Banco bello e stanco la volata è di Brindisi

Primo ko per la Dinamo, ancora a ranghi ridottissimi

INVIATO A OLBIA. Mai dare niente per scontato, quando in campo ci sono Dinamo Sassari e Brindisi. Mai fidarsi dei break, dei controbreak e dei margini di vantaggio apparentemente irrecuperabili. È stato così in oltre un decennio di sfide all’ultimo sangue, è ancora così a tre giorni da un confronto deciso sul filo di lana. Stavolta perde la Dinamo, 96-95, e vince la Happy Casa, che si prende la rivincita dopo il -2 di lunedì, ma non ribalta la differenza canestri.

La riserva accesa. I biancoblù di Gianmarco Pozzecco, ancora privi di quattro pedine (2 del quintetto), giocano almeno 30 minuti di ottimo livello, ma arrivano ai momenti decisivi con la spia della riserva illuminata a giorno e cadono per la prima volta dopo tre vittorie, restando comunque al comando del gruppo D della Supercoppa. Dopo avere dilapidato il +15 (46-61) del 21’, per il Banco la palla della vittoria è passata per le mani di Miro Bilan, ma sulla sirena il croato ha mandato sul ferro.

La partita. Per la prima volta c’è Justin Tillman, ma la sua presenza è solo virtuale, perché l’ala americana non si è allenata neanche una volta con i compagni e la condizione fisica non gli consente di entrare in campo. E Poz non può schierare neppure Gentile, Treier e Gandini. Avanti tutta con i 7 elementi disponibili, dunque, che fanno gli straordinari e dopo l’immediato +6 salentino (15-9) piazzano un break di 9-0 e si prendono l’inerzia della gara. Spissu bombarda senza pietà da oltre l’arco e +7, 17-24. Devecchi costringe Bell a un fallo antisportivo e dalla lunetta fa 20-28, ma la gara resta apertissima. Harrison tiene vivi i suoi, la Dinamo infila quattro palle perse a cavallo dei due periodi e Krubally riporta Brindisi in partita (25-28 al 10’).

Dinamo da applausi. Bell piazza due triple di fila e dopo avere pareggiato i conti a quota 30, la Happy Casa trova anche il nuovo vantaggio con Gaspardo (38-37). Esaurite le rispettive fiammate, le squadre procedono punto a punto per qualche attimo, con Bendzius che prima commette un fallo antisportivo e poi va a colpire ancora da oltre l’arco (41-43). La Dinamo però ha in tasca altri petardi, e li spara subito: Bendzius è caldissimo, Spissu è immarcabile e il suo settimo canestro della serata (su sette!) vale una nuova fuga. Il blackout del Geopalace non ferma lo slancio dei sassaresi, che negli ultimi 20” giocati praticamente al buio trovano il modo di infilare con Pusica un’incredibile tripla per il 46-57.

Pieno controllo. Al rientro in campo la Dinamo allunga sino al +15 con Bilan (46-61), poi mette in fila alcuni attacchi non buoni e la Happy Casa risale in attimo a -8, 53-61 a 6’09”. Il timeout non sveglia il Banco, che dopo il fallo tecnico fischiato a Bilan si ritrova pienamente in partita, con Willis che fa 56-61 dalla lunetta. Spissu si carica la squadra sulle spalle, chiude di break brindisino di 10-0 e poi infila una tripla da urlo (58-66 a 4’02”). Arriva il momento di Pusica e Bendzius, che confezionano il +11 (64-75), ma intanto Spissu è uscito con 4 falli e alla terza sirena Brindisi è ancora alle calcagna, 70-77.

L’ultimo acuto. Kruslin colpisce da lontano per il 72-82, ma il match è ancora lunghissimo. Con Bilan fuori, il Banco soffre a rimbalzo e sul 77-82 Devecchi incassa uno sfondamento fondamentale, proprio come la bomba di Pusica che arriva subito dopo. I sassaresi però sono stanchi, Brindisi accelera e con Udom e Harrison trova il -1 (84-85 a 5’11”). Tutto da rifare, con Bilan sul parquet almeno in attacco è tutta un’altra storia. Dall’altra parte c’è un Zanelli superstar che impatta a quota 93 a 1’40”. A 30”, sul 95-95 Spissu sbaglia la tripla e Bilan manda sul ferro il tap-in, poi Krubally va in lunetta a 14” e fa 1/2. C’è timeout, palla a Bilan che manda sul ferro il semigancio della vittoria. È un ko amaro, ma la Final Four resta a portata di mano.

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