Occasione persa per un’Olbia spuntata
Il pari di sabato con il Giana Erminio mette di nuovo in luce il vero limite della squadra: la fatica ad andare in gol
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OLBIA. Siamo alle solite, viene da commentare. Le aspettative per la partita contro la Giana Erminio c’erano ed erano piuttosto alte, perché nei fatti risultava essere una sfida salvezza, perché l’Olbia era chiamata a fare il passo decisivo per dire chiaro e tondo che è in un momento di salute positivo; perché quell’incrocio con Brevi e con la Giana, cinque mesi dopo la salvezza conquistata proprio su quel campo e con Brevi sulla panchina bianca, dava ancora più motivi per voler vincere. E invece l’anticipo di sabato ha (ancora una volta) il sapore dell’occasione sfumata, del treno lasciato passare, perché quando si parla di «inanellare risultati positivi», l’Olbia riesce a farlo solo con pareggi. Punto per punto.
Su sabato sarebbe ingiusto incolpare Ragatzu per il rigore sbagliato, lo stesso Ragatzu che ha già portato alcuni punti con i suoi gol. I bianchi di Canzi hanno ben figurato, hanno voluto far la voce grossa e hanno preso in mano per ampi tratti le briglie della gara. In più, per quasi l’intero secondo tempo sono stati in superiorità numerica. Eppure, non è bastato a evitare l’ennesimo pari di stagione (il nono). Un’occasione persa. «Capisco la strategia, ma con un avversario che ha pensato solo a chiudersi e un campo su cui è davvero proibitivo giocare, era difficile trovare degli spazi»: sono state le parole di Canzi nel post-partita, quasi a bacchettare gli avversari. «Ci abbiamo provato, ma oggettivamente non siamo riusciti a essere pericolosi per quanto avremmo voluto – ha poi ammesso -. Abbiamo avuto una grande opportunità con il calcio di rigore, ma non l'abbiamo sfruttata, mentre abbiamo concesso una palla gol su un errore individuale che ha rischiato di farci tornare a casa con una grande ingiustizia". Ci risiamo, a una prestazione tutto sommato positiva è mancata la fase più importante, quella realizzativa. E si ritorna al collaudato problema dell’Olbia di quest’anno. La fatica che si fa per andare in rete. Tredici gol in sedici partite è un bottino magrissimo, secondo solo al peggior attacco della Giana (12). Questa volta è partito titolare Udoh, «ha dimostrato di essere in crescita, ulteriori conferme sono arrivate oggi. Ha fatto una gara di alto livello, al di là del rigore procurato», così elogiato da Canzi. Sì, l’attaccante sembra essere al momento il più in forma del reparto. Cocco si è capito che non può essere il perno su cui l’Olbia avrebbe dovuto fare affidamento, Gagliano ha cominciato male e poi si è autoescluso, ormai fermo in infermeria da alcune settimane. E inevitabilmente il pensiero va alla prossima finestra di mercato. Non servono rivoluzioni, nei numeri e nella qualità l’Olbia è pressoché completa, l’unico tassello assente (ingiustificato) è un vero centravanti. A ben guardare la rosa di inizio stagione, sembrava che la soluzione fosse già in casa con i sopracitati. Invece, l'unico cambio di rotta l'ha dato Ragatzu, sotto contratto da svincolato, e un'ulteriore svolta potrebbe arrivare solo con un profilo esterno. Non si tratta di poca pazienza, si tratta di un'Olbia che rischia di stare sempre a guardare i suoi sforzi vanificati.
Paolo Ardovino
Su sabato sarebbe ingiusto incolpare Ragatzu per il rigore sbagliato, lo stesso Ragatzu che ha già portato alcuni punti con i suoi gol. I bianchi di Canzi hanno ben figurato, hanno voluto far la voce grossa e hanno preso in mano per ampi tratti le briglie della gara. In più, per quasi l’intero secondo tempo sono stati in superiorità numerica. Eppure, non è bastato a evitare l’ennesimo pari di stagione (il nono). Un’occasione persa. «Capisco la strategia, ma con un avversario che ha pensato solo a chiudersi e un campo su cui è davvero proibitivo giocare, era difficile trovare degli spazi»: sono state le parole di Canzi nel post-partita, quasi a bacchettare gli avversari. «Ci abbiamo provato, ma oggettivamente non siamo riusciti a essere pericolosi per quanto avremmo voluto – ha poi ammesso -. Abbiamo avuto una grande opportunità con il calcio di rigore, ma non l'abbiamo sfruttata, mentre abbiamo concesso una palla gol su un errore individuale che ha rischiato di farci tornare a casa con una grande ingiustizia". Ci risiamo, a una prestazione tutto sommato positiva è mancata la fase più importante, quella realizzativa. E si ritorna al collaudato problema dell’Olbia di quest’anno. La fatica che si fa per andare in rete. Tredici gol in sedici partite è un bottino magrissimo, secondo solo al peggior attacco della Giana (12). Questa volta è partito titolare Udoh, «ha dimostrato di essere in crescita, ulteriori conferme sono arrivate oggi. Ha fatto una gara di alto livello, al di là del rigore procurato», così elogiato da Canzi. Sì, l’attaccante sembra essere al momento il più in forma del reparto. Cocco si è capito che non può essere il perno su cui l’Olbia avrebbe dovuto fare affidamento, Gagliano ha cominciato male e poi si è autoescluso, ormai fermo in infermeria da alcune settimane. E inevitabilmente il pensiero va alla prossima finestra di mercato. Non servono rivoluzioni, nei numeri e nella qualità l’Olbia è pressoché completa, l’unico tassello assente (ingiustificato) è un vero centravanti. A ben guardare la rosa di inizio stagione, sembrava che la soluzione fosse già in casa con i sopracitati. Invece, l'unico cambio di rotta l'ha dato Ragatzu, sotto contratto da svincolato, e un'ulteriore svolta potrebbe arrivare solo con un profilo esterno. Non si tratta di poca pazienza, si tratta di un'Olbia che rischia di stare sempre a guardare i suoi sforzi vanificati.
Paolo Ardovino
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