Beati gli ultimi, perché sono quelli di San Marino
di GIANNA ZAZZARA
Nel più recente ranking Fifa la Nazionale del Titano è al posto 210 su 210 Solo l’anno scorso ha pareggiato per due volte consecutive, in Nations League
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La nazionale di San Marino non è un avversario temibile per l’Italia, almeno sulla carta. Occupa il posto numero 210 (su 210) nell’ultimo ranking Fifa e nella sua trentennale storia (debutto il 14 novembre 1990 contro la Svizzera, partita persa 4-0) ha sempre perso, tranne nel 2004 contro il Liechstein in amichevole (1-0). Una sola vittoria, una.
In tutto si contano quaranta sconfitte consecutive fino all’anno scorso quando è riuscita a pareggiare (0-0), nella Uefa Nations League, prima contro il Liechtenstein, poi contro Gibilterra, un altro 0-0. Per la verità qualche altro pareggio i sammarinesi sono riusciti ad agguantarlo nella loro storia: lo 0-0 nel 1993 con la Turchia (qualificazioni a Usa ’94), poi l’1-1 in Lettonia del 2001, il 2-2 con il Liechtenstein nel 2003 in un’altra amichevole, e nel 2014 contro l’Estonia, sempre 0-0.
I due pareggi dello scorso anno contro Liechtenstein e Gibilterra nella Nations League hanno rappresentato una vera e propria vittoria per la nazionale del borgo di appena 35mile anime. Una boccata d’aria dopo una striscia negativa che durava ormai da 40 partite, un digiuno lungo sei anni. Ma c’è un ma. Manca ancora il gol. L’ultimo risale al 16 novembre 2019 in occasione delle qualificazioni all’Europeo 2020: una sconfitta, sì, ma per 1-3 contro il Kazakistan. Ora si aspetta che arrivi anche quello. Magari proprio a Cagliari contro l’Italia, per sfatare un tabù.
Una volta l’Italia giocò contro la nazionale di San Marino in amichevole, a Cesena. Era la terza partita di Sacchi in panchina. Vinse l’Italia 4-0 con Roberto Baggio che segnò una doppietta. Anche allora, con l’ex juventino Massino Bonini capitano in mezzo al campo (che poi sarebbe diventato anche ct) i sammarinesi resistettero per quasi un tempo. La loro maniera per dire al mondo: ehi, ci siamo anche noi.
La verità è che il calcio, a San Marino, è poco più di un hobby, niente a che vedere con gli ingaggi stellari dei calciatori nostrani, di quelli della Premier League, della Liga.
Il nuovo ct di San Marino Franco Varrella, un passato come vice di Arrigo Sacchi durante il girone di qualificazione a Euro ’96, sta provando a cambiare corso, lanciando tanti giovani dell’Under 21. «Siamo un’anomalia – spiegano da San Marino –. Se nelle altre federazioni l’apice fisico e tecnico si raggiunge nelle Nazionali maggiori, noi lo tocchiamo nell’Under 21. Siamo quasi tutti dilettanti e i più vecchietti hanno meno tempo per allenarsi. Escono alle 19 da lavoro e hanno una famiglia a casa a cui pensare. I giovani, invece, ambiscono ancora a diventare professionisti: la loro vita è il calcio».
Fra loro, il diciannovenne Nicola Nanni, lanciato in Nazionale da Varrella e oggi al Monopoli, in prestito dal Crotone. L’attaccante è uno dei tre professionisti di San Marino: a fargli compagnia, Filippo Berardi, centrocampista della Vibonese, ed Elia Benedettini, portiere del Novara. Per tutti gli altri, il calcio viene dopo il lavoro. Una passione che, durante l’anno, trova sfogo nel campionato interno sammarinese, paragonabile a una Promozione.
In tutto si contano quaranta sconfitte consecutive fino all’anno scorso quando è riuscita a pareggiare (0-0), nella Uefa Nations League, prima contro il Liechtenstein, poi contro Gibilterra, un altro 0-0. Per la verità qualche altro pareggio i sammarinesi sono riusciti ad agguantarlo nella loro storia: lo 0-0 nel 1993 con la Turchia (qualificazioni a Usa ’94), poi l’1-1 in Lettonia del 2001, il 2-2 con il Liechtenstein nel 2003 in un’altra amichevole, e nel 2014 contro l’Estonia, sempre 0-0.
I due pareggi dello scorso anno contro Liechtenstein e Gibilterra nella Nations League hanno rappresentato una vera e propria vittoria per la nazionale del borgo di appena 35mile anime. Una boccata d’aria dopo una striscia negativa che durava ormai da 40 partite, un digiuno lungo sei anni. Ma c’è un ma. Manca ancora il gol. L’ultimo risale al 16 novembre 2019 in occasione delle qualificazioni all’Europeo 2020: una sconfitta, sì, ma per 1-3 contro il Kazakistan. Ora si aspetta che arrivi anche quello. Magari proprio a Cagliari contro l’Italia, per sfatare un tabù.
Una volta l’Italia giocò contro la nazionale di San Marino in amichevole, a Cesena. Era la terza partita di Sacchi in panchina. Vinse l’Italia 4-0 con Roberto Baggio che segnò una doppietta. Anche allora, con l’ex juventino Massino Bonini capitano in mezzo al campo (che poi sarebbe diventato anche ct) i sammarinesi resistettero per quasi un tempo. La loro maniera per dire al mondo: ehi, ci siamo anche noi.
La verità è che il calcio, a San Marino, è poco più di un hobby, niente a che vedere con gli ingaggi stellari dei calciatori nostrani, di quelli della Premier League, della Liga.
Il nuovo ct di San Marino Franco Varrella, un passato come vice di Arrigo Sacchi durante il girone di qualificazione a Euro ’96, sta provando a cambiare corso, lanciando tanti giovani dell’Under 21. «Siamo un’anomalia – spiegano da San Marino –. Se nelle altre federazioni l’apice fisico e tecnico si raggiunge nelle Nazionali maggiori, noi lo tocchiamo nell’Under 21. Siamo quasi tutti dilettanti e i più vecchietti hanno meno tempo per allenarsi. Escono alle 19 da lavoro e hanno una famiglia a casa a cui pensare. I giovani, invece, ambiscono ancora a diventare professionisti: la loro vita è il calcio».
Fra loro, il diciannovenne Nicola Nanni, lanciato in Nazionale da Varrella e oggi al Monopoli, in prestito dal Crotone. L’attaccante è uno dei tre professionisti di San Marino: a fargli compagnia, Filippo Berardi, centrocampista della Vibonese, ed Elia Benedettini, portiere del Novara. Per tutti gli altri, il calcio viene dopo il lavoro. Una passione che, durante l’anno, trova sfogo nel campionato interno sammarinese, paragonabile a una Promozione.
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