Ma contro Milano non si scherza più
di GIOVANNI DESSOLE
La squadra di Messina fa davvero paura, Trento ci prova
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Da storytelling questa sfida andrebbe ascritta al novero di quelle in stile Davide contro Golia. I valori avvalorerebbero la tesi, ma ogni pronostico va comunque rimandato al confronto in campo. Perché la Milano (1ª) formato Golia ha un roster lungo ma anche una lunghissima stagione sulle gambe, giocata fra l’Italia e l’Eurolega, con la Final Four continentale a rappresentare al contempo obiettivo e distrazione forte per le scarpette rosse. La Dolomiti Energia Trento (8ª), ovviamente, ci proverà. Proverà a sfruttare l’effetto sorpresa. Il traino dell’entusiasmo. La voglia che nasce dal confronto con i grandi. Dalla sfida ai giganti dell’Olimpia. L’Aquila ha spirito rapace, ruvida quanto basta per provare a diventare granello di sabbia e inceppare l’ingranaggio milanese.
Lunga Milano. Lunghissima s’è detto. Sedici i giocatori a disposizione di coach Ettore Messina. Tre quintetti ad altissimo tasso di efficacia e qualità. Ci sono tanti anni di Nba in campo e a bordo parquet. Ci sono giocatori che campionati e coppe ne hanno vinti, e ne hanno vinti tanti. Datome è tornato in Italia dopo le esperienze maturate fra States e Turchia per tornare a lasciare il segno, primus inter pares di un gruppo in cui - a livello di leadership - spiccano anche il centro Hines e Rodriguez. Tre player diversi, anime diverse che si incastrano alla perfezione agli altri tasselli del puzzle costruito in estate da Messina e dallo staff Armani. LeDay è un meteorite che si è abbattuto sul campionato italiano con effetti devastanti. Punter è altro uomo cardine, Delaney è la naturalezza del capolavoro cestistico, Shields un alieno (ri)sbarcato sul pianeta Lba, Roll l’alternativa che può far male. E poi c’è il professor Micov, l’ex Sassari Brooks, e ancora Tarczewski. Ad aggiungere ulteriore carico gli italiani: Moretti, Moraschini, Biligha, Cianciarini e l’ultimo arrivato Wojciechowski.
Coach Lele Molin e i suoi non staranno a guardare. Negli anni i trentini si sono trasformati da semplice comparsa a primo attore e inquilino stabile sulla scena playoff. Williams è una delle scoperte della stagione regolare, capace di trascinare e scatenarsi in area colorata. Martin se al top della condizione, può accendersi e diventare fattore. Maye è giocatore che può stupire. Capitan Forray è l’iniezione di energia che scuote anche nei momenti più complessi. Con Morgan, Ladurner, Browne, Sanders, Pascolo, Mezzanotte, Conti e l’ex sassarese Lechtaler frecce all’arco di Molin con licenza di colpire. Un roster “operaio”, che mostra i muscoli ma sa usare anche il fioretto e che nella sportiva battaglia non si tira indietro. Nemmeno davanti ai giganti. Nemmeno davanti a Golia. Parola di Davide.
Lunga Milano. Lunghissima s’è detto. Sedici i giocatori a disposizione di coach Ettore Messina. Tre quintetti ad altissimo tasso di efficacia e qualità. Ci sono tanti anni di Nba in campo e a bordo parquet. Ci sono giocatori che campionati e coppe ne hanno vinti, e ne hanno vinti tanti. Datome è tornato in Italia dopo le esperienze maturate fra States e Turchia per tornare a lasciare il segno, primus inter pares di un gruppo in cui - a livello di leadership - spiccano anche il centro Hines e Rodriguez. Tre player diversi, anime diverse che si incastrano alla perfezione agli altri tasselli del puzzle costruito in estate da Messina e dallo staff Armani. LeDay è un meteorite che si è abbattuto sul campionato italiano con effetti devastanti. Punter è altro uomo cardine, Delaney è la naturalezza del capolavoro cestistico, Shields un alieno (ri)sbarcato sul pianeta Lba, Roll l’alternativa che può far male. E poi c’è il professor Micov, l’ex Sassari Brooks, e ancora Tarczewski. Ad aggiungere ulteriore carico gli italiani: Moretti, Moraschini, Biligha, Cianciarini e l’ultimo arrivato Wojciechowski.
Coach Lele Molin e i suoi non staranno a guardare. Negli anni i trentini si sono trasformati da semplice comparsa a primo attore e inquilino stabile sulla scena playoff. Williams è una delle scoperte della stagione regolare, capace di trascinare e scatenarsi in area colorata. Martin se al top della condizione, può accendersi e diventare fattore. Maye è giocatore che può stupire. Capitan Forray è l’iniezione di energia che scuote anche nei momenti più complessi. Con Morgan, Ladurner, Browne, Sanders, Pascolo, Mezzanotte, Conti e l’ex sassarese Lechtaler frecce all’arco di Molin con licenza di colpire. Un roster “operaio”, che mostra i muscoli ma sa usare anche il fioretto e che nella sportiva battaglia non si tira indietro. Nemmeno davanti ai giganti. Nemmeno davanti a Golia. Parola di Davide.
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