Un altro rigore dubbio condanna l’Olbia
Prova gagliarda in casa della Pro Patria davanti al presidente del Cagliari Giulini. Ha deciso l’ennesimo episodio negativo
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Pro patria1
Olbia0
PRO PATRIA: Mangano, Gatti, Lombardoni, Saporetti; Cottarelli, Nicco, Bertoni, Galli (26’s.t. Colombo), Pizzul (41’s.t. Boffelli); Kolaj (26’s.t. Latte Lath), Parker. All. Javorcic.
OLBIA: Tornaghi; Pisano (17’s.t. Arboleda), Altare, Emerson, Cadili; Pennington (23’s.t. Udoh), Giandonato, Lella (23’ s.t. Ladinetti); Biancu (38’s.t. Marigosu); Ragatzu, Cocco. All. Canzi.
RETI: 8’s.t. rig. Kolaj
ARBITRO: Gianpiero Miele di Nola.
BUSTO ARSIZIO
Nella provincia che ha dato i natali al grande Gigi Riva, l'Olbia va in bianco nel lunch match infrasettimanale di campionato contro la Pro Patria, incappando nella terza sconfitta del girone di ritorno: l'1-0 finale, maturato sotto gli occhi del presidente del Cagliari Tommaso Giulini (presente sulle tribune dello stadio "Speroni" con il responsabile del vivaio rossoblù Mario Beretta e con il capo scouting Riccardo Guffanti), non rende assolutamente merito alla prova di qualità dei bianchi, puniti ancora una volta da un episodio arbitrale.
Dopo la beffarda sconfitta di sabato scorso con l'Alessandria, viziata da un gravissimo errore passato ormai alla storia come "Ia nuova frontiera del calcio di Serie C: il non rigore su fuorigioco", i galluresi di Max Canzi vengono infatti giustiziato di nuovo dagli undici metri per un veniale contatto di gioco fra Altare e Kolaj che l'arbitro Miele di Nola punisce con la massima punizione, fra le inevitabili e comprensibili proteste sarde.
Il rigore, generosissimo, viene trasformato al minuto 63' da Kolaj che regala così il vantaggio ai bustocchi di mister Javorcic, i quali, pur soffrendo e stringendo i denti, riescono però a resistere fino all'ultimo agli assalti dell'Olbia (la difesa della Pro, del resto, è la meno perforata del girone), ottenendo tre punti davvero d'oro.
Al triplice fischio finale l'amarezza degli isolani dell'ex Tornaghi è indescrivibile, perché oltre al danno per una sconfitta immeritata, sotto il profilo del gioco in primis (buona la regia di Giandonato), c'è pure la beffa per l'infortunio occorso al 60' a capitan Francesco Pisano, fin lì fra i migliori, uscito in barella e in lacrime dopo un duro contrasto di gioco a centrocampo.
L'Olbia rientra insomma dalla trasferta di Busto Arsizio a mani immeritatamente vuote, dopo aver condotto per lunghissimi tratti il match: nel primo tempo, con un gioco ordinato e organizzato esaltato dagli sprazzi di tecnica pura di Ragatzu e dalla conclusione a giro di Lella (respinta dal portiere Mangano al 35'); e nella ripresa con un autentico assalto all'arma bianca, con tanto di nervosismo e un pizzico di inevitabile frenesia, non premiato dal colpo di testa al 66' di Altare con la palla fuori davvero d'un niente.Un altro grande rammarico per l'Olbia.
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PRO PATRIA: Mangano, Gatti, Lombardoni, Saporetti; Cottarelli, Nicco, Bertoni, Galli (26’s.t. Colombo), Pizzul (41’s.t. Boffelli); Kolaj (26’s.t. Latte Lath), Parker. All. Javorcic.
OLBIA: Tornaghi; Pisano (17’s.t. Arboleda), Altare, Emerson, Cadili; Pennington (23’s.t. Udoh), Giandonato, Lella (23’ s.t. Ladinetti); Biancu (38’s.t. Marigosu); Ragatzu, Cocco. All. Canzi.
RETI: 8’s.t. rig. Kolaj
ARBITRO: Gianpiero Miele di Nola.
BUSTO ARSIZIO
Nella provincia che ha dato i natali al grande Gigi Riva, l'Olbia va in bianco nel lunch match infrasettimanale di campionato contro la Pro Patria, incappando nella terza sconfitta del girone di ritorno: l'1-0 finale, maturato sotto gli occhi del presidente del Cagliari Tommaso Giulini (presente sulle tribune dello stadio "Speroni" con il responsabile del vivaio rossoblù Mario Beretta e con il capo scouting Riccardo Guffanti), non rende assolutamente merito alla prova di qualità dei bianchi, puniti ancora una volta da un episodio arbitrale.
Dopo la beffarda sconfitta di sabato scorso con l'Alessandria, viziata da un gravissimo errore passato ormai alla storia come "Ia nuova frontiera del calcio di Serie C: il non rigore su fuorigioco", i galluresi di Max Canzi vengono infatti giustiziato di nuovo dagli undici metri per un veniale contatto di gioco fra Altare e Kolaj che l'arbitro Miele di Nola punisce con la massima punizione, fra le inevitabili e comprensibili proteste sarde.
Il rigore, generosissimo, viene trasformato al minuto 63' da Kolaj che regala così il vantaggio ai bustocchi di mister Javorcic, i quali, pur soffrendo e stringendo i denti, riescono però a resistere fino all'ultimo agli assalti dell'Olbia (la difesa della Pro, del resto, è la meno perforata del girone), ottenendo tre punti davvero d'oro.
Al triplice fischio finale l'amarezza degli isolani dell'ex Tornaghi è indescrivibile, perché oltre al danno per una sconfitta immeritata, sotto il profilo del gioco in primis (buona la regia di Giandonato), c'è pure la beffa per l'infortunio occorso al 60' a capitan Francesco Pisano, fin lì fra i migliori, uscito in barella e in lacrime dopo un duro contrasto di gioco a centrocampo.
L'Olbia rientra insomma dalla trasferta di Busto Arsizio a mani immeritatamente vuote, dopo aver condotto per lunghissimi tratti il match: nel primo tempo, con un gioco ordinato e organizzato esaltato dagli sprazzi di tecnica pura di Ragatzu e dalla conclusione a giro di Lella (respinta dal portiere Mangano al 35'); e nella ripresa con un autentico assalto all'arma bianca, con tanto di nervosismo e un pizzico di inevitabile frenesia, non premiato dal colpo di testa al 66' di Altare con la palla fuori davvero d'un niente.Un altro grande rammarico per l'Olbia.
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