Tortu arrugginito all’uscita dai blocchi
A Rieti il recordman azzurro non va oltre i 10”28 nei 100. Da oggi si sposterà in Sardegna per proseguire la preparazione
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RIETI. Filippo Tortu riparte da 10”28. Troppo poco? Soltanto il tempo dirà se il tempo fatto segnare ieri sulla pista di Rieti sia o meno un buon punto di partenza dopo il lungo stop causato dal lockdown. Alla sua prima uscita ufficiale, lo sprinter azzurro spara a salve sui 100 m con un 10”28 nella batteria che poi non riesce a migliorare in finale. Allo stadio Raoul Guidobaldi di Rieti, dove si è svolta la seconda edizione della Fastweb Cup, a strappare il sorriso all’atletica italiana che è ripartita ieri ci ha pensato un Davide Re, capace di vincere sia la batteria dei 100 (rinunciando poi alla finale) che la finale dei 200. Nella finale dei 100 m la spunta il velocista britannico naturalizzato ghanese Sean Safo-Antwi (10”29), che ha preceduto Tortu di pochissimo (10”31), terzo l'altro azzurro Chituru Ali, con 10”44.
Il primatista italiano dei 100 metri è rimasto per un mese fermo prima di tornare ad allenarsi outdoor al centro tecnico, ma quella di ieri era la prima vera gara ufficiale ed è stato «un brutto risultato – ammette l’atleta delle Fiamme Gialle – non quello che mi aspettavo e volevo fare. Questo capitolo è chiuso dal momento in cui ho tagliato il traguardo. Ora già penso a cosa devo fare per migliorare. Un risultato che non sento mio e non deve essere mio».
Ieri in batteria ha tradito le solite incertezze sulla partenza recuperando fino a chiudere la gara di qualificazione con un migliore 10”28. Nella finale invece progressivo ma di un soffio più lento dell'atleta ghanese che l'ha spuntata: «Forse c’era un po’ troppa ruggine. Non è andata come volevo. Sarò sincero, non mi è mai capitato non saper dare una descrizione dettagliata della gara. Di solito so sempre bene quello che accade Pensare di fare in sei mesi quello che ho fatto in dieci anni è impossibile – ha spiegato –. Il momento con più problemi è la partenza, è un processo lungo che richiede tanto tempo. Non penso che la prima gara in cui provo a partire in modo diverso potesse riuscire meglio. Ma ho fiducia nel modo in cui ho deciso di cominciare la stagione».
Saprà fare meglio al prossimo meeting del 16 luglio, il Città di Savona, dove Tortu avrà altri 12 giorni in più di allenamento sulle gambe: «Questa è la prima gara spero di tante – conclude l’azzurro, che ieri a margine della gara aveva indossato anche una maschera anti-covid con i Quattro mori –. Saranno poche le cartucce e devo pensare a spararle bene, oggi non ci sono riuscito. Le prossime le devo sfruttare ancora meglio. Ora partirò per la Sardegna per un periodo di allenamento, poi il 16 luglio torno in gara a Savona».
Il primatista italiano dei 100 metri è rimasto per un mese fermo prima di tornare ad allenarsi outdoor al centro tecnico, ma quella di ieri era la prima vera gara ufficiale ed è stato «un brutto risultato – ammette l’atleta delle Fiamme Gialle – non quello che mi aspettavo e volevo fare. Questo capitolo è chiuso dal momento in cui ho tagliato il traguardo. Ora già penso a cosa devo fare per migliorare. Un risultato che non sento mio e non deve essere mio».
Ieri in batteria ha tradito le solite incertezze sulla partenza recuperando fino a chiudere la gara di qualificazione con un migliore 10”28. Nella finale invece progressivo ma di un soffio più lento dell'atleta ghanese che l'ha spuntata: «Forse c’era un po’ troppa ruggine. Non è andata come volevo. Sarò sincero, non mi è mai capitato non saper dare una descrizione dettagliata della gara. Di solito so sempre bene quello che accade Pensare di fare in sei mesi quello che ho fatto in dieci anni è impossibile – ha spiegato –. Il momento con più problemi è la partenza, è un processo lungo che richiede tanto tempo. Non penso che la prima gara in cui provo a partire in modo diverso potesse riuscire meglio. Ma ho fiducia nel modo in cui ho deciso di cominciare la stagione».
Saprà fare meglio al prossimo meeting del 16 luglio, il Città di Savona, dove Tortu avrà altri 12 giorni in più di allenamento sulle gambe: «Questa è la prima gara spero di tante – conclude l’azzurro, che ieri a margine della gara aveva indossato anche una maschera anti-covid con i Quattro mori –. Saranno poche le cartucce e devo pensare a spararle bene, oggi non ci sono riuscito. Le prossime le devo sfruttare ancora meglio. Ora partirò per la Sardegna per un periodo di allenamento, poi il 16 luglio torno in gara a Savona».
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