serie a2 femminile
Per Selargius una doccia fredda inattesa. Fioretto: «Rialziamo subito la testa»
CAGLIARI. Sabato stregato per le squadre sarde della serie A2 femminile di basket. Rinvii a parte (si giocheranno a data da destinarsi le programmate Surgical Cagliari-Nico Basket Pistoia e Cus...
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CAGLIARI. Sabato stregato per le squadre sarde della serie A2 femminile di basket. Rinvii a parte (si giocheranno a data da destinarsi le programmate Surgical Cagliari-Nico Basket Pistoia e Cus Cagliari-Valdarno) la giornata da dimenticare è stata soprattutto quella della Techfind San Salvatore Selargius. La doccia fredda del -30 subita sabato ad opera dell’Alma Patti (fino alla scorsa settimana terzultima in classifica) è servita a riportare sulla terra la formazione giallonera, che veleggiava spedita a ridosso del primo posto in classifica. «Abbiamo giocato molto al di sotto delle nostre possibilità – ha commentato il coach Roberto Fioretto – la partita si è sempre rivelata in salita per noi».
Tutto vero. Anche se la prima battuta d’arresto ha trovato parziale giustificazione nell’assenza della playmaker titolare Simioni, le giallonere non sono riuscite a mantenere il ritmo del quintetto di Buzzanca, bravo anche a far leva sulla grande prova individuale di Galbiati (ben 31 punti personali con 4/5 da tre). Il divario decisivo sul match ha fatto capolino già nella seconda frazione, con Patti che è stata capace di allungare grazie a una difesa arcigna che ha impedito alle selargine di creare dei tiri puliti. Verona e compagne sono così scappate fino al +11 di metà partita, chiudendo la gara già al termine dei primi trenta minuti di gioco. Da dimenticare, poi, il risultato finale della sfida (56-91). «Una battuta d’arresto dopo diversi risultati positivi ci può anche stare – continua l’allenatore della Techfind – ora analizzeremo a fondo e con serenità i perché di questa prestazione negativa, specie dal punto di vista agonistico. Continuo a essere fiducioso, perché so che la mia squadra può fare molto meglio di così». (ma.fa.)
Tutto vero. Anche se la prima battuta d’arresto ha trovato parziale giustificazione nell’assenza della playmaker titolare Simioni, le giallonere non sono riuscite a mantenere il ritmo del quintetto di Buzzanca, bravo anche a far leva sulla grande prova individuale di Galbiati (ben 31 punti personali con 4/5 da tre). Il divario decisivo sul match ha fatto capolino già nella seconda frazione, con Patti che è stata capace di allungare grazie a una difesa arcigna che ha impedito alle selargine di creare dei tiri puliti. Verona e compagne sono così scappate fino al +11 di metà partita, chiudendo la gara già al termine dei primi trenta minuti di gioco. Da dimenticare, poi, il risultato finale della sfida (56-91). «Una battuta d’arresto dopo diversi risultati positivi ci può anche stare – continua l’allenatore della Techfind – ora analizzeremo a fondo e con serenità i perché di questa prestazione negativa, specie dal punto di vista agonistico. Continuo a essere fiducioso, perché so che la mia squadra può fare molto meglio di così». (ma.fa.)
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