Straordinariamente Cagliari
di Roberto Muretto
Incredibile vittoria dei rossoblù nel match salvezza contro il Parma: rimonta dall’1-3 al 4-3
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INVIATO A CAGLIARI. Il Cagliari è più vivo che morto. l gol di Cerri al 94' tiene accesa la speranza di restare in Serie A. Battere il Parma era fondamentale. La vittoria, vietata ai deboli di cuore, è arrivata all'ultimo secondo, grazie a Cerri che ha finalizzato un cross perfetto di Pereiro. L'uruguaiano, 2' prima aveva realizzato il gol del momentaneo pareggio. Quando ormai tutto sembrava perduto e la Serie B praticamente cuna certezza, c'è stata la reazione d'orgoglio di una squadra arrivata alle porte dell'inferno, ma poi si è rifiutata di varcare la soglia. Sono tre punti che accorciano la classifica in attesa dei risultati di oggi, ma soprattutto è una iniezione di fiducia per un gruppo che sa di essere sotto pressione e ha finito i bonus. Non è stata una prestazione coi fiocchi ma ciò che conforta è la reazione avuta nel recupero. Il presidente Giulini aveva chiesto ai giocatori una prova d'orgoglio, di mettere in campo rabbia, cattiveria, furia agonistica. Le sue parole sono state prese alla lettera dal gruppo che non ha fatto un solo boccone dell'avversario ma alla fine ha meritato di uscire dal campo col sorriso. Le sette gare che mancano alla fine del torneo dovranno essere giocate con la determinazione degli ultimi 10'. Il primo passo è stato fatto ma sia chiaro, il traguardo è ancora molto, molto lontano.
Conferme. Semplici questa volta va sul sicuro e conferma la stessa formazione schierata al "Meazza". Il tecnico del Cagliari spera di aver trovato l'undici base per un finale di stagione da vivere in apnea. Carboni e nel terzetto di difesa dopo aver dato filo da torcere a un campione come Lukaku. Duncan è il regista con Nainggolan e Marin a fianco, Zappa a destra e Nandez a sinistra. Nel Parma ci sono tante novità. Intanto stanno fuori Gervinho e Pellè, al centro dell'attacco D'Aversa preferisce Cornelius. Kucka e Man gli esterni.
Colpo basso. Peggio la partita per gli isolani non poteva cominciare. Dopo 5' sono già sotto per il gol realizzato da Pezzella. Ma è anche il risultato di un approccio troppo morbido da parte dei rossoblù che subiscono il palleggio del Parma. Gli emiliani sono più sciolti, mentre il Cagliari è contratto, in difficoltà sulle ripartenze. La squadra è messa male in campo e il gol subito a freddo un ulteriore handicap. La formazione di D'Aversa copre bene tutte le zone del campo, chiude le linee di passaggio. La manovra dei Quattro Mori è troppo lenta.
Dubbi. Sul cross di Zappa Pezzella tocca il pallone col braccio, Valeri prima concede il rigore, poi viene richiamato dal Var e torna indietro sulla decisione. Il braccio del giocatore del Parma è quasi attaccato al corpo, però la sensazione e che vada incontro al pallone facendo un po' di volume. Non si capisce perchè venga richiamato a vedere le immagini da La Penna, non è un chiaro errore. Dal possibile 1-1 allo 0-2 è un attimo. Basta un lancio lungo di Brugman, saltano tutte le marcature (dove era Godin?) e Kucka la mette dentro. Il Cagliari è all'inferno. Pavoletti prova a tirarlo fuori segnando (di testa) il gol che riapre la partita.
Cuore. Il Cagliari va due vicino al pari poi subisce il terzo gol segnato da Mihaila. Poi torna subito in gioco con Marin (in forse fino a mezz’ora dall’inizio per un problema muscolare) che fa centro con un preciso rasoterra dal limite. Intanto Semplici e D'Aversa si scatenano con le sostituzioni. Per i rossoblù entrano Lykogiannis, Simeone, Pereiro. Si passa a un modulo che sembra un 4-2-4 ma ormai è saltato tutto. Si gioca più con la forza della disperazione che con lucidità. Il pallone viene buttato avanti sperando che succeda qualcosa. E qualcosa succede davvero. Prima segna Pereiro, che subito dopo regala a Cerri il pallone del 4-3. Tutti addosso all'attaccante per festeggiare una vittoria che potrebbe rappresentare la svolta di un campionato nato male. La fiammella resta accesa, ai rossoblù il compito di alimentarla.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Conferme. Semplici questa volta va sul sicuro e conferma la stessa formazione schierata al "Meazza". Il tecnico del Cagliari spera di aver trovato l'undici base per un finale di stagione da vivere in apnea. Carboni e nel terzetto di difesa dopo aver dato filo da torcere a un campione come Lukaku. Duncan è il regista con Nainggolan e Marin a fianco, Zappa a destra e Nandez a sinistra. Nel Parma ci sono tante novità. Intanto stanno fuori Gervinho e Pellè, al centro dell'attacco D'Aversa preferisce Cornelius. Kucka e Man gli esterni.
Colpo basso. Peggio la partita per gli isolani non poteva cominciare. Dopo 5' sono già sotto per il gol realizzato da Pezzella. Ma è anche il risultato di un approccio troppo morbido da parte dei rossoblù che subiscono il palleggio del Parma. Gli emiliani sono più sciolti, mentre il Cagliari è contratto, in difficoltà sulle ripartenze. La squadra è messa male in campo e il gol subito a freddo un ulteriore handicap. La formazione di D'Aversa copre bene tutte le zone del campo, chiude le linee di passaggio. La manovra dei Quattro Mori è troppo lenta.
Dubbi. Sul cross di Zappa Pezzella tocca il pallone col braccio, Valeri prima concede il rigore, poi viene richiamato dal Var e torna indietro sulla decisione. Il braccio del giocatore del Parma è quasi attaccato al corpo, però la sensazione e che vada incontro al pallone facendo un po' di volume. Non si capisce perchè venga richiamato a vedere le immagini da La Penna, non è un chiaro errore. Dal possibile 1-1 allo 0-2 è un attimo. Basta un lancio lungo di Brugman, saltano tutte le marcature (dove era Godin?) e Kucka la mette dentro. Il Cagliari è all'inferno. Pavoletti prova a tirarlo fuori segnando (di testa) il gol che riapre la partita.
Cuore. Il Cagliari va due vicino al pari poi subisce il terzo gol segnato da Mihaila. Poi torna subito in gioco con Marin (in forse fino a mezz’ora dall’inizio per un problema muscolare) che fa centro con un preciso rasoterra dal limite. Intanto Semplici e D'Aversa si scatenano con le sostituzioni. Per i rossoblù entrano Lykogiannis, Simeone, Pereiro. Si passa a un modulo che sembra un 4-2-4 ma ormai è saltato tutto. Si gioca più con la forza della disperazione che con lucidità. Il pallone viene buttato avanti sperando che succeda qualcosa. E qualcosa succede davvero. Prima segna Pereiro, che subito dopo regala a Cerri il pallone del 4-3. Tutti addosso all'attaccante per festeggiare una vittoria che potrebbe rappresentare la svolta di un campionato nato male. La fiammella resta accesa, ai rossoblù il compito di alimentarla.
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