La Dinamo ci mette il cuore Milano suda sino alla fine
di Andrea Sini
Al palazzetto i biancoblù cadono a testa altissima contro la corazzata di Ettore Messina Match tutto all’inseguimento per i sassaresi, che non mollano e danno un grande segnale
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il cuore, l’impegno e l’applicazione, contro la potenza di fuoco della corazzata. Stavolta Davide non abbatte Golia, ma lo tiene in ansia sino all’ultimo. La Dinamo perde in casa contro l’Olimpia Milano per 73-85 al termine di un match tutto all’inseguimento: sempre avanti la squadra di Ettore Messina, che è scappata via soltanto una volta a +13 (27-40 al 16’) e per il resto della gara ha avuto i sassaresi attaccati ai garretti. Ci sono voluti un Leday superlativo e uno Shields da applausi per tenere a bada il Banco, che ha dato forti segnali di ripresa ed è stato trascinata da un Marco Spissu immarcabile, autore di 24 punti. Per i ragazzi di Pozzecco è la terza sconfitta consecutiva, ma la squadra procede spedita verso il recupero completo. Partendo da una grande difesa, che negli ultimi tempi era stata il tallone d’achille del gruppo.
La partita. L’Olimpia ha fuori Datome, Hines, Roll e Punter, ma il roster è infinito. L’equilibrio dell’avvio dura meno di 4 minuti, poi Milano alza l’intensità e piazza un break di 11-0 con 9 punti di Shields, che valgono la prima fuga: 7-15. Messina inizia a pescare dalla panchina, Pozzecco inserisce prima Kruslin e poi Happ, e sono proprio questi due a riattivare il motore dei biancoblù, che ripartono dalla difesa e con gli altri due cambi, Treier e Katic, costruiscono il canestro in contropiede del 15-16. Il Banco resta vivo e dal 15-19 della prima sirena risale ancora a -1 (20-21) con una tripla di Katic, poi Milano accelera ancora con Leday: 10 punti del lungo americano mandano ancora in orbita gli ospiti (25-33), che allungano ancora con Micov e Leday, 27-40 a 3’47” da metà gara.
La rincorsa. Pozzecco ricompone il quintetto di partenza, il Banco va per la prima volta in lunetta dopo 17’ ma i problemi restano, soprattutto a livello offensivo. I sassaresi si mettono a difendere duro, provano a correre e riequilibrano il gap a rimbalzo: la squadra di Messina resta a secco per quasi 4’ e con pazienza i sassaresi mettono su qualche mattoncino anche dall’altra parte del campo, con i punti siglati da Bendzius e Bilan che valgono il 33-40 dell’intervallo. La Dinamo riparte con un’intensità altissima in difesa, Bilan carica di falli Tarczewski, Spissu fa centro da fuori e Burnell colpisce dalla media per il 41-46. Milano soffre da morire ma trova tre triple pesanti con Shields, Delaney e Leday. È quest’ultimo la vera stella delle Scarpette rosse, e sono i suoi canestri a rimandare in fuga Milano, che vola sul 45-54 a metà periodo. Gentile trova una tripla importante, il Banco continua a lasciare sul ferro quintali di tiri liberi ma la difesa tiene alla grande e quando Spissu manda a bersaglio la quinta bomba personale (51-54). Il riaggancio però non arriva, perché Milano stringe ancora, Biligha pesca due canestri di platino e Micov dall’angolo fa 51-61 prima di fine periodo.
Piovono triple. La squadra di Pozzecco è vivissima, Messina si becca un fallo tecnico per proteste e la gara resta virtualmente aperta. Delaney dalla lunetta spedisce il Banco a -11 (53-64) quando a fine gara mancano 7 minuti, serve una reazione immediata e la reazione arriva: tre grandi difese, canestri di Katic e Bilan e sesta tripla di Spissu per il 60-64 a 5’29” dalla fine. Dopo il timeout, l’ennesima magia di Spissu, stavolta da centro area, vale il -2 (62-64), l’aggancio stavolta è davvero possibile ma il Banco non ha fatto i conti con il “mostro”: Leday piazza due triple e stavolta il Banco finisce davvero al tappeto, con Shields e Rodriguez che da oltre l’arco sferrano il colpo di grazia: 62-76. C’è solo il tempo per vedere l’espulsione di Messina, la settima tripla di Spissu e la reazione d’orgoglio dei sassaresi, che risalgono sino al 73-80 e poi alzano bandiera bianca. Sconfitti, ma a testa altissima.
La partita. L’Olimpia ha fuori Datome, Hines, Roll e Punter, ma il roster è infinito. L’equilibrio dell’avvio dura meno di 4 minuti, poi Milano alza l’intensità e piazza un break di 11-0 con 9 punti di Shields, che valgono la prima fuga: 7-15. Messina inizia a pescare dalla panchina, Pozzecco inserisce prima Kruslin e poi Happ, e sono proprio questi due a riattivare il motore dei biancoblù, che ripartono dalla difesa e con gli altri due cambi, Treier e Katic, costruiscono il canestro in contropiede del 15-16. Il Banco resta vivo e dal 15-19 della prima sirena risale ancora a -1 (20-21) con una tripla di Katic, poi Milano accelera ancora con Leday: 10 punti del lungo americano mandano ancora in orbita gli ospiti (25-33), che allungano ancora con Micov e Leday, 27-40 a 3’47” da metà gara.
La rincorsa. Pozzecco ricompone il quintetto di partenza, il Banco va per la prima volta in lunetta dopo 17’ ma i problemi restano, soprattutto a livello offensivo. I sassaresi si mettono a difendere duro, provano a correre e riequilibrano il gap a rimbalzo: la squadra di Messina resta a secco per quasi 4’ e con pazienza i sassaresi mettono su qualche mattoncino anche dall’altra parte del campo, con i punti siglati da Bendzius e Bilan che valgono il 33-40 dell’intervallo. La Dinamo riparte con un’intensità altissima in difesa, Bilan carica di falli Tarczewski, Spissu fa centro da fuori e Burnell colpisce dalla media per il 41-46. Milano soffre da morire ma trova tre triple pesanti con Shields, Delaney e Leday. È quest’ultimo la vera stella delle Scarpette rosse, e sono i suoi canestri a rimandare in fuga Milano, che vola sul 45-54 a metà periodo. Gentile trova una tripla importante, il Banco continua a lasciare sul ferro quintali di tiri liberi ma la difesa tiene alla grande e quando Spissu manda a bersaglio la quinta bomba personale (51-54). Il riaggancio però non arriva, perché Milano stringe ancora, Biligha pesca due canestri di platino e Micov dall’angolo fa 51-61 prima di fine periodo.
Piovono triple. La squadra di Pozzecco è vivissima, Messina si becca un fallo tecnico per proteste e la gara resta virtualmente aperta. Delaney dalla lunetta spedisce il Banco a -11 (53-64) quando a fine gara mancano 7 minuti, serve una reazione immediata e la reazione arriva: tre grandi difese, canestri di Katic e Bilan e sesta tripla di Spissu per il 60-64 a 5’29” dalla fine. Dopo il timeout, l’ennesima magia di Spissu, stavolta da centro area, vale il -2 (62-64), l’aggancio stavolta è davvero possibile ma il Banco non ha fatto i conti con il “mostro”: Leday piazza due triple e stavolta il Banco finisce davvero al tappeto, con Shields e Rodriguez che da oltre l’arco sferrano il colpo di grazia: 62-76. C’è solo il tempo per vedere l’espulsione di Messina, la settima tripla di Spissu e la reazione d’orgoglio dei sassaresi, che risalgono sino al 73-80 e poi alzano bandiera bianca. Sconfitti, ma a testa altissima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

