Bach attacca la riforma dello sport
ROMA. La riforma sullo sport «non rispetta la carta olimpica» e lo stallo sulla legge e il nuovo ordinamento concepito dalla riforma mettono a rischio l'operatività del Coni e del suo segretario...
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La riforma sullo sport «non rispetta la carta olimpica» e lo stallo sulla legge e il nuovo ordinamento concepito dalla riforma mettono a rischio l'operatività del Coni e del suo segretario generale, quindi anche «le chance di medaglie per gli azzurri ai Giochi di Tokyo» e «l'organizzazione di Milano-Cortina 2026».
Quello del presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach, in visita in Italia per i Mondiali di ciclismo a Imola è un attacco frontale alla legge e al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.
Un affondo a cui il rappresentante del governo replica in un botta e risposta a distanza dai toni molto duri. «Secondo me Bach non l'ha letta» esordisce Spadafora riferendosi alla legge, e replicando punto su punto le obiezioni del capo dello sport mondiale. «Se per Bach l'autonomia del Comitato Olimpico in Bielorussia non è in discussione, figuriamoci in Italia...» incalza Spadafora tirando in ballo la crisi politica nel Paese guidato da Alexander Lukashenko. Mai un presidente del Comitato olimpico internazionale aveva alzato un muro così alto nelle relazioni con la politica italiana. Tanto da annunciare: «Al momento c'è un incontro programmato (con il ministro dello Sport, ndr) per il 15 ottobre, ma molto amichevolmente dico che oggi non ci sono le condizioni per farlo». Aspra la risposta di Spadafora: «Condivido. Del resto non era assolutamente previsto né nella data del 15 ottobre né in altra data».
Quello del presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach, in visita in Italia per i Mondiali di ciclismo a Imola è un attacco frontale alla legge e al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.
Un affondo a cui il rappresentante del governo replica in un botta e risposta a distanza dai toni molto duri. «Secondo me Bach non l'ha letta» esordisce Spadafora riferendosi alla legge, e replicando punto su punto le obiezioni del capo dello sport mondiale. «Se per Bach l'autonomia del Comitato Olimpico in Bielorussia non è in discussione, figuriamoci in Italia...» incalza Spadafora tirando in ballo la crisi politica nel Paese guidato da Alexander Lukashenko. Mai un presidente del Comitato olimpico internazionale aveva alzato un muro così alto nelle relazioni con la politica italiana. Tanto da annunciare: «Al momento c'è un incontro programmato (con il ministro dello Sport, ndr) per il 15 ottobre, ma molto amichevolmente dico che oggi non ci sono le condizioni per farlo». Aspra la risposta di Spadafora: «Condivido. Del resto non era assolutamente previsto né nella data del 15 ottobre né in altra data».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google