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Naomi Osaka, un trionfo che fa epoca

Naomi Osaka, un trionfo che fa epoca

La giapponese è la regina degli Us Open, dedica a Kobe e pregiudizi battuti

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ROMA. Un inno alla gioia, nel silenzio dell’Arthur Ashe vuoto dedicato a Kobe Bryant. Naomi Osaka stesa nel blu dello stadio più grande del mondo vuoto è l’immagine dello Us Open 2020 dove la giapponese omaggia la leggenda del basket Nba mettendosi una sua maglietta con il numero otto.

«Ho indossato questa maglia ogni giorno dopo le mie partite. Penso davvero che mi abbia dato forza. Sempre», ha scritto la campionessa nipponica su twitter postando una foto che la ritrae sul campo con una maglia dei Lakers con il numero 8, dopo aver sconfitto 1-6 6-3 6-3 Victoria Azarenka nella prima finale decisa al terzo set nella storia del torneo dal 2016, e aver vinto il suo terzo Slam.

In campo, era entrata con la settima mascherina su sette incontri, dedicata a un’altra vittima della violenza della polizia in Usa. E dopo aver reso omaggio a Kobe ha incassato la sua vittoria più inattesa: i complimenti del suo Giappone non in nome dell’orgoglio nazionale, ma del successo «della diversità e della lotta al razzismo». «È coraggiosa, sono orgoglioso di lei», ha detto il nonno di 75 anni, Tetsuo Osaka. Fumio Kishida, uno dei tre candidati alla successione del primo ministro giapponese Shinzo Abe, ha twittato: «La rispetto perché ha lottato per il miglior risultato, sottolineando l'importanza della diversità nel mondo. Suscita ammirazione». Un passo avanti, dopo che il primo successo agli Us Open nel 2018 aveva suscitato polemiche con quegli ampi settori della società nipponica che avevano rispolverato il soprannome “haifu” - in pratica mezzosangue.

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