La madre del giovane hater si scusa con Duncan
CAGLIARI. Nemmeno due mesi dopo i casi che hanno coinvolto Ounas e Simy, si è verificato un altro sgradevole episodio di razzismo ai danni di un giocatore della Serie A. Protagonista della vicenda è...
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CAGLIARI. Nemmeno due mesi dopo i casi che hanno coinvolto Ounas e Simy, si è verificato un altro sgradevole episodio di razzismo ai danni di un giocatore della Serie A. Protagonista della vicenda è Alfred Duncan che non si è tirato indietro e sui social ha pubblicato tutti i gravissimi insulti ricevuti da un utente. Il centrocampista ghanese della Fiorentina, in prestito al Cagliari, ha mostrato gli screenshot dei messaggi ricevuti su Instagram: “te morisse la nonna”, uno degli insulti vergognosi di cui è stato vittima. Ad attaccare Duncan il sostenitore di un'altra squadra, appena adolescente. Dopo poche ore la mamma del ragazzo si è scusata per suo figlio. Duncan di fronte al primo assalto non si era scomposto e aveva risposto sui social con molta eleganza: «La colpa non è sua ma dei genitori – questo il suo primo commento –. L'educazione è la chiave. Insegna ai tuoi figli come pensare e non che cosa pensare», ha proseguito il calciatore.
Dopo quel post sono arrivate le scuse della mamma del tifoso. Lo riporta lo stesso Duncan su Instagram: «Ha chiesto scusa sia a me sia al Cagliari, accetto le sue scuse perché ha capito l'errore e ha cercato di sistemare. Delle frasi razziste mi interessava poco ma i genitori non si toccano mai. Dobbiamo sapere che dietro i giocatori ci sono persone che hanno fatto dei sacrifici per arrivare dove si trovano. Questo deve essere una lezione perché siamo il riflesso dei nostri figli», ha concluso.
Dopo quel post sono arrivate le scuse della mamma del tifoso. Lo riporta lo stesso Duncan su Instagram: «Ha chiesto scusa sia a me sia al Cagliari, accetto le sue scuse perché ha capito l'errore e ha cercato di sistemare. Delle frasi razziste mi interessava poco ma i genitori non si toccano mai. Dobbiamo sapere che dietro i giocatori ci sono persone che hanno fatto dei sacrifici per arrivare dove si trovano. Questo deve essere una lezione perché siamo il riflesso dei nostri figli», ha concluso.
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