Sardara bacchetta Pozzecco: «Forse era troppo carico ma ora guardiamo avanti»

Bendzius e Gentile durante la gara di Coppa contro Pesaro

L’analisi del presidente, tra rimpianti e obiettivi che non cambiamo «L’autocritica riguarda tutti noi, per decollare serve più leggerezza»

SASSARI. La Final Eight dà, la Final Eight toglie. La fase finale della Coppa Italia per la Dinamo Banco di Sardegna è durata lo spazio di 45 minuti. Quelli necessari alla Vuelle Pesaro, overtime compreso, per fare fuori i sassaresi di Gianmarco Pozzecco.

Presidente Stefano Sardara, archiviato il weekend del Forum, cosa resta a due giorni dall’eliminazione ai quarti di finale?

«La giusta dose di delusione, perché negli ultimi dieci anni abbiamo quasi sempre preso parte a questa manifestazione e ci teniamo molto. Uscire al primo turno non piace a nessuno».

La sesta che sovverte il prostico e batte la terza. È la legge della F8?

«L’ho detto alla vigilia: è una competizione nella quale devi farti trovare pronto, e mi trovo molto d’accordo con le parole pronunciate da Baraldi dopo l’eliminazione della Virtus Bologna. Le colpe vanno suddivise tra tutti: ci sono responsabilità della società, dello staff tecnico e dei giocatori. D’altro canto, sono d’accordo anche con quello che ha detto Pozzecco: un ko non cambia le potenzialità e le ambizioni».

Allora cosa è mancato alla Dinamo al Forum?

«Per vincere devi avere fame, umiltà e voglia di far bene, partendo ogni volta dall’Abc anche quando conosci bene l’alfabeto: Pesaro ha fatto così. Ci ha fregato proprio quello: avevamo i mezzi per giocarci la Final Eight nel modo migliore e non li abbiamo sfruttati al meglio. Recriminare non serve, guardare al passato è utile semmai per capire dove si è sbagliato. Per inciso, ne abbiamo già parlato tra di noi per trovare dei correttivi».

Ha parlato con Pozzecco della sua espulsione?

«Certo, anche di quello, ma sono cose che restano tra noi».

Come capita anche ai giocatori, anche coach Pozzecco sembra avere avuto una giornata no. È d’accordo?

«Non del tutto. Di sicuro è successo qualcosa che ci fa male nell’ottica del percorso che ha intrapreso da quando è con noi. Gli manca solo migliorare ancora su quel lato del suo carattere per completare il percorso. Il contributo del direttore d’orchestra conta quanto quello degli attori. Senza farla tanto lunga, Gianmarco deve imparare a gestire certi momenti con più professionalità. Ma in generale non sono preoccupato».

Come spiega il nervosismo del coach?

«Lui è bravissimo a dare fiducia al gruppo ma anche la fiducia va dosata. Forse è arrivato troppo carico. L’esperienza di questi anni ci insegna che la Dinamo ha fatto bene ogni volta che è arrivata agli appuntamenti importanti con la leggerezza di chi era lì per caso, o di passaggio, come piace dire ai nostri tifosi. Su questo facciamo mea culpa: è una forma mentis che non devi perdere neanche quando sei la Milano della situazione, per affrontare e preparare le gare nel modo giusto. Poi puoi anche perdere, e ci sta. Soprattutto quando gli avversari sono in grande serata».

Pesaro ha meritato?

«Hanno giocato una grandissima partita, preparata e interpretata bene. Bravo il loro coach, bravi i giocatori, che sono riusciti a dare il massimo».

L’arbitraggio ha scontentato più o meno tutti e, a parziale scusante per Pozzecco, anche Repesa a un certo punto ha dato di matto.

«L’arbitraggio non mi è piaciuto, affatto. Se penso a una scelta sbagliata in particolare mi viene in mente il fallo tecnico che ha tolto dalla partita Justin Robison. Questo solo per dire che non abbiamo certamente perso per colpa degli arbitri».

Come giudica nel complesso questa Final Eight senza pubblico?

«Faccio i complimenti alla Lega, per il livello di sicurezza che è stato garantito e per il prodotto, che è stato proposto molto bene su tutti i media e è stato un prodotto eccellente. Rai, Eurosport e Gazzetta, tra gli altri, hanno fatto un grande lavoro. Mancava il pubblico, che è sempre protagonista, ma nel contesto attuale esserci è comunque importante. La speranza che sia l’ultima con gli spalti deserti è ciò che ci deve animare».

Ora ci sarà la sosta, poi la Dinamo tornerà al lavoro per...

«Per inseguire gli stessi obiettivi di sempre, come ha detto giustamente Gianmarco. Ripeto, l’eliminazione brucia e dobbiamo interrogarci sulle cause. Ma dobbiamo guardare avanti, sempre con grande fiducia».

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