«Dinamo non abbatterti, daremo tutti un po' di più»

Serie A. Il capitano Jack Devecchi dopo la sconfitta di Trento non fa drammi: «Auguri a Pusica, ora Katic ci darà una grossa mano. Con noi si troverà bene»

SASSARI. Non certo un allarme rosso, piuttosto un giallo lampeggiante ad indicare un calo di energie dovute al grande sforzo delle ultime settimane e la necessità di rifornire il motore della macchina biancoblù.«Siamo arrivati lunghi e scarichi. Non occorre mica nascondersi, è una valutazione oggettiva. Abbiamo commesso degli errori, ma sappiamo che in questo momento occorre stringere i denti, tutti, e sopperire alle mancanze provando a dare tutti qualcosa in più. A partire dalla ripresa degli allenamenti e dal prossimo impegno in calendario».

Saggia e autorevole l'analisi di Jack Devecchi, capitano della Dinamo che anche sul parquet della BLM Group Arena ha regalato alla sua stagione da protagonista 11 punti, tre triple e 26' in campo. La sconfitta di Trento (92-78), maturata contro un'Aquila muscolare e agguerrita lanciatissima dal filotto costruito fra campionato ed Eurocup, fa arrabbiare come tutte le sconfitte ma non può far preoccupare. Un calo quasi fisiologico quello registrato in Trentino dal roster di coach Pozzecco, dovuto all'intreccio di varie contingenze. Alle assenze causa Covid-19 di Kruslin e Treier si è sommato il grave infortunio di Pusica (rottura del crociato contro il Tenerife). Al pur agognato recupero di Gentile, in campo sabato ma ancora lontano dalla condizione ottimale, si aggiungono gli straordinari richiesti alle altre componenti del gruppo.

«Quando si fanno i conti con un'emergenza che non fa sconti serve farsi trovare pronti. Serve alzare i minutaggi, occorre non farsi sorprendere - spiega il capitano -. Non è sempre facile, anche perché in campo vanno sempre due squadre con l'obiettivo comune di superarsi. Sapevamo che sarebbe stata battaglia cestistica. Prendiamo atto della sconfitta. E ripartiamo senza esitazioni aspettando di tornare ad allenarci e giocare al completo. Sappiamo di che pasta siamo fatti».

Nulla di imprevedibile. Chiaro che in Trentino la Dinamo non era certo andata a perdere, ma la consapevolezza formato timore che la straordinaria prestazione di Champions contro la corazzata Tenerife potesse lasciare delle scorie, fra rotazioni ridotte e calendario fitto, era possibilità non trascurabile. E plausibile. Non ci sono alibi da ricercare. C'è una gara giocata sotto tono e sotto ritmo, mai azzannata se non nelle primissime battute, e persa in 40' in cui l'avversario bianconero non ha mai staccato il piede dall'acceleratore. Rifornire il motore d'energie, s'è detto. Rifornirlo anche grazie all'arrivo di Toni Katic, play che ben conosce il Poz con cui ha condiviso due stagioni al Cedevita in compagnia di Bilan e Kruslin. «Ci darà una grossa mano. Dispiace per Vasa, che stava disputando una grande stagione. Tornerà presto, a lui va il nostro in bocca al lupo. Aspettiamo Toni intanto, sarà facile per lui integrarsi nel nostro gruppo».

L'arrivo di Katic in città è atteso a giorni. Innesto prezioso in sostituzione di Pusica e a supporto della squadra. Il tutto aspettando la negativizzazione di Kruslin e Treier, perché in un campionato tosto come la Lega A, inframezzato dalle sfide europee, non si può regalare un uomo agli avversari. Figuriamoci due o addirittura tre.

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