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«Olbia, devi essere dura come un rap»

«Olbia, devi essere dura come un rap»

En?gma scende dal palco e ritorna Marcello Scano, telecronista appassionato dei Bianchi: basta bel gioco, servono punti

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OLBIA. Succede di essere un giorno sul giornale per le ultime canzoni pubblicate e qualche giorno dopo per parlare di calcio. En?gma è il rapper olbiese conosciuto al grande pubblico di ascoltatori per le rime aggressive e le citazioni colte. En?gma però è anche Marcello Scano, il telecronista delle sfide casalinghe dell’Olbia calcio per l’emittente Eleven Sports, opinionista nei salotti di tv locali e nelle dirette di siti di settore. Allo stadio “Nespoli” ormai presenza fissa. La prossima partita è tra due giorni, intanto l’Olbia viene dallo strano 3-3 di sabato contro il Livorno. I bianchi hanno rimontato il 2-0 iniziale andando anche in vantaggio per poi farsi beffare all’ultimo minuto. Cosa ha evidenziato? «Sicuramente che l’Olbia conduce come sempre la partita ma che ha anche i soliti blackout. Come visto nelle ultime uscite, i gol stanno arrivando. Ma se ne stanno subendo tanti. Sono certo che se la partita fosse finita al 2-2 si sarebbe sorriso per una rimonta fatta, ma finirla col 3-3 dopo una reazione di orgoglio e di idee e essere frenati all’ultimo… non fa sorridere» Si è troppo severi se si dice che contro il Livorno il pareggio non basta? «Non ci si può nascondere, serviva fare punti. L’avversario ha dimostrato di essere più che battibile. Bisogna aggrapparsi alle cose positive, anche se in questo momento la squadra ha bisogno di punti. Idee e gioco, ripeto, ci sono: ma in questa situazione di classifica occorrono i punti “sporchi”, credo che all’Olbia baratterebbero volentieri qualche prestazione meno brillante in cambio di 3-4 punti in più». Intanto, i gol stanno aumentando. Udoh sta confermando una crescita che lo vede sempre più protagonista… «Sì, è quello che risalta più all’occhio. A Livorno più che il gol dico per l’assist a Ragatzu. C’è stato un periodo, quando cercava la prima rete con la maglia bianca, che era più egoista. Quell’assist denota una certa maturazione mentale. Quando preferisci passarla per far a sua volta sbloccare un compagno (È stato il primo gol su azione di Ragatzu, ndc), acquisti un valore nettamente superiore». In difesa qualcosa è da rivedere? «Non voglio parlare di reparti ma di fasi, quella difensiva coinvolge tutti. Sul 3-3 poteva fare meglio Ladinetti, certo, il calcio di punizione che ha scaturito l’1-0 poteva essere evitato. Poi ci si mette un altro piccolo errore di Tornaghi. Sono situazioni che influenzano momenti di partita». L’Olbia guardando la classifica deve preoccuparsi? «Venire da tre ko e questo pareggio comincia a far venire brutti pensieri. La squadra è viva, sa di non meritare quella posizione, però la risposta deve arrivare ora: 6 partite in 20 giorni, 18 punti in palio. È questo il momento. Farsi le domande ad aprile potrebbe essere tardi». Mercoledì col Piacenza si torna al “Nespoli”. Hai iniziato a raccontare le partite a maggio 2019, come procede? «Si migliora di volta in volta, è normale. È stimolante dover essere pronto a improvvisare, raccontare le azioni e trovare spunti nei momenti fermi. Credo si debba trovare sempre un equilibrio per essere comprensibile, accattivante e, anche qui, musicale».

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