Uri in festa: «E adesso arriva il bello»
di Franco Cuccuru
Stadio aperto dall’alba, vitelli a cuocere nel piazzale, bar pieni e maglie celebrative. Il parroco: serie D, una benedizione
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URI. Increduli, emozionati fino alle lacrime, uniti in una festa attesa, sognata. Un paese intero che celebra la sua squadra, che ha portato a compimento un’impresa che rimarrà nella storia di Uri: la conquista della serie D.
La giornata di festa è iniziata all’alba. Il magazziniere Giuseppe Paddeu è stato il primo ad aprire i cancelli: «Ho preparato gli spogliatoi, organizzato le divise dei ragazzi, ognuna al proprio posto, adesso ci prepariamo ad allestire le tavolate». Nel mentre, nel piazzale del Ninetto Martinez almeno dieci persone iniziano la cottura di un grande vitello allo spiedo: in paese tutti sono invitati al grande banchetto.
In via Marconi all’esterno del bar “La Sosta” del super tifoso Samuele Salis, un gruppo di tifosi che hanno appena acquistato la maglietta bianca celebrativa con su scritto “DUri si nasce”, con lo stemma del comune e il logo dell’Atletico. All’interno si chiacchiera, si commenta il successo della squadra del cuore.
C’è anche il parroco del paese don Gianni Nieddu che sorseggia un caffè assieme a don Manuel Petretto. «Questo successo dell’Atletico vuole dire aver fatto un passo in avanti, una crescita, con dentro impegno e tanto lavoro, che la società e il paese merita – dice entusiasta –. È un orgoglio anche per la comunità parrocchiale perché sappiamo quanto è importante lo sport, il calcio, nella crescita dei nostri dei nostri giovani, perché attraverso lo sport si impara a giocare di squadra, si impara a vivere bene anche in quella normalità che tutti stiamo desiderando».
A far festa c’è anche l’ex capitano e bandiera giallorossa ed ex sindaco Franco Sechi: «Dopo tanti anni a Uri si è risvegliata la passione per il calcio. Con il nuovo stadio, sperando che si continui a migliorarlo, la società in questo ultimo decennio ha fatto qualcosa di eccezionale, dalla Seconda categoria siamo approdati in serie D, una cosa mai vista. Bravi e complimenti a tutti, con un grande augurio e forza Uri». «Un risultato impensabile solo per chi non ha vissuto da dentro la determinazione, la volontà e il sacrificio con cui la società ha affrontato l'ennesima competizione nel campionato di Eccellenza – dice Battista a Fiori, che negli anni ’80 in veste di collaboratore de La Nuova ha commentato le gesta della squadra di Uri, e adesso è un valido dirigente –. E, al di là della gioia e della felicità per questo straordinario traguardo, è evidente ancora l’incredulità e la meraviglia per l'impresa, grazie a una gestione moderna e oculata. Quando Gavino Satta e Antonello Mura hanno preso le redini dell’Atletico Uri, hanno trasformato la gestione della squadra apportando una sinergia manageriale e moderna. Così si è costruita la squadra e gettate le basi per questo risultato».
La giornata di festa è iniziata all’alba. Il magazziniere Giuseppe Paddeu è stato il primo ad aprire i cancelli: «Ho preparato gli spogliatoi, organizzato le divise dei ragazzi, ognuna al proprio posto, adesso ci prepariamo ad allestire le tavolate». Nel mentre, nel piazzale del Ninetto Martinez almeno dieci persone iniziano la cottura di un grande vitello allo spiedo: in paese tutti sono invitati al grande banchetto.
In via Marconi all’esterno del bar “La Sosta” del super tifoso Samuele Salis, un gruppo di tifosi che hanno appena acquistato la maglietta bianca celebrativa con su scritto “DUri si nasce”, con lo stemma del comune e il logo dell’Atletico. All’interno si chiacchiera, si commenta il successo della squadra del cuore.
C’è anche il parroco del paese don Gianni Nieddu che sorseggia un caffè assieme a don Manuel Petretto. «Questo successo dell’Atletico vuole dire aver fatto un passo in avanti, una crescita, con dentro impegno e tanto lavoro, che la società e il paese merita – dice entusiasta –. È un orgoglio anche per la comunità parrocchiale perché sappiamo quanto è importante lo sport, il calcio, nella crescita dei nostri dei nostri giovani, perché attraverso lo sport si impara a giocare di squadra, si impara a vivere bene anche in quella normalità che tutti stiamo desiderando».
A far festa c’è anche l’ex capitano e bandiera giallorossa ed ex sindaco Franco Sechi: «Dopo tanti anni a Uri si è risvegliata la passione per il calcio. Con il nuovo stadio, sperando che si continui a migliorarlo, la società in questo ultimo decennio ha fatto qualcosa di eccezionale, dalla Seconda categoria siamo approdati in serie D, una cosa mai vista. Bravi e complimenti a tutti, con un grande augurio e forza Uri». «Un risultato impensabile solo per chi non ha vissuto da dentro la determinazione, la volontà e il sacrificio con cui la società ha affrontato l'ennesima competizione nel campionato di Eccellenza – dice Battista a Fiori, che negli anni ’80 in veste di collaboratore de La Nuova ha commentato le gesta della squadra di Uri, e adesso è un valido dirigente –. E, al di là della gioia e della felicità per questo straordinario traguardo, è evidente ancora l’incredulità e la meraviglia per l'impresa, grazie a una gestione moderna e oculata. Quando Gavino Satta e Antonello Mura hanno preso le redini dell’Atletico Uri, hanno trasformato la gestione della squadra apportando una sinergia manageriale e moderna. Così si è costruita la squadra e gettate le basi per questo risultato».
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