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Oggi a pranzo con Olbia-Alessandria Canzi: fanno giocare, noi ci proviamo

OLBIA. La prima grande novità in casa Olbia è che si respira aria di serenità dopo una sconfitta. E questo sottolinea come di passi in avanti ne siano stati fatti. Ripensando al ko di Pontedera, il...

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OLBIA. La prima grande novità in casa Olbia è che si respira aria di serenità dopo una sconfitta. E questo sottolinea come di passi in avanti ne siano stati fatti. Ripensando al ko di Pontedera, il tecnico olbiese Max Canzi ricorre alla retorica algebrica della «legge dei grandi numeri, dopo otto risultati utili di fila sapevamo sarebbe finita. E si è ripartiti dall’unica cosa che hanno di positivo le sconfitte: mettono in evidenza gli errori e danno la possibilità di lavorarci». La possibilità di rifarsi arriva oggi, ore 12.30, al “Nespoli” ci si scontra con l’Alessandria. Squadra quarta in campionato, reduce da una vittoria, artefice del primo tracollo clamoroso della stagione dell’Olbia, quando all’andata finì 4-1 per i grigi.

«L’Alessandria ha grandissima qualità, è costruita, come sempre, per vincere; ha giocatori di categoria superiore, anche in questo mercato si è rinforzata e ha preso un allenatore, Longo, di categoria superiore - l’analisi di Canzi -. Un aspetto che mi preoccupa? In attacco, la profondità di Arrighini potrebbe dar fastidio». E poi ancora: «L’Alessandria è una squadra totalmente diversa da Pontedera e Grosseto, ha più qualità a livello tecnico ma concede di più. Lascia giocare, e andrà dunque aggredita».

Il discorso si sposta sugli individuali olbiesi. Su tutti, Ragatzu, apparso in ombra nelle ultime uscite: «Ma non esiste nessun caso Ragatzu - ha assicurato il tecnico -, forse sbaglia nei momenti in cui arrivano pochi palloni e allora cerca di andare a prenderseli, questo non gli permette di essere presente nella zona calda. Gli sto chiedendo proprio questo, di rimanere davanti, abbiamo bisogno del miglior Ragatzu in area». E il discorso sui singoli diventa, visto il periodo, discorso di mercato. Pitzalis sembrava in rampa di lancio un anno fa e sembra in via d’uscita adesso. Canzi è chiaro: «Siamo in un limbo nel quale serve capire cosa fare. È un giocatore importante che ha ancora un contratto con l’Olbia, sicuramente ha reso meno quando è stato chiamato in causa. In questi giorni bisogna capire cosa Mattia vuol fare, se continuare a giocarsi il posto o giocare altrove».

Sulle voci di corridoio su Ladinetti, stavolta Canzi blinda il giocatore: «Mi auguro che da qui a fine stagione rimanga. Lo conosco benissimo, l’ho avuto tre anni in Primavera, lo seguivo dall’Under 17, e so che questo percorso gli sta facendo bene e lo può aiutare a diventare calciatore di livello alto».

Parole di elogio per La Rosa, il difensore olbiese l’anno scorso protagonista e ora messo in disparte: «Sta pagando un cambio di modulo che prevede due centrali. È solo una questione tecnica. Se mi chiedessero di cederlo, mi opporrei e mi pianterei sul portone dello spogliatoio. È un ragazzo a cui darei le chiavi di casa mia».

Paolo Ardovino

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