partecipiamo al progetto Clean Sea per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni che fa la plastica al mare. È urgente proteggere l’ambiente per salvaguardare il nostro futuro». Bertacchi, da buon velista, non vede l’ora di arrivare in Sardegna. «Il 24 giugno sarò a Caprera per aprire il centro, quest’anno l’inaugurazione avrà un sapore speciale. È da mesi che sogno la mia prima uscita in barca. Dopo la ripulirò con l’amuchina, promesso».
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