Leclerc: no al razzismo ma non mi inginocchio
ROMA. Sei i piloti della Formula 1 che ieri, pur indossando la maglia nera con la scritta “end racism”, hanno deciso di non aderire totalmente all'iniziativa lanciata da Lewis Hamilton in occasione...
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ROMA. Sei i piloti della Formula 1 che ieri, pur indossando la maglia nera con la scritta “end racism”, hanno deciso di non aderire totalmente all'iniziativa lanciata da Lewis Hamilton in occasione del Gran Premio d'Austria.
Insieme a Raikkonnen, l'ultimo campione del mondo della Ferrari, sono rimasti dritti in piedi sul traguardo dello Spielberg l'olandese Verstappen (Red Bull), il monegasco Leclerc (Ferrari), lo spagnolo Sainz Jr (oggi in McLaren e nel 2021 a Maranello), il russo Daniil Kvyat (AlphaTauri) e l'italiano Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo). In 14, invece, si sono messi in ginocchio sulla griglia di partenza prima del semaforo verde seguendo l'invito di Hamilton che per l'occasione ha indossato una maglietta nera con scritto Black Lives Matter. I restanti sei, compreso il ferrarista Leclerc, hanno deciso di protestare in modo diverso spiegando la loro posizione sui social: «Penso che la cosa importante siano i fatti e i comportamenti quotidiani più che i gesti formali che potrebbero essere percepiti come controversi in alcuni paesi - ha scritto su twitter il pilota monegasco della Ferrari - Non mi metterò in ginocchio a terra, ma ciò non significa affatto che sono meno impegnato degli altri nella lotta contro il razzismo».
Insieme a Raikkonnen, l'ultimo campione del mondo della Ferrari, sono rimasti dritti in piedi sul traguardo dello Spielberg l'olandese Verstappen (Red Bull), il monegasco Leclerc (Ferrari), lo spagnolo Sainz Jr (oggi in McLaren e nel 2021 a Maranello), il russo Daniil Kvyat (AlphaTauri) e l'italiano Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo). In 14, invece, si sono messi in ginocchio sulla griglia di partenza prima del semaforo verde seguendo l'invito di Hamilton che per l'occasione ha indossato una maglietta nera con scritto Black Lives Matter. I restanti sei, compreso il ferrarista Leclerc, hanno deciso di protestare in modo diverso spiegando la loro posizione sui social: «Penso che la cosa importante siano i fatti e i comportamenti quotidiani più che i gesti formali che potrebbero essere percepiti come controversi in alcuni paesi - ha scritto su twitter il pilota monegasco della Ferrari - Non mi metterò in ginocchio a terra, ma ciò non significa affatto che sono meno impegnato degli altri nella lotta contro il razzismo».
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