Un “buco” ancora da quantificare
Se il campionato non fosse ripartito, il danno stimato per il calcio italiano avrebbe superato i 500 milioni di euro. Senza considerare tutto l'indotto e senza considerare che la pandemia ha fatto...
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Se il campionato non fosse ripartito, il danno stimato per il calcio italiano avrebbe superato i 500 milioni di euro. Senza considerare tutto l'indotto e senza considerare che la pandemia ha fatto perdere diversi posti di lavoro e finire tantissimi dipendenti dei club in cassa integrazione. Il Cagliari non incassa un solo euro dai primi di marzo. In pratica dalla partita persa in casa (3-4) con la Roma. Da quel momento in poi c'è stata la sospensione e la chiusura di tutti gli Store della società. Quantificare la cifra esatta delle perdite al momento non è possibile ma si può anticipare che nel bilancio il "buco" alla voce introiti sarà di svariati milioni.
Per sua fortuna il Cagliari è uno dei pochi club della Serie A a non avere "impegni" con le banche. Questo perchè la gestione degli ultimi anni, da quando la società è finita nelle mani di Tommaso Giulini, è stata fatta in modo oculato e razionale. Mai il passo più lungo della gamba. Sul mercato la campagna acquisti più onerosa è stata quella della scorsa estate, ma è stato possibile grazie alla cessione all'Inter di Nicolò Barella (circa 50 milioni di euro).
In realtà, gli ultimi soldi freschi che hanno dato respiro alle casse dei Quattro Mori, sono quelli arrivati nei giorni scorsi proprio dall'Inter che ha versato (come da accordi) una delle rate (15 milioni) per l'acquisto del centrocampista sardo.
La rinuncia della squadra e dello staff (compreso l'esonerato Maran e i suoi collaboratori) alla mensilità di aprile ha consentito alla società di risparmiare una cifra intorno ai tre milioni di euro, un aiuto sostanzioso per evitare di trovarsi in brutte acque. Ora resta il nodo legato ai diritti televisivi. Sky non ha ancora versato l'ultima rata e probabilmente la vicenda finirà in tribunale. Ma grazie a una gestione fatta in modo lungimirante, sempre tenendo ben presenti le potenzialità del club, il futuro del Cagliari è stato messo al sicuro. Anzi è stato disegnato in modo da far crescere una società che non nasconde le ambizioni. Tra cui quella di costruire un nuovo stadio. (r.m.)
Per sua fortuna il Cagliari è uno dei pochi club della Serie A a non avere "impegni" con le banche. Questo perchè la gestione degli ultimi anni, da quando la società è finita nelle mani di Tommaso Giulini, è stata fatta in modo oculato e razionale. Mai il passo più lungo della gamba. Sul mercato la campagna acquisti più onerosa è stata quella della scorsa estate, ma è stato possibile grazie alla cessione all'Inter di Nicolò Barella (circa 50 milioni di euro).
In realtà, gli ultimi soldi freschi che hanno dato respiro alle casse dei Quattro Mori, sono quelli arrivati nei giorni scorsi proprio dall'Inter che ha versato (come da accordi) una delle rate (15 milioni) per l'acquisto del centrocampista sardo.
La rinuncia della squadra e dello staff (compreso l'esonerato Maran e i suoi collaboratori) alla mensilità di aprile ha consentito alla società di risparmiare una cifra intorno ai tre milioni di euro, un aiuto sostanzioso per evitare di trovarsi in brutte acque. Ora resta il nodo legato ai diritti televisivi. Sky non ha ancora versato l'ultima rata e probabilmente la vicenda finirà in tribunale. Ma grazie a una gestione fatta in modo lungimirante, sempre tenendo ben presenti le potenzialità del club, il futuro del Cagliari è stato messo al sicuro. Anzi è stato disegnato in modo da far crescere una società che non nasconde le ambizioni. Tra cui quella di costruire un nuovo stadio. (r.m.)
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