Cagliari più vicino alla salvezza
di Roberto Muretto
Pari soporifero con la Fiorentina. Nessun tiro in porta e gara giocata al piccolo trotto
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INVIATO A CAGLIARI. Forse il pareggio non era scritto in partenza ma di sicuro le due squadre non hanno fatto molto per vincere. Il Cagliari deve aspettare per avere il conforto della matematica. Ma il pareggio senza gol con la Fiorentina è un altro passo avanti verso la salvezza. I punti di vantaggio dal terz’ultimo posto, occupato dal Benevento, sono saliti a cinque. E' stata una gara soporifera, filata via senza emozioni. Senza nemmeno un tiro nello specchio della porta. Giocata a ritmi quasi da "over 40". Una gara nella quale ha prevalso la paura di perdere. Così è maturato un risultato che tutto sommato va bene a tutti, sicuramente di più ai toscani che ora sono al sicuro. E inconfutabile che le tante energie spese a Benevento hanno condizionato la prestazione dei rossoblù, impossibile giocare a quei ritmi dopo soli tre giorni. Ma c'è anche l'aspetto psicologico che ha condizionato la gara. Ha prevalso la paura di non portare a casa punti e trovarsi di nuovo nei pasticci. Chi va piano... si dice che arriva sempre al traguardo. La squadra di Semplici, che poco meno di un mese fa sembrava condannata a finire all'inferno, ora è davvero ad un passo da mantenere la categoria. Quella serie A che è un patrimonio irrinunciabile per la Sardegna.
Mini turnover. Due le novità nella formazione del Cagliari rispetto a Benevento. Sono Zappa e Duncan. Stanno fuori Deiola e Carboni. Semplici parte con la difesa a quattro. Duncan a fare da barriera, un centrocampo a quattro con Joao Pedro largo a sinistra, Marin e Nainggolan nel ruolo di mezzala, Nandez a destra. Pavoletti è il riferimento in avanti. La Fiorentina si schiera col 3-5-2. Le punte sono Kouamè e Vlahovic, Pulgar il "radar" in mezzo al campo, Bonaventura e Amrabat col doppio compito di attaccare e lavorare in fase di non possesso. Ribery comincia dalla panchina e non entrerà perchè infortunato.
Ritmi bassi. È una partita molto tattica, le due squadre coprono bene il campo, chiudono le linee di passaggio. La circolazione della palla viene sempre fatta in orizzontale, raramente si riesce a verticalizzare. Si gioca al piccolo trotto, sprecando sia da una parte che dall'altra poche energie. I tentativi di sfondare sulle corsie sono complicati perchè c'è sempre il raddoppio di marcatura e manca lo spazio per andare in profondità. Semplici cambia il modulo passando al4-3-2-1 per consentire a Marin di avere più libertà nella fase di impostazione. Emozioni nemmeno a parlarne, si ha come la sensazione che il pareggio vada bene ad entrambe. I rossoblù si fanno preferire per il possesso palla (63% a 37) ma è un predominio sterile.
Semplici cambia. Zappa resta negli spogliatoi, dentro Carboni. Si torna alla difesa a tre e il modulo diventa un 3-4-1-2, con Nainggolan che fa il trequartista. La gara non decolla, le due squadre non riescono a cambiare passo, anche se ogni tanto da una parte e dall'altra ci sono delle accelerazioni. Iachini mette dentro Castrovilli per uno spento Kouamè. Semplici toglie Marin per Deiola. Il romeno esce borbottando. La girandola dei cambi non accende la scintilla in nessuna delle due squadre che continuano a giocare al piccolo trotto. L'unico sussulto lo regala il Cagliari nel finale quando Nandez offre a Cerri (in campo da pochi secondi) un palla invitante ma l'attaccante pasticcia in modo quasi imbarazzante. E' l'ultima azione della gara. Cagliari e Fiorentina tornano negli spogliatoi contente. La Viola è salva, i rossoblù ancora no ma il traguardo è davvero vicino. E domenica a Milano (sponda Milan) sarà durissima perchè i rossoneri non possono fare sconti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mini turnover. Due le novità nella formazione del Cagliari rispetto a Benevento. Sono Zappa e Duncan. Stanno fuori Deiola e Carboni. Semplici parte con la difesa a quattro. Duncan a fare da barriera, un centrocampo a quattro con Joao Pedro largo a sinistra, Marin e Nainggolan nel ruolo di mezzala, Nandez a destra. Pavoletti è il riferimento in avanti. La Fiorentina si schiera col 3-5-2. Le punte sono Kouamè e Vlahovic, Pulgar il "radar" in mezzo al campo, Bonaventura e Amrabat col doppio compito di attaccare e lavorare in fase di non possesso. Ribery comincia dalla panchina e non entrerà perchè infortunato.
Ritmi bassi. È una partita molto tattica, le due squadre coprono bene il campo, chiudono le linee di passaggio. La circolazione della palla viene sempre fatta in orizzontale, raramente si riesce a verticalizzare. Si gioca al piccolo trotto, sprecando sia da una parte che dall'altra poche energie. I tentativi di sfondare sulle corsie sono complicati perchè c'è sempre il raddoppio di marcatura e manca lo spazio per andare in profondità. Semplici cambia il modulo passando al4-3-2-1 per consentire a Marin di avere più libertà nella fase di impostazione. Emozioni nemmeno a parlarne, si ha come la sensazione che il pareggio vada bene ad entrambe. I rossoblù si fanno preferire per il possesso palla (63% a 37) ma è un predominio sterile.
Semplici cambia. Zappa resta negli spogliatoi, dentro Carboni. Si torna alla difesa a tre e il modulo diventa un 3-4-1-2, con Nainggolan che fa il trequartista. La gara non decolla, le due squadre non riescono a cambiare passo, anche se ogni tanto da una parte e dall'altra ci sono delle accelerazioni. Iachini mette dentro Castrovilli per uno spento Kouamè. Semplici toglie Marin per Deiola. Il romeno esce borbottando. La girandola dei cambi non accende la scintilla in nessuna delle due squadre che continuano a giocare al piccolo trotto. L'unico sussulto lo regala il Cagliari nel finale quando Nandez offre a Cerri (in campo da pochi secondi) un palla invitante ma l'attaccante pasticcia in modo quasi imbarazzante. E' l'ultima azione della gara. Cagliari e Fiorentina tornano negli spogliatoi contente. La Viola è salva, i rossoblù ancora no ma il traguardo è davvero vicino. E domenica a Milano (sponda Milan) sarà durissima perchè i rossoneri non possono fare sconti.
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