Davide Ruiu: "La mia maturità è Tokyo, vivo tutto con leggerezza"

Il pesista sassarese chiude il percorso di studi con l'esame da privatista: «Poi testa alle Olimpiadi»

SASSARI. Più difficile sollevare centinaia di chili o affrontare l’esame di maturità? Davide Ruiu, sassarese doc, il pesista più giovane della spedizione azzurra che volerà a Tokyo, non ha dubbi. «Mi trovo più a mio agio in sala pesi che sui libri. Diciamo che col diploma farò contenta mamma. Io invece non vedo l’ora di sostenere l’esame perché così sarò più sereno e libero e potrò pensare solo alle Olimpiadi».

Un ragazzo tosto Davide, 20 anni tra pochi giorni (auguri!): 4-5 ore di allenamenti al giorno, domenica compresa, e nelle pause i compiti. «Quest’anno è stato un periodo intenso di gare e studio, ho cercato di organizzare il tempo con intelligenza, spero che l’esame vada bene». Davide si presenta da privatista in un istituto parificato di ragioneria . «Ho dovuto lasciare la scuola pubblica, la pesistica me lo ha imposto». L’amore di Davide per i pesi è nato in una palestra di Sassari, la Polisportiva sassarese. Poi a 15 anni l’incontro con il nuorese Sebastiano Corbu, dt della Federazione pesistica, e la convocazione nella nazionale italiana. Il resto viene da sé. Si trasferisce a Roma e va a vivere al Centro olimpico dove si allena e continua a studiare.

«La reazione dei miei genitori quando mi sono trasferito a Roma? Felicissimi, ma continua a studiare, mi hanno detto. Promessa mantenuta, domani (oggi, ndr) ho l’esame!». Oggi Davide vanta una lunga serie di titoli internazionali: campione europeo juniores nel 2019, bronzo agli ultimi Europei di Mosca nello slancio con 158 chili sollevati. Quanto conta la forza nel sollevamento pesi? «Più che la forza conta la tecnica, e la differenza la fa un bravo allenatore, il segreto sta tutto lì. Devo molto a Corbu, è come un secondo padre, è stato il primo a credere nelle mie potenzialità, se vado alle Olimpiadi è merito suo».

Quanto è stato duro il percorso per Tokyo? «Molto duro tra dieta pesante e dolori fisici che a volte rendevano tutto più difficile. Ora mi aspettano altre settimane di dieta ferrea. Sono cresciuto e ora peso 64 chili (è alto 1,62), devo rientrare nella categoria dei 61 chili. Il segreto per dimagrire? Nessun segreto, basta farsi seguire da un nutrizionista esperto e il gioco è fatto. Peccati di gola? I dolci, mi rifarò dopo le Olimpiadi».

Una disciplina non per tutti la pesistica, dove gioca un ruolo importante la concentrazione. «Quando sali sulla pedana ti ti giochi tutto in un minuto, un solo minuto. La testa è più importante dei muscoli». Tra i suoi fan oltre agli amici del cuore di Sassari ci sono i suoi genitori e i nonni. «Sono tutti molto orgogliosi, soprattutto mio nonno materno, è stato uno sportivo anche lui, faceva atletica leggera e sa quali sacrifici ci sono per riuscire nello sport».

Una vita di sacrifici, ne vale la pena? «Questo per me è un lavoro. La pesistica è tutto per me, da grande vorrei diventare allenatore al centro sportivo olimpico dell’Esercito». Tra i suoi compagni di nazionale altri due sardi, il pluricampione mondiale Sergio Massidda e Andrea Corbu. «Sergio più che un amico è un fratello, ora ancora per poco è mio rivale (entrambi fanno parte della categoria fino a 61 chili), però al di fuori della pedana siamo amici come sempre». A Tokyo oltre a Ruiu ci sarà un altro sassarese, Andrea Agrusti, marciatore. Non accadeva dal 1996: Gianni Puggioni ad Atlanta nella 4x100. «È un onore rappresentare Sassari e la Sardegna alle Olimpiadi. Ce la metterò tutta».

A Sassari lo chiamano cinghialetto. «Tutta colpa di un mio amico che era in nazionale con me, sassarese anche lui. È diventato il mio nickname». Tra allenamenti, gare e studio c’è tempo per l’amore? «Sono fidanzato da due anni e sei mesi con una ragazza d’oro, è lei il mio segreto».

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