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«Le mie stoccate come quelle di Lady Oscar»

di Fabio Fresu
«Le mie stoccate come quelle di Lady Oscar»

Giuseppina Molinu, di Benetutti, vince nel fioretto e ed è terza nella sciabola nella prima prova nazionale paralimpica

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SASSARI. A volte il destino segue percorsi strani. Fino a quattro anni fa Giuseppina Molinu non aveva mai preso una spada in mano. Ma poche settimane fa è salita sul gradino più alto del podio a Napoli nella prima prova nazionale paralimpica di fioretto categoria B, per poi piazzarsi terza nella sciabola. Destino? Duro lavoro? Fortuna? O un giusta miscela di tutti questi fattori? Di sicuro una linea è stata tracciata, e la scherma paralimpica sarda dovrà ora tenere conto anche di questa realtà. Classe 1980, nata a Benetutti ma residente a Sassari, a diciotto anni le è stata diagnosticata la sclerosi multipla, che le ha provocato un’invalidazione alla parte destra del corpo, ma questo non le ha impedito di portare avanti una delle fissazioni (definizione sua) della propria vita. “Da piccola guardavo sempre i cartoni animati di Lady Oscar – sottolinea lei – e a quei tempi i miei compagni di giochi avevamo sempre una spada in mano”.

Ma andiamo avanti negli anni. L’arrivo a Sassari, la laurea in giurisprudenza, il lavoro a Palazzo Giordano in Piazza d’Italia, dove un giorno vede passare un uomo con una spilla che ritrae uno schermidore. La curiosità ha il sopravvento, e chiede spiegazioni. “Faccio scherma – è la risposta del suo interlocutore. Vorresti provare?”. Approccio diretto da parte di Sandro Bartoletti, tiratore di lungo corso, che non faticò molto per convincerla a presentarsi in palestra e prendere finalmente contatto con il mondo della scherma. “All’inizio non è stato facile – racconta la Molinu – conciliare gli allenamenti con i turni di lavoro. Poi però capisci che se hai poco tempo lo devi usare tutto, ed in quel poco devi dare il massimo. Riesco a fare almeno tre allenamenti a settimana, poi i pesi me li porto a casa. C’è da lavorare tanto, perché per portare una stoccata efficace serve forza nel braccio ed a volte mi manca. Ho anche provato a tirare con il sinistro, ma non mi viene istintivo”.

Dopo una buona prova a fine 2019 a Busto Arzisio è arrivato l’appuntamento di Napoli, dove è andata ben oltre le previsioni, non solo le sue, ma di tutti. “C’era tutta la nazionale, non me lo aspettavo. Invece una gara, prima nel fioretto e poi nella sciabola mi sono detta “vuoi vedere che…?”. Noi sardi siamo testardi. La mia compagna di squadra Francesca Furesi è arrivata alle porte della semifinale nel fioretto categoria A. Ed in squadra abbiamo anche Ilaria Muresu e Noemi Puggioni.

C’è un’atleta in particolare a cui si ispira? “È anche banale dire Bebe Vio, è superconosciuta, è un vulcano e ha fatto tanto per il movimento. Ma cito anche Loredana Trigiglia e Andrea Mogos”. Fra un paio di settimane ci sono i campionati italiani a Villafranca, con che spirito parteciperà? “Sarà un’altra prova molto importante, e lì anche Bebe Vio ci sarà. Ma io vado a fare il meglio che posso. E’ un modo per dimostrare che se ce la faccio io lo può fare chiunque”, dice con il sorriso.

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