«La verità? Un gol casuale»
L’ammissione di Catanese, autore della rete del Pontedera
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OLBIA. La voce dal campo arriva, olbiese nella cadenza, da Luca La Rosa. È lui a intervenire ai microfoni dopo aver guidato insieme a Pennington il centrocampo dei bianchi. Non è stato un “buona la prima”. «C’è la rabbia di non aver raccolto niente – dice laconico –. La partita è stata una classica partita da serie C, e cioè giocata molto sulle seconde palle, tosta, e che ha rispecchiato quello che sarà il campionato». Spunta il sorriso quando gli si chiede di commentare il gol degli avversari: «Come quando si dice di partite risolte sugli episodi, più episodio di questo non si può».
A centrocampo gli assenti erano, per vari motivi, Giandonato, Lella, Biancu più la non convocazione di Vallocchia. In sala stampa gli si chiede di commentare la situazione d’emergenza in cui si è trovato alla prima giornata, ma La Rosa precisa subito: «Non mi piace usare questa parola. In una rosa come la nostra davvero tutti possono giocare, chi subentra è sullo stesso livello di chi gioca». Per l’occasione, è tornato sulla linea dei centrocampisti, come accadeva con la maglia dell’Arzachena. Poi entra di nuovo sullo storytelling del match, «Il loro vantaggio è arrivato in un momento in cui paradossalmente sembrava potessimo essere noi a far male».
Parentesi punizioni. Lo scorso anno ha regalato punti da calci piazzati, stavolta si contende il ruolo di calciatore di punizioni con Emerson. Già ieri, è stato il brasiliano a prendere la palla sottobraccio in un paio di occasioni, «ma quel che conta è quando la palla entra dentro, a prescindere da chi segni. Io calcio da posizione più ravvicinata, col Pontedera non è capitato, inoltre lui ha un tiro più potente che poteva essere utile visto il vento». Dall’altra sponda, quando arriva in conferenza Catanese, l’autore del gol e (inaspettato) protagonista del Pontedera, l’unico oggetto di discussione è proprio quel pallone che ha cambiato traiettoria. «Voluto o casuale? No, no, il gol è stato casuale. E infatti non ho esultato per una legge non scritta che dice di far così in questi casi». (p.a.)
A centrocampo gli assenti erano, per vari motivi, Giandonato, Lella, Biancu più la non convocazione di Vallocchia. In sala stampa gli si chiede di commentare la situazione d’emergenza in cui si è trovato alla prima giornata, ma La Rosa precisa subito: «Non mi piace usare questa parola. In una rosa come la nostra davvero tutti possono giocare, chi subentra è sullo stesso livello di chi gioca». Per l’occasione, è tornato sulla linea dei centrocampisti, come accadeva con la maglia dell’Arzachena. Poi entra di nuovo sullo storytelling del match, «Il loro vantaggio è arrivato in un momento in cui paradossalmente sembrava potessimo essere noi a far male».
Parentesi punizioni. Lo scorso anno ha regalato punti da calci piazzati, stavolta si contende il ruolo di calciatore di punizioni con Emerson. Già ieri, è stato il brasiliano a prendere la palla sottobraccio in un paio di occasioni, «ma quel che conta è quando la palla entra dentro, a prescindere da chi segni. Io calcio da posizione più ravvicinata, col Pontedera non è capitato, inoltre lui ha un tiro più potente che poteva essere utile visto il vento». Dall’altra sponda, quando arriva in conferenza Catanese, l’autore del gol e (inaspettato) protagonista del Pontedera, l’unico oggetto di discussione è proprio quel pallone che ha cambiato traiettoria. «Voluto o casuale? No, no, il gol è stato casuale. E infatti non ho esultato per una legge non scritta che dice di far così in questi casi». (p.a.)
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