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Pozzecco raggiante «Noi straordinari a livello difensivo»

Pozzecco raggiante «Noi straordinari a livello difensivo»

Il coach ringrazia la squadra per la grande risposta «Anche io avevo bisogno di un po’ di serenità...»

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SASSARI. Almeno duecento tifosi ad accoglierlo fuori dal PalaSerradimigni, con una vera e propria ovazione. Un caloroso bentornato, e forse anche un saluto per quella che in caso di sconfitta, con tutta probabilità, sarebbe stata l’ultima partita del Poz in maglia Dinamo, nonostante un altro anno di contratto.

Ma non è questo il caso. La Dinamo c’è, e non è finita. «Mi piacerebbe fare una statistica e veder quante volte ho ringraziato i giocatori. Questa volta avevo più bisogno io di vivere una serata del genere di qualsiasi altra persona. Metto sempre davanti alle mie esigenze giocatori e staff, anche se non è semplice, sono un personaggio strano, da giocatore ero diverso, anche se sono quello che ha fatto più assist. Mi piace pensare che i miei giocatori abbiano anche un po’ pensato a me. Sono ancora più grato a loro. Obiettivo personale, obiettivo di squadra, terzo obiettivo era di regalarmi un po’ di serenità. Se ho un merito è quello di avere creato una struttura dove ci si prende cura uno dell’altro».

«Nel discorso pre-gara – prosegue il coach – dicevo che la cosa più bella che lo sport ti regala è che poi sempre sognare, che fino a che Venezia non era sul 3-0 dovevano sognare di vincere lo scudetto. Sassari e Venezia sono due squadre che negli anni hanno fatto vedere una pallacanestro di altissimo livello sempre ma soprattutto all’interno delle sfide, innumerevoli. Complimenti a Venezia, partita estremamente efficace pur contro una Sassari che ha giocato una pallacanestro difensivamente parlando tra le migliori di quest’anno. Venezia ha avuto la forza di resistere fino alla fine, partita che non abbiamo mai chiuso perché la Reyer non ci ha mai dato questa possibilità. Siamo andati con doppio lungo, abbiamo avuto grosso vantaggio a giocare con loro due insieme».

Poi un pensiero per i tifosi. «Dal mio punto di vista, ciò che mi manca di più è il sentimento. E nella pallacanestro è importante, e noi viviamo in un contesto dove la gente è meravigliosa. Sono dispiaciuto perché i ragazzi non l’hanno mai avuto. Stavolta tifosi ci hanno fatto sentire il loro appoggio, all’allenamento, prima della gara. Ed è stato sufficiente per darci una spinta. Mi piacerebbe non finire davanti a nessuno la mia avventura a Sassari».



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