Pongista prodigio e ora star in Austria: la Marcozzi nel cuore
di Sergio Casano
La storia di Carlo Rossi, giovane promessa del tennistavolo «La medaglia a cui tengo di più è quella degli Europei»
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CAGLIARI. L'emergenza legata al Covid la sta vivendo in Umbria e in Austria, dove difende i colori del Salisburgo, la squadra che milita nella Bundesliga, la massima divisione di tennistavolo austriaca.
Carlo Rossi, diciannove anni, cagliaritano, perito industriale, figlio d'arte (suo papà Giuseppe e suo zio Riccardo furono delle buone racchette negli anni '80), è ormai di stanza nel Centro tecnico federale di Terni, dove è stato aggregato alla nazionale, composta dal suo ex compagno di squadra della Marcozzi Jhonny Oyebode, Daniele Pinto, Jordy Piccolin, Tommaso Giovannetti e Marco Antonio Cappuccio: «Siamo un bel gruppo molto affiatato - dice il pongista azzurro - formato soprattutto da amici: mi alleno e trascorro le mie giornate in un ambiente stimolante e formativo. Si lavora sia in palestra che sui tavoli con la racchetta ma si trova anche il tempo per lo svago e il divertimento. Ma ora, dopo le feste natalizie, che sto passando in famiglia a Quartu Sant'Elena, si fa nuovamente sul serio, perché dovrò concentrarmi per i campionati italiani, in programma proprio a Terni a fine gennaio».
A livello giovanile, Carlo Rossi è stato il pongista che ha vinto più titoli in campo nazionale e internazionale. Ventuno i campionati italiani, tante le medaglie conquistate in Europa in diverse categorie: «La medaglia a cui tengo di più è quella conquistata agli Europei di Zagabria ma sono comunque tutte importanti, quelle vinte da giovanissimo nella varie manifestazioni europee».
Carlo Rossi è reduce dalla bellissima esperienza di due anni vissuta a Ochsenhausen, nel land del Baden-Württemberg, in Germania, dove ha vinto il campionato della Bundesliga di seconda divisione con la prestigiosa squadra del Fsv Mainz 05: «Al di là dalla grande vittoria in Bundesliga - dice - le due stagioni trascorse in Germania, dove già da avevo effettuato diversi stage, sono state molto utili sia livello formativo, ne ho tratto tanti benefici con le basi per crescere sotto l'aspetto tecnico e soprattutto caratteriale. Ma ora faccio la spola tra l'Italia e l'Austria, per difendere i colori del Salisburgo, squadra con la quale mi trovo benissimo. Attualmente siamo al quarto posto della classifica, in piena lotta playoff scudetto».
Gioca all'estero ma ha sempre nel cuore la Marcozzi Cagliari, la società che l'ha lanciato nell'olimpo pongistico e lo fece esordire a soli 15 anni nel massimo campionato. La prestigiosa società cagliaritana, Carlo Rossi l'ha lasciata dopo circa otto anni per fare un salto di qualità e cominciare in Germania una nuova esperienza internazionale. Ma non è stato un addio: grazie ai vigenti regolamenti Carlo infatti continua a giocare con la maglia rossa della sua squadra i tornei nazionali italiani, giovanili ed assoluti.
«E' ancora presto perché devo continuare la mia esperienza all'estero - conclude - ma alla Marcozzi prima o poi ritornerò per realizzare il mio grande sogno: vincere lo scudetto».
Carlo Rossi, diciannove anni, cagliaritano, perito industriale, figlio d'arte (suo papà Giuseppe e suo zio Riccardo furono delle buone racchette negli anni '80), è ormai di stanza nel Centro tecnico federale di Terni, dove è stato aggregato alla nazionale, composta dal suo ex compagno di squadra della Marcozzi Jhonny Oyebode, Daniele Pinto, Jordy Piccolin, Tommaso Giovannetti e Marco Antonio Cappuccio: «Siamo un bel gruppo molto affiatato - dice il pongista azzurro - formato soprattutto da amici: mi alleno e trascorro le mie giornate in un ambiente stimolante e formativo. Si lavora sia in palestra che sui tavoli con la racchetta ma si trova anche il tempo per lo svago e il divertimento. Ma ora, dopo le feste natalizie, che sto passando in famiglia a Quartu Sant'Elena, si fa nuovamente sul serio, perché dovrò concentrarmi per i campionati italiani, in programma proprio a Terni a fine gennaio».
A livello giovanile, Carlo Rossi è stato il pongista che ha vinto più titoli in campo nazionale e internazionale. Ventuno i campionati italiani, tante le medaglie conquistate in Europa in diverse categorie: «La medaglia a cui tengo di più è quella conquistata agli Europei di Zagabria ma sono comunque tutte importanti, quelle vinte da giovanissimo nella varie manifestazioni europee».
Carlo Rossi è reduce dalla bellissima esperienza di due anni vissuta a Ochsenhausen, nel land del Baden-Württemberg, in Germania, dove ha vinto il campionato della Bundesliga di seconda divisione con la prestigiosa squadra del Fsv Mainz 05: «Al di là dalla grande vittoria in Bundesliga - dice - le due stagioni trascorse in Germania, dove già da avevo effettuato diversi stage, sono state molto utili sia livello formativo, ne ho tratto tanti benefici con le basi per crescere sotto l'aspetto tecnico e soprattutto caratteriale. Ma ora faccio la spola tra l'Italia e l'Austria, per difendere i colori del Salisburgo, squadra con la quale mi trovo benissimo. Attualmente siamo al quarto posto della classifica, in piena lotta playoff scudetto».
Gioca all'estero ma ha sempre nel cuore la Marcozzi Cagliari, la società che l'ha lanciato nell'olimpo pongistico e lo fece esordire a soli 15 anni nel massimo campionato. La prestigiosa società cagliaritana, Carlo Rossi l'ha lasciata dopo circa otto anni per fare un salto di qualità e cominciare in Germania una nuova esperienza internazionale. Ma non è stato un addio: grazie ai vigenti regolamenti Carlo infatti continua a giocare con la maglia rossa della sua squadra i tornei nazionali italiani, giovanili ed assoluti.
«E' ancora presto perché devo continuare la mia esperienza all'estero - conclude - ma alla Marcozzi prima o poi ritornerò per realizzare il mio grande sogno: vincere lo scudetto».
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