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Il Cagliari ha l’erede di Cragno: Vicario

di Roberto Muretto
Il Cagliari ha l’erede di Cragno: Vicario

Il portiere protagonista in Tim Cup: «Orgoglioso di indossare questi colori, qui c’è l’ambiente giusto per crescere»

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INVIATO A CAGLIARI. Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, di portieri se ne intende. È stato lui a scegliere qualche anno fa Alessio Cragno, sottilineando che sarebbe stato lui il titolare del futuro. È stato sempre il patron rossoblù, nell’estate del 2019, a chiedere all’allora direttore sportivo Marcello Carli, di acquistare a titolo definitivo dal Venezia, Guglielmo Vicario, poi girato in prestito al Perugia per completare il percorso di maturazione. Ha avuto intuito il numero 1 dei Quattro Mori, forse perchè da giovane ha svolto quel ruolo tra i dilettanti. Cragno è ormai da oltre un anno nel giro della Nazionale guidata da Roberto Mancini (praticamente certo di essere inserito nella lista dei convocati per la fase finale dell’Europeo), Vicario sta dimostrando di essere un ragazzo affidabile. Lo ha confermato nelle due gare di Coppa Italia nelle quali ha giocato, risultando sempre decisivo. Mercoledì nel match con l’Hellas di Ivan Juric ha tenuto in piedi la baracca nei momenti difficili.

«Rappresentare questi colori per me è motivo di orgoglio - le parole del ventiquattrenne friulano -. Cerco di dare sempre il massimo. Lavorare dentro un gruppo di amici, nel quale tutti remano nella stessa direzione, è un grande vantaggio. Tra noi portieri la sintonia è totale. Mister Orlandoni mi sta aiutando tantissimo, imparo molto da lui».

Prima una super prestazione con la Cremonese, poi le parate capolavoro con il Verona. Passi da gigante per un ragazzo che ha grande reattività tra i pali e sa guidare la difesa con piglio. «Il mio intervento più difficile forse è stato quello sul colpo di testa di Di Carmine sul primo palo. Non era facile ma ci sono arrivato. Questa, però, è la cosa meno importante. Conta la vittoria della squadra, ottenuta grazie alla forza del collettivo e la capacità di soffrire. Concetti che mister Di Francesco ci ripete sempre e abbiamo fatto nostri.

Vicario è un ragazzo umile, che si fa volere bene. È sempre positivo, sa ascoltare i consigli dei compagni che hanno più esperienza ed ha un altro pregio: guarda i suoi colleghi e cerca di “rubare” i segreti del mestiere. «Disputare partite come quella di mercoledì è sempre un piacere, vincerle una grande soddisfazione. La Coppa Italia è importante, speriamo di andare avanti il più possibile. Ora incontreremo l’Atalanta, avversario complicato ma ce la giocheremo».

Vicario ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi mesi. Sta tra i pali con la freddezza di un veterano ma quello che piace al suo allenatore è che durante gli allenamenti non si risparmia. «Si cresce solo col lavoro», ha detto, dimostrando di essere un giocatore maturo sul piano caratteriale. Domenica tornerà in panchina e lo farà con la consapevolezza che la fiducia nei suoi confronti è totale. Non solo da parte del tecnico Di Francesco ma anche della società.

«Ora dobbiamo pensare allo Spezia - sottolinea –, una sfida importante per il nostro campionato contro una squadra che gioca bene a calcio e sta attraversando un ottimo momento. Ha fermato l’Atalanta ed ha passato il turno in Coppa Italia a spese del Bologna. Non sarà facile ma noi siamo pronti e faremo di tutto per portare a casa il risultato pieno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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