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Il bomber Ragatzu: «Qui a Olbia sono rinato»

Il bomber Ragatzu: «Qui a Olbia sono rinato»

Con 14 gol all’attivo ha spesso trascinato la squadra. «È un gruppo che funziona, ci siamo divertiti»

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OLBIA. «Sommando aspetti negativi e positivi è stata una stagione divertente – dice Daniele Ragatzu –. A noi all’inizio mancavano solo i risultati, poi sono arrivati e grazie al contributo di tutti, ci tengo a dirlo. Il merito è di un gruppo che si è dimostrato sano, non c’era alcuna differenza tra giovani e meno giovani, tutti ci siamo sentiti allo stesso livello».

Lei è arrivato qualche mese dopo, a novembre. E ha subito inciso…

«Sono stato fermo e senza un ritiro alle spalle, sapevo di poter fare fatica, invece me la sono cavata bene».

Cavata bene è dire poco: ha segnato 14 gol, ha lottato per il titolo di capocannoniere, spesso ha trascinato la squadra.

«Il fatto è che a livello di minutaggio e di forma avevo qualcosa in meno, sapevo allora di dover dare il massimo. Mio padre mi ha insegnato a non mollare ma saper tirare fuori sempre qualcosa in più, quel che ho cercato di fare».

La notizia del rinnovo del contratto arrivata qualche giorno fa ha fatto felici tutti. Il prossimo sarà il quinto anno a Olbia, cosa significa giocare in maglia bianca?

«Olbia è la seconda casa, è sempre stata il mio rilancio. Qui ho trovato serenità, ciò che più di tutto serve per andare avanti nel calcio. E poi la fiducia e la presenza di compagni come Pisano, Cocco ed Emerson che danno sempre una mano».

La fascia è di Pisano, ma anche lei oggi viene riconosciuto come una bandiera dell’Olbia.

«Penso la bandiera sia in assoluto Pisano, un esempio per tutti. Se vengo giudicato anche io una bandiera, questo mi fa tanto piacere».

Togliendo i già citati, chi l’ha impressionata quest’anno?

«Dico quattro nomi: Gagliano tantissimo, idem Marigosu, Ladinetti ha messo in mostra tutte le qualità di cui si parlava e ha le carte per andare in alto, come mi auguro facciano gli altri, compreso Biancu, che è tecnicamente completo. Già quattro anni fa non si discutevano le sue qualità, serviva solo uno sblocco».

Tra le istantanee di questa stagione, cosa si porta dietro?

«Una grande soddisfazione è stata fare doppietta insieme a un altro quartese. Mi riferisco a Olbia-Pro Sesto, finita 5-0, sia io che Cocco abbiamo segnato due reti. Essendo entrambi di Quartu lo conoscevo, poi ha fatto le giovanili del Cagliari. Ci siamo incrociati anche a Verona, ma io poi andai in prestito. Non avevo mai avuto il piacere di giocarci insieme. La mia speranza è che il prossimo anno ricapiti spesso. Questo è stato un anno bello e i gol segnati li voglio dedicare a mio padre, mia moglie e tutta la mia famiglia. Dal primo momento mi hanno aiutato a venire a Olbia. Idem i miei fratelli, Carlo, Matteo, Mauro. Tutti e tre calciatori e da cui imparo molto. In particolare mi insegna tanto Mauro, Ecco, una soddisfazione che vorrei togliermi è giocare insieme con lui».

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