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I pugili italiani spettatori Sul ring saliranno solo le ragazze

I pugili italiani spettatori Sul ring saliranno solo le ragazze

SASSARI. Se non verrà ripescato Salvatore Cavallaro, l’Italia non avrà pugili alle Olimpiadi di Tokio ma solo “pugilesse”. Niente da fare per i due sardi che ambivano a partecipare alla...

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SASSARI. Se non verrà ripescato Salvatore Cavallaro, l’Italia non avrà pugili alle Olimpiadi di Tokio ma solo “pugilesse”. Niente da fare per i due sardi che ambivano a partecipare alla manifestazione. Sia Manuel Cappai (era presente a Rio e Londra ma è sempre stato eliminato al primo turno) che Federico Serra (di Porto Torres) resteranno a casa. In particolare quest’ultimo ad un certo punto ci ha creduto, era convinto di riuscire a strappare il pass. Poi c’è stata la pandemia che ha reso tutto più complicato. Sicuro che ci riproverà, perchè questo ragazzo meriterebbe una così grande soddisfazione dopo i tanti sacrifici che ha fatto e sta facendo per emergere a livello internazionale. Mentre per il quartese Cappai la carriera è ormai agli sgoccioli. Magari sarà suo fratello Christian, un ragazzo molto promettente, a centrare l’obiettivo in futuro.

I motivi. Non c’è dubbio che la Nazionale non ha lavorato per un adeguato ricambio e adesso ne paga le conseguenze. Il percorso verso le Olimpiadi va programmato, puntando sui pugili più interessanti, che vanno preparati sostenendo dei test severi ma che hanno un solo obiettivo, fare maturare gli atleti. Non bastano più nemmeno i gruppi militari, che pure hanno sempre espresso dei campioni, se alla base non c’è una programmazione studiata nei minimi particolari. Cammarelle e Russo erano due punte di diamante. Il primo ha detto basta, il secondo sperava in una wild card che non gli è stata concessa e l’ha presa male.

La Riflessione. Tore Erittu, ex campione d’Italia dei massimi leggeri, la pensa così. «Manca il ricambio generazionale. Di sicuro dopo tanti anni non avere un nostro pugile alle Olimpiadi è una ferita che sanguina. Bisogna ricostruire, lavorare sodo per fare crescere i talenti . Le palestre sono piene ma non c’è chi emerge. Mi dispiace per Serra e Cappai. Uno dei due aveva la possibilità di andare a Tokio, ma la pandemia ha impedito a questi ragazzi di partecipare a uno dei tornei preolimpici. Un vero peccato. Per Serra sarebbe stata una bella esperienza e un motivo per migliorare le sue conoscenze».

Rimpianti. Guardi indietro e ti accorgi che alle Olimpiadi il pugilato italiano ha ottenuto tante soddisfazioni. Ma anche delle delusioni. Sono in tanti a pensare che la mancanza di un allenatore di personalità (per esempio a Pechino 2008 all’angolo degli azzurri c’era Francesco Damiani, oro mondiale e argento olimpico), una figura prestigiosa, rispettata, che faccia da guida agli atleti, sia una lacuna in qualche modo da colmare. (r.m.)



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