verso inter-milan
Ibra contro Lukaku, grande attesa per il derby
MILANO. Inter-Milan 6-2, ma è la partita (provvisoria) che Conte non avrebbe mai voluto vincere. Il Covid continua ad imperversare e getta ombre inquietanti sul derby tanto atteso di sabato 17....
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MILANO. Inter-Milan 6-2, ma è la partita (provvisoria) che Conte non avrebbe mai voluto vincere. Il Covid continua ad imperversare e getta ombre inquietanti sul derby tanto atteso di sabato 17. Bastoni, Skriniar, Nainggolan, Gagliardini, Radu e Young da una parte, Duarte e Gabbia dall'altra attendono il tampone negativo. La speranza è che la scia che sta interessando anche molte altre squadre si attenui, ma già così il prezzo da pagare è salato con l'Inter “saccheggiata” soprattutto in fase difensiva, e il Milan che ha appena recuperato l'apporto fondamentale di Ibra. Ci sono comunque tutte le premesse perchè questa stracittadina lasci il segno sancendo il ritorno stabile delle due milanesi nei piani alti del calcio italiano.
L'Inter con Conte e un mercato sostanzioso è una delle favorite per lo scudetto: Lukaku e Lautaro costituiscono una coppia consolidata, Vidal e Hakimi danno sostanza e qualità al centrocampo, e alle spalle c'è una rosa completa e competitiva. Ma di fronte c'è un Milan che Maldini sta disegnando e Pioli dirigendo con competenza e passione. Un gruppo giovane che ha fatto grossi progressi, che presenta un Hernandez scatenato sulla fascia (molto attesa la sfida con Hakimi) e un Calhanoglu ispirato e propositivo, e che viene da una striscia utile di 15 risultati consecutivi.
Centrale e decisiva sarà la sfida del gol tra i due totem Lukaku e Ibra, trascinatori e punto di riferimento dei compagni. C'è poi un motivo in più che fa da propellente ai rossoneri: Coppa Italia a parte, sono quasi cinque anni che subiscono la supremazia dei cugini, dal 3-0 del gennaio 2016 con Mihajlovic in panchina contro il suo amico Mancini. Da allora 3 pari e 5 sconfitte, di cui 4 consecutive negli ultimi due anni. Un'onta insopportabile che il placido Pioli vuole cancellare di fronte all'eterna fame di vittorie del frenetico Conte. Scudetto e Champions si giocheranno con gli scontri diretti e servono quindi le prodezze di Lukaku e Lautaro, e di Leao e Ibrahimovic. Gli attaccanti hanno sempre lasciato il segno nelle 225 stracittadine disputate in 111 anni di grande equilibrio.
L'Inter con Conte e un mercato sostanzioso è una delle favorite per lo scudetto: Lukaku e Lautaro costituiscono una coppia consolidata, Vidal e Hakimi danno sostanza e qualità al centrocampo, e alle spalle c'è una rosa completa e competitiva. Ma di fronte c'è un Milan che Maldini sta disegnando e Pioli dirigendo con competenza e passione. Un gruppo giovane che ha fatto grossi progressi, che presenta un Hernandez scatenato sulla fascia (molto attesa la sfida con Hakimi) e un Calhanoglu ispirato e propositivo, e che viene da una striscia utile di 15 risultati consecutivi.
Centrale e decisiva sarà la sfida del gol tra i due totem Lukaku e Ibra, trascinatori e punto di riferimento dei compagni. C'è poi un motivo in più che fa da propellente ai rossoneri: Coppa Italia a parte, sono quasi cinque anni che subiscono la supremazia dei cugini, dal 3-0 del gennaio 2016 con Mihajlovic in panchina contro il suo amico Mancini. Da allora 3 pari e 5 sconfitte, di cui 4 consecutive negli ultimi due anni. Un'onta insopportabile che il placido Pioli vuole cancellare di fronte all'eterna fame di vittorie del frenetico Conte. Scudetto e Champions si giocheranno con gli scontri diretti e servono quindi le prodezze di Lukaku e Lautaro, e di Leao e Ibrahimovic. Gli attaccanti hanno sempre lasciato il segno nelle 225 stracittadine disputate in 111 anni di grande equilibrio.
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