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«Cagliari e Torino, è ora di svegliarvi»

di Roberto Muretto
«Cagliari e Torino, è ora di svegliarvi»

Claudio Sala gioca in anticipo la partita di domenica: «Chi perde va in difficoltà e il fattore campo senza pubblico si azzera»

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CAGLIARI. Quando il pallone arrivava tra i suoi piedi cominciava a cantare. Ed era intonatissimo. Claudio Sala è un’icona per i tifosi granata. Dodici campionati col Torino, 286 presenze, 25 gol, indossando una maglia che per lui è una seconda pelle. Il “Poeta” è stato protagonista di tante battaglie, anche col Cagliari. E comincia questa intervista ricordando un particolare. «L’anno dello scudetto dei sardi - racconta - l’ultima partita vennero a giocare al Comunale. Il nostro presidente, Orfeo Pianelli, entrò negli spogliatoi e ci raccomandò di non fare brutte entrate perchè tra i rossoblù c’erano tanti giocatori che dovevano andare al Mondiale in Messico. Noi prendemmo le sue parole alla lettera e giocammo una gara senza determinazione, perdendo per 4-0».

Domenica sarà un’altra storia tra squadre che non hanno cominciato bene.

«È una partita delicata, direi determinante per ritrovare l’entusiasmo perso. Le due formazioni hanno qualche problema da risolvere ma credo anche le potenzialità tecniche per una stagione serena».

Quali sono i problemi da risolvere per i granata?

«Quando si cambia l’allenatore serve un po’ di tempo per assemblare la squadra. In realtà la rosa è invece cambiata poco. Giampaolo sta trasmettendo le sue idee di calcio al gruppo, giusto lasciarlo lavorare senza pressioni ».

Il Cagliari si è rafforzato?

«Per me no. Senza Nainggolan ha perso tantissimo perché si tratta di un giocatore determinante. Mi piace Di Francesco, un tecnico che fa giocare bene le sue squadre».

Che partita sarà?

«Penso sarà condizionata dalla paura di perdere. Nessuna delle due può permettersi passi falsi. Il Torino vuole rompere il ghiaccio dopo due sconfitte. Non si può dire che sia favorito dal fattore campo, senza il pubblico questo vantaggio si azzera».

Cagliari e Toro si salveranno senza soffrire?

«Su questo non ho dubbi. Ci sono diverse squadre che hanno organici inferiori sul piano tecnico. Naturalmente il mercato di gennaio può cambiare gli equilibri ma secondo me non più di tanto».

Ha ricordi particolari delle sfide col Cagliari?

«Le prime all'Amsicora erano battaglie e loro avevano il grande vantaggio di avere il pubblico vicinissimo al campo di gioco. C'era un campione come Riva, in uno stadio dove lui si esaltava. Andavi a Cagliari sapendo che fermarlo era difficilissimo se non impossibile. Lui era davvero uno di quelli che spostava gli equilibri. Ricordo che quel Cagliari era davvero forte».

Nella sfida di domenica all’Olimpico chi può spostare gli equilibri?

«Belotti è in forma, gli manca il gol ed è uno di quei giocatori che può trascinare i compagni. Del Cagliari, più delle individualità, bisogna preoccuparsi del collettivo. Il mio cuore è granata e lo sanno tutti ma questa è davvero una gara difficile da mettere a fuoco. Una cosa è certa, chi la perde va in difficoltà».

Il Toro voleva Joao Pedro, un giocatore che a lei piace?

«Non si segnano 18 gol per caso in serie A. Sapevo che c’era una trattativa ma alla fine non si è concretizzata. Con Belotti sarebbe stata una bella coppia d’attacco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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