Niente biscotto a Madrid ma l’Inter fa la... frittata
Il Real non fa calcoli col Gladbach, i nerazzurri però non battono lo Shakhtar Milanesi ultimi, fuori anche dall’Europa League. Conte sempre più in discussione
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INTER0
SHAKHTAR0
INTER (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni (40' st D'Ambrosio), Hakimi (40' st Darmian), Barella, Brozovic, Gagliardini (30' st Sanchez), Young (23' st Perisic), Lukaku, Lautaro Martinez (40' st Eriksen). (35 Stankovic, 97 Radu, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia). All.: Conte.
SHAKHTAR DONETSK (3-5-2): Trubin, Bondar, Stepanenko, Vitao (36' pt Kocholava), Dodò, Marlos (19' st Alan Patrick), Kovalenko, Maycon, Matvienko, Tete (19' st Solomon), Taison (41' st Dentinho). (1 Shevchenko, 30 Pyatov, 8 Marcos Antonio, 28 Marquinhos, 50 Bolbat, 59 Vyunnik, 61 Sudakov). All.: Castro.
ARBITRO: Vincic (Slovenia).
MILANO
Il fallimento, ora, è completo. L'Inter si condanna da sola, senza nemmeno dover pensare ad eventuali biscotti altrui.
A San Siro i nerazzurri riescono nell'impresa al contrario: non solo non battono lo Shakhtar Donetsk, ma con un deludente 0-0 finiscono anche ultimi nel girone, dicendo in un colpo solo addio sia alla Champions sia all'Europa League. Un flop pesante, perché arrivato in un gruppo tutt'altro che irresistibile e che lascia dubbi ancora più pesanti sulla gestione Conte, il cui curriculum in Europa ora parla di due eliminazioni consecutive ai gironi (tre per l'Inter considerando anche quella con Spalletti nel 2018/19).
Un fallimento che ha la faccia di Conte, ma anche (seppur incolpevole) quella triste di Eriksen, lanciato nella mischia solo negli ultimi 5' incidendo più di quanto avesse fatto Gagliardini in 75', così come anche quelle di Lautaro e Lukaku, ancora assenti nelle gare che contano di più.
Non si può dire nemmeno che l'Inter non ci abbia provato: alla fine le statistiche parlano di 21 conclusioni verso lo specchio e 13 calci d'angolo, ma il dato più importante, quello dei gol, resta inchiodato sullo zero, anche dopo oltre 7' di recupero.
Non certo per merito dello Shakhtar, che come all'andata fa forse anche meno del compitino, si difende pure in dieci ma porta a casa un punto festeggiatissimo che significa terzo posto nel girone ed Europa League, forse non sapendo che con una vittoria sarebbero andati agli ottavi. La foto della serata è un colpo di testa a botta sicura di Sanchez respinto da Lukaku, come se anche la dea bendata avesse deciso di voltare le spalle ai nerazzurri. Il tabellone anche dopo 7' di recupero dice 0-0: l'Inter saluta la Champions League e l'Europa, gettando tante nubi sulla gestione del tecnico e sul futuro. Che passa, ora, solo dallo scudetto, l'ultimo obiettivo stagionale per i nerazzurri. Ma servirà ben altra Inter e ben altro Conte per provare a tornare a sognare.
SHAKHTAR0
INTER (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni (40' st D'Ambrosio), Hakimi (40' st Darmian), Barella, Brozovic, Gagliardini (30' st Sanchez), Young (23' st Perisic), Lukaku, Lautaro Martinez (40' st Eriksen). (35 Stankovic, 97 Radu, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia). All.: Conte.
SHAKHTAR DONETSK (3-5-2): Trubin, Bondar, Stepanenko, Vitao (36' pt Kocholava), Dodò, Marlos (19' st Alan Patrick), Kovalenko, Maycon, Matvienko, Tete (19' st Solomon), Taison (41' st Dentinho). (1 Shevchenko, 30 Pyatov, 8 Marcos Antonio, 28 Marquinhos, 50 Bolbat, 59 Vyunnik, 61 Sudakov). All.: Castro.
ARBITRO: Vincic (Slovenia).
MILANO
Il fallimento, ora, è completo. L'Inter si condanna da sola, senza nemmeno dover pensare ad eventuali biscotti altrui.
A San Siro i nerazzurri riescono nell'impresa al contrario: non solo non battono lo Shakhtar Donetsk, ma con un deludente 0-0 finiscono anche ultimi nel girone, dicendo in un colpo solo addio sia alla Champions sia all'Europa League. Un flop pesante, perché arrivato in un gruppo tutt'altro che irresistibile e che lascia dubbi ancora più pesanti sulla gestione Conte, il cui curriculum in Europa ora parla di due eliminazioni consecutive ai gironi (tre per l'Inter considerando anche quella con Spalletti nel 2018/19).
Un fallimento che ha la faccia di Conte, ma anche (seppur incolpevole) quella triste di Eriksen, lanciato nella mischia solo negli ultimi 5' incidendo più di quanto avesse fatto Gagliardini in 75', così come anche quelle di Lautaro e Lukaku, ancora assenti nelle gare che contano di più.
Non si può dire nemmeno che l'Inter non ci abbia provato: alla fine le statistiche parlano di 21 conclusioni verso lo specchio e 13 calci d'angolo, ma il dato più importante, quello dei gol, resta inchiodato sullo zero, anche dopo oltre 7' di recupero.
Non certo per merito dello Shakhtar, che come all'andata fa forse anche meno del compitino, si difende pure in dieci ma porta a casa un punto festeggiatissimo che significa terzo posto nel girone ed Europa League, forse non sapendo che con una vittoria sarebbero andati agli ottavi. La foto della serata è un colpo di testa a botta sicura di Sanchez respinto da Lukaku, come se anche la dea bendata avesse deciso di voltare le spalle ai nerazzurri. Il tabellone anche dopo 7' di recupero dice 0-0: l'Inter saluta la Champions League e l'Europa, gettando tante nubi sulla gestione del tecnico e sul futuro. Che passa, ora, solo dallo scudetto, l'ultimo obiettivo stagionale per i nerazzurri. Ma servirà ben altra Inter e ben altro Conte per provare a tornare a sognare.
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