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Con il divino Ibra il Milan capolista non si mette limiti

Con il divino Ibra il Milan capolista non si mette limiti

Rossoneri in vetta 8 anni dopo, e c’era sempre lo svedese La Champions League resta il primo obiettivo stagionale

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MILANO. Dopo oltre otto anni, il Milan è da solo in testa alla Serie A, e il trait d'union fra la squadra di oggi e quella di inizio aprile 2012 è Zlatan Ibrahimovic.

Ora veterano, è leader e trascinatore di un gruppo con giocatori che hanno anche metà della sua età a sognare lo scudetto, lo stesso obiettivo di allora, quando era il capocannoniere in mezzo a stelle vicine al ritiro, che quell'anno videro il titolo sfumare di quattro punti. Dopo un'avvelenata corsa scudetto, la stagione finì con il secondo posto e le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, spartiacque dopo il quale il Milan ha collezionato più amarezze e cambi di proprietà che gioie. Tornato dieci mesi fa a Milanello, lo svedese ha raddrizzato le sorti della scorsa stagione e anche in questa si sta confermando fondamentale per il lavoro di Stefano Pioli, e per la crescita di giocatori che hanno fatto il salto di qualità, come Hakan Calhanoglu, Leao e Bennacer, completamente rivitalizzati.

Dopo il lockdown il Milan è stata la squadra più brillante, sta giocando in modo essenziale, sfruttando le proprie armi principali (una difesa solida, le scorribande di Theo Hernandez sulla fascia, le invenzioni di Calhanoglu e appunto Ibrahimovic) senza mai scoprirsi troppo né perdere lucidità nei momenti difficili. Continuando così, l'agognato posto in Champions diventa un obiettivo concreto. Pioli non si esalta dopo il quarto successo di fila in campionato, il suo centravanti invece non si pone limiti, in un campionato reso più incerto dal fattore Covid.

«Milano non ha mai avuto un re, loro hanno un dio», ha scritto Ibrahimovic sui social all'indomani del derby, in cui si è preso una discreta rivincita sull'interista Romelu Lukaku, autoincoronatosi dopo l'Inter-Milan vinto a febbraio. Questa volta ha dominato la stella milanista, scatenando tutta la sua fame agonistica, montata nelle due settimane di quarantena per il coronavirus. L'ha sfogata anche davanti alle telecamere, assicurando che questo Milan può ambire allo scudetto. Il prossimo test è con la Roma, sempre a San Siro, preceduta giovedì dal debutto nel girone di Europa League, contro il Celtic Glasgow in Scozia.



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