Semplici: "Cagliari, salvezza durissima ma possiamo farcela"

Il presidente Giulini, il ds Capozucca e il neo allenatore Semplici ad Asseminello

Il neo allenatore rossoblù suona la carica: "Più che rivoluzioni tattiche serve lavorare sulla mentalità e l'entusiasmo di una squadra abbattuta dai risultati negativi. La Sardegna? Nel mio cuore da quando trent'anni fa giocai a Sorso". Giulini: "L'esonero di Di Francesco? Non si può continuare a sbattere su un muro se le cose vanno male"

CAGLIARI. "Lavorare sotto il profilo mentale, riportare entusiasmo nel Cagliari. La rosa è importante e in grado di far svoltare il rendimento della squadra per provare a raggiungere la salvezza". Parole di Leonardo Semplici, il tecnico chiamato da Tommaso Giulini al capezzale del Cagliari terz'ultimo in classifica e in crisi nera di risultati, con un solo punto conquistato in 10 partite. Il neo allenatore rossoblù ha parlato durante la sua prima conferenza stampa al Cagliari, con Giulini e il neo ds Stefano Capozucca al suo fianco.

"Ho trovato una squadra moralmente un po' abbattuta _ ha subito detto Semplici_, dopo tante partite in cui non si è riusciti a fare risultato. Una serie negativa che ha portato a una involuzione in classifica rispetto a quelle che erano le aspettative. Il mio lavoro, piu che tattico, sarà innanzitutto sul piano mentale, per far ritrovare ai giocatori entusiasmo e voglia di fare bene. Serve invertire la rotta sotto questo profilo, al di là di moduli e tattiche. La squadra è paralizzata, impaurita, e dunque l'aspetto più importanti è sbloccarla per ripartire".

"Questi ragazzi hanno grandi valori _ ha proseguito l'allenatore del Cagliari _ valori che non sono riusciti a dimostrare sinora, nonostante il lavoro di Di Francesco che saluto. La chiamata del presidente Giulini l'ho accettata subito. Stiamo parlando di una piazza importante, che ha una grande storia. Ma ho accettato anche perché ho intravisto la possibilità di raggiungere l'obbiettivo richiesto, la salvezza. Tutto parte dal fatto che la rosa a disposizione è di grande spessore. Mi auguro di portare insieme allo staff, una ventata di entusiasmo per sovvertire le cose".

Con quali armi Semplici cercherà di centrare l'impresa? "Voglio mettere a disposizione la mia professionalità per consentire a questa squadra di esprimere tutte le grandi potenzialità, liberando dai diversi condizionamenti che l'hanno frenata sinora. La rosa e gli investimenti fatti dalla società sono lì a dimostrare che ci sono mezzi importanti. Ci aspetta un cammino difficile, 15 finali. Così bisognerà pensare, sempre, a cominciare dal primo scontro quello di Crotone. Negli occhi dei giocatori ho visto la voglia di ripartire, servirà concentrazione, compattezza ed equilibrio".

L'ex allenatore della Spal ha le idee chiare. Non ci saranno rivoluzioni. "Poche indicazioni da dare _ dice senza tanti mezzi termini_. Continueremo come moduli, sulla falsariga di quelli utilizzati nelle ultime partite, magari con alcuni accorgimenti dettati dalle mie idee. Due punte di peso? il ruolo di Nainggolan? Lo vedremo più avanti. Ma ripeto, la rosa del Cagliari è importante e dunque conta poco la posizione di questo o quel giocatore, ma la testa. I 5 cambi poi, con una rosa così, è davvero valore aggiunto".

A Ferrara, oltre alla storica promozione in a, due salvezze consecutive. "In entrambe le occasioni _ ricorda _ tutti ci davano retrocessi, ora lo dicono anche del Cagliari. Qui c'è fame e voglia di ribaltare il pronostico e si può fare. Non dimentichiamo che a Cagliari si gioca per una terra intera. Desiderio sicuro di noi tutti è  che questo periodo megativo si può troncare per dare una grande soddisfazione a tutta la Sardegna".

Nel 1988-89 Semplici giocò per una stagione in C2 al Sorso. "Quell'esperienza mi ha fatto innamora della Sardegna _ confessa _ tanto che da allora tutti gli anni vengon in vacanza qui nell'isola. Non lo dico per piaggeria o ruffianeria: qui davvero ho conosciuto persone straordinarie. E questa terra mi ha sempre affascinato. E' capitata questa opportunità, una sfida difficile sì, ma non ci ho pensato due volte ad accettare. Aver giocato alla Sardegna Arena e al Sant'Elia mi ha fatto vivere anche il calore di questa meravigliosa tifoseria. Ecco, faccio un appello a tutti,  anche se i tifosi non possiamo averli in tribuna, chiedo a tutti di starci vicini. Solo attraverso l'unità e la compattezza si può davvero ottenere la salvezza".

Semplici chiude la sua conferenza salutando Andrea Cossu, ricoverato in condizioni serie dopo l'incidente di alcuni giorni fa. E a questo proposito Tommaso Giulini ricorda di averlo "sentito al telefono, affaticato ma le sue condizioni sono buone. Sarà con noi nelle ultime giornate, pronto anche lui a sostenere il gruppo in questo difficile frangente".

Il presidente spiega anche i motivi che lo hanno portato a cambiare guida tecnica. "Semplici ha una grande fame di ricominciare a lavorare e tanto ottimismo sulle possibilità di raggiungere il nostro obiettivo attuale. Il feeling con lui è stato immediato. Abbiamo visto anche altri colleghi con Capozucca ma abbiamo scelto Semplici. La scelta di Di Francescoera stata fatta insieme a Carta, Carli avrebbe voluto Liverani. Abbiamo sposato tutti quel progetto ma non è andata bene. Ora riconminciamo  con un nuovo allenatore e un nuovo ds".

Cosa è cambiato da Genoa quando ha confermato Di Francesco? "Il pari con il Sassuolo _ dice Giulini _ già è stata una svolta, con un gol preso all'ultimo minuto. Poi ci sono state tre partite perse 1-0, senza dunque riuscire mai a segnare. Sono state quattro gare con un alone di negatività. Per svoltare, vista la situazione, bisogna provarci in tutti i modi, facendo una scelta diversa. Questo è il mio sesto anno in A con il Cagliari, per me questa è la rosa più forte avuta ed è quella che sta facendo peggio. Sono convinto che i giocatori a disposizione hanno tutti valori e voglia di volersi tirar fuori. Nessuno di loro cerca alibi".

"Carta? Ho grande stima di Pierluigi _ dice ancora Giulini _ lui tanto che ritorna a occuparsi del settore giovanile e del raccordo con i nostri giocatori in prestito. Non è il momento di parlare di errori miei, del ds o dell'allenatore".

Su di Francesco sottolinea che è stata "una storia che ha girato male. Si poteva chiudere prima _ confessa Giulini _, forse anche per la testardaggine mia, dei miei collaboratori e anche della squadra, abbiamo proseguito cercando la scintilla che servisse a riaccendere il motore. Sino alla partita con il Torino. Eravamo convinti sino a qualche giorno fa di rovesciare la stagione. Ma poi non si può sbattere su un muro e insistere quando le cose continuano ad andare male".

Infine questa crisi, che rassomiglia a quella di una anno fa con Maran. "Le sconfitte di fila? Un anno fa come adesso c'è un filo conduttore: Chi viene qui sa la storia di questa piazza. Siamo unici, ma ai giocatori nel momento di difficoltà pesa più che in altre città. Questo fattore è stato determinante sia con Maran che con Di Francesco".

Ha parlato anche Stefano Capozucca, ritornato dopo le due grandi annate in cui il Cagliari è risalito in A e, sempre con Rastelli, ha conquistato uno straordinario 11° posto. "Mi aspettavo di tornare _ ha sottolineato il ds rossoblù _. Il mio cuore è rimasto a Cagliari. Due anni importanti. Con Giulini i rapporti sono stati sempre ottimi, e ora che ho avuto la sua chiamata non ho riflettuto, ho detto sì e basta. Sarà difficile, ma vorrei aiutare a dare la soddisfazione salvezza al presidente ma anche a tutta la Sardegna. Io non ho una bacchetta magica ma posso aiutare tutti, sostenerli per raggiungere una nuova promozione, così io chiamo la possibile salvezza se la otterremo. Perché il ritorno? Troppo facile presentarsi quando le cose vanno bene. Io da Cagliari ho ricevuto tanto, e voglio restituire qualcosa".

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