Dinamo, Cagliari e Olbia «Bentornati cari tifosi»
Le principali società sarde sono pronte a riaprire stadi e palazzetti al pubblico Dal Primo maggio, se sarà zona gialla, 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso
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SASSARI. La decisione del governo di aprire le porte dell’Olimpico ai tifosi in occasione degli Europei di calcio (16mila spettatori per le 4 gare previste in Italia, il 25% di capienza), in programma a giugno, è una buona notizia per tutto il mondo dello sport. Da sabato Primo maggio, in zona gialla, potrebbe infatti essere consentito l’accesso del pubblico in impianti all’aperto fino a un massimo di 1.000 spettatori e al chiuso fino a un massimo di 500 (ma mai oltre il 10-15% della capienza, percentuale ancora da definire) per tutti gli eventi sportivi agonistici e riconosciuti di preminente interesse nazionale da Coni e Cip. Distanziamento, mascherine, controlli della temperatura all'ingresso sono tra i vincoli per le società sportive.La novità è contenuta nello schema di decreto che il dipartimento sport sottoporrà giovedì al Consiglio dei ministri. Una novità che, se ci sarà «il via libera del Cts», potrebbe aprire le porte a una nuova normalità, anche in Sardegna (una volta rientrata in zona gialla).
«È una grande notizia, il Cagliari si è sempre schierato, nel rigoroso rispetto di tutte le precauzioni necessarie, per la riapertura degli stadi al pubblico – dice il Direttore generale Mario Passetti– . Non a caso il Club ha contribuito a scrivere il protocollo della Serie A per la riapertura degli impianti, adottato nella prima parte della stagione in occasione delle gare con mille spettatori. Il ritorno del pubblico negli stadi sarebbe ora un segnale forte, un primo, ma importante passo verso la normalità. Il Cagliari ha un bisogno incredibile dei suoi tifosi».
Nonostante la novità, non cambierebbe nulla per i tifosi dell’Olbia. L'ultima partita nella stagione di serie C dell'Olbia, al Nespoli, è infatti programmata per il 25 aprile, contro il Novara. E anche in caso di raggiungimento dei playoff, è poco probabile che si arrivi a disputare match casalinghi. Il club, comunque, plaude alla decisione del governo. «Ovviamente nel rispetto di tutte le regole, e con la necessaria prudenza, siamo convinti che una riapertura parziale degli impianti sportivi e dei centri di cultura al pubblico possa rappresentare il primo passo verso il ritorno a una normalità mai desiderata così tanto».
Il presidente della Dinamo Stefano Sardara guarda lontano ma nell’immediato prende atto della situazione: «La normativa riguarda solo le zone gialle, noi siamo ancora in zona rossa, poi chissà quando andremo in arancione, quindi in giallo». Per Sardara sarà difficile aprire le porte del PalaSerradimigni dal 1° maggio. «Certo, sono contento che ci sia stata una apertura in generale perchè ora si comprende che tra vaccinati e chi ha passato la malattia la presenza del pubblico non è cosi complicata. Ora dobbiamo attendere di conoscere i contorni della normativa e soprattutto, noi in Sardegna, dovremo attendere di rientrare in zona gialla». Più ottimista il direttore sportivo della Raimond, Andrea Giordo. «È una notizia favolosa, forse giocheremo le ultime tre partite in casa con il pubblico. E il prossimo campionato partirà con il pubblico sugli spalti. Noi giochiamo per i nostri tifosi, senza di loro lo sport non è più sport». (g.z.)
«È una grande notizia, il Cagliari si è sempre schierato, nel rigoroso rispetto di tutte le precauzioni necessarie, per la riapertura degli stadi al pubblico – dice il Direttore generale Mario Passetti– . Non a caso il Club ha contribuito a scrivere il protocollo della Serie A per la riapertura degli impianti, adottato nella prima parte della stagione in occasione delle gare con mille spettatori. Il ritorno del pubblico negli stadi sarebbe ora un segnale forte, un primo, ma importante passo verso la normalità. Il Cagliari ha un bisogno incredibile dei suoi tifosi».
Nonostante la novità, non cambierebbe nulla per i tifosi dell’Olbia. L'ultima partita nella stagione di serie C dell'Olbia, al Nespoli, è infatti programmata per il 25 aprile, contro il Novara. E anche in caso di raggiungimento dei playoff, è poco probabile che si arrivi a disputare match casalinghi. Il club, comunque, plaude alla decisione del governo. «Ovviamente nel rispetto di tutte le regole, e con la necessaria prudenza, siamo convinti che una riapertura parziale degli impianti sportivi e dei centri di cultura al pubblico possa rappresentare il primo passo verso il ritorno a una normalità mai desiderata così tanto».
Il presidente della Dinamo Stefano Sardara guarda lontano ma nell’immediato prende atto della situazione: «La normativa riguarda solo le zone gialle, noi siamo ancora in zona rossa, poi chissà quando andremo in arancione, quindi in giallo». Per Sardara sarà difficile aprire le porte del PalaSerradimigni dal 1° maggio. «Certo, sono contento che ci sia stata una apertura in generale perchè ora si comprende che tra vaccinati e chi ha passato la malattia la presenza del pubblico non è cosi complicata. Ora dobbiamo attendere di conoscere i contorni della normativa e soprattutto, noi in Sardegna, dovremo attendere di rientrare in zona gialla». Più ottimista il direttore sportivo della Raimond, Andrea Giordo. «È una notizia favolosa, forse giocheremo le ultime tre partite in casa con il pubblico. E il prossimo campionato partirà con il pubblico sugli spalti. Noi giochiamo per i nostri tifosi, senza di loro lo sport non è più sport». (g.z.)
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