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Grazie Simeone, l’incubo è finito

di Roberto Muretto
Grazie Simeone, l’incubo è finito

Al 93’ l’argentino firma a Ferrara la vittoria del Cagliari: mancava dal 2 dicembre 2019

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L’incubo è finito. Il Cagliari torna alla vittoria dopo un’astinenza che durava dal 2 dicembre (4-3 alla Sampdoria). È Simeone nel recupero a mettere la firma su un successo prezioso, che sblocca i rossoblù e fa vedere il bicchiere mezzo pieno. Non è stata una partita esaltante. Ritmi bassi, occasioni col contagocce e il rischio di tornare a mani vuote se Olsen, poco prima dell’inizio del recupero, non avesse murato l’ex Cerri che da due passi stava per fare centro. I rossoblù, scesi in campo pieni di cerotti, hanno provato ad imporre il loro gioco, ma lo hanno fatto con un possesso palla troppo macchinoso, condito da tanti passaggi orizzontali e solo qualche giocata in profondità.

Nandez è stato il solito motorino e ha dato una mano a Rog nella costruzione del gioco. Benino anche Mattiello che ha spinto fino a che il fiato lo ha accompagnato. Ma una nota di merito va a Ragatzu, che entrato nella fase finale ha vivacizzato l’attacco del Cagliari, facendosi apprezzare per alcune belle giocate.

Facce nuove. Zenga conferma il modulo ma cambia i giocatori. Intanto c’è Olsen in porta al posto di Cragno. La prima da titolare per Mattiello nel 3-5-2. L’ex Atalanta viene schierato largo a destra. L’altra novità è Walukiewicz in difesa con Pisacane (centrale) e Klavan. La squalifica di Cigarini convince Zenga ad affidare a Rog il ruolo di regista, il croato è supportato da Nandez, mentre Ionita gioca largo a sinistra. In attacco torna Joao Pedro. Il brasiliano si piazza appena dietro Simeone, ricostituendo la coppia che tanto bene aveva fatto nella prima parte della stagione. La Spal conferma il tridente e manda in campo dall’inizio l’ex Castro. Questo significa che scatterà automaticamente l’obbligo di riscatto a fine stagione.

Ritmi bassi. Il caldo si fa sentire e le due squadre giocano a fiammate. Il Cagliari prende il comando delle operazioni ma è una supremazia sterile. Solo in una occasione nel primo tempo la squadra di Zenga va vicino al gol: punizione di Rog che Letica respinge sulla linea. Per il resto troppi passaggi in orizzontale e pochi palloni giocabili per gli attaccanti. Joao Pedro si fa notare per qualche bel cambio di gioco, Simeone è soffocato nella morsa dei difensori spallini. Servirebbe un cambio di marcia per penetrare la difesa di casa, sempre ben piazzata. La Spal gioca sotto ritmo e solo una volta si avvicina pericolosamente alla porta di Olsen.

Colpaccio. Il Cagliari non comincia bene il secondo tempo e questo indispettisce Zenga, che si fa sentire. La squadra accusa la fatica, sbaglia tanti passaggi e più volte si affida al lancio lungo, quasi sempre impreciso. Inizia la girandola dei cambi e quelli fatti dal tecnico dei Quattro Mori si rivelano azzeccati. Soprattutto quello di Birsa che si piazza davanti alla difesa e dà ordine alla manovra. L’ingresso di Cacciatore riporta la difesa a quattro e quello di Ragatzu dà peso all’attacco che diventa più intraprendente. Il gol che decide la sfida lo sigla al 93’ Simeone che corregge in rete un cross di Joao Pedro. Ma il merito è anche di Rog che calcia in porta da lontano e costringe Letica a una respinta corta. La gioia è incontenibile, a fine partita. I fantasmi si allontanano e si torna a vedere la luce. Ieri contava prendere i tre punti. Con i rientri degli squalificati e il recupero di Nainggolan, la faretra di Zenga si arricchisce di nuove frecce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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