Magia olimpica dell’Italia di Sacchetti
di Andrea Sini
Una partita da leggenda sul campo della Serbia vale il pass per i Giochi. Anche Spissu volerà in Giappone
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La partita perfetta nella serata più importante. Mentre le stelle stanno a guardare, quelle azzurre e quelle serbe, l’Italia di Meo Sacchetti si regala una notte da leggenda e l’ultimissimo posto disponibile per le Olimpiadi di Tokyo.
Gli azzurri vanno a stanare la fortissima Serbia sul suo campo, la prendono a pallate e conquistano una vittoria storica: il 95-102 della Nikolic Arena di Belgrado, al termine di una prestazione quasi perfetta, regala di fatto un posto ai Giochi anche a un altro sardo. Uno dei biglietti per Tokyo finirà infatti in tasca al sassarese Marco Spissu: il play della Dinamo, ancora alle prese con problemi fisici, ieri non è sceso in campo ma fa a tutti gli effetti parte di questo grande gruppo e la sua presenza in Giappone dal 25 luglio al 7 agosto è assolutamente scontata.
La nazionale italiana di basket torna ai Giochi opo un digiuno durato ben tre edizioni (2008, 2012, 2016): l’ultima partecipazione risale alla spedizione ateniese del 2004, che fruttò un argento al medagliere dell’Italia.
A Belgrado l’Italia gioca una partita di grandissima intensità sia a livello fisico che mentale: Mannion (top scorer con 24 punti), Polonara (22) e Fontecchio (21) sono ancora una volta i trascinatori, ma tutti gli azzurri rispondono alla grande su entrambi i lati del campo. La partenza sprint dei ragazzi di Sacchetti (7-16) mette su chi va là i padroni di casa, che impiegano parecchio per mettersi in moto ma che riescono comunque a mettere la freccia sul 31-30 in avvio del secondo periodo. A Belgrado piovono triple, e sono tutte del contingente azzurro: sei centri di fila da oltre l’arco consentono all’Italia di arrivare all’intervallo su un incredibile +12 (45-57). Al rientro in campo si teme la reazione serba, invece Polonara e Melli danno il la al nuovo allungo, che porta l’Italia a +19 (49-68) e poi addirittura a +24 (49-73). La Serbia ferita prova disperatamente ad azzannare ma Pajola e Tonut tengono la barra dritta e respingono il primo tentativo di avvicinamento.
Il finale è un capolavoro nel capolavoro, perché Teodosic e compagni rosicchiano punti (98-90) ma non riescono mai a scalfire la serenità e soprattutto la grande concentrazione degli azzurri. La chiude dalla lunetta Nico Mannion, giovanissimo talento già approdato in Nba, simbolo di una nuova generazione che è riuscita a diventare protagonista insieme a un gruppo capace di soffririre e “fare gruppo”. L’alchimista capace di realizzare questa sintesi perfetta, neanche ha dirlo, porta i baffi e si chiama Meo Sacchetti.
Gli azzurri vanno a stanare la fortissima Serbia sul suo campo, la prendono a pallate e conquistano una vittoria storica: il 95-102 della Nikolic Arena di Belgrado, al termine di una prestazione quasi perfetta, regala di fatto un posto ai Giochi anche a un altro sardo. Uno dei biglietti per Tokyo finirà infatti in tasca al sassarese Marco Spissu: il play della Dinamo, ancora alle prese con problemi fisici, ieri non è sceso in campo ma fa a tutti gli effetti parte di questo grande gruppo e la sua presenza in Giappone dal 25 luglio al 7 agosto è assolutamente scontata.
La nazionale italiana di basket torna ai Giochi opo un digiuno durato ben tre edizioni (2008, 2012, 2016): l’ultima partecipazione risale alla spedizione ateniese del 2004, che fruttò un argento al medagliere dell’Italia.
A Belgrado l’Italia gioca una partita di grandissima intensità sia a livello fisico che mentale: Mannion (top scorer con 24 punti), Polonara (22) e Fontecchio (21) sono ancora una volta i trascinatori, ma tutti gli azzurri rispondono alla grande su entrambi i lati del campo. La partenza sprint dei ragazzi di Sacchetti (7-16) mette su chi va là i padroni di casa, che impiegano parecchio per mettersi in moto ma che riescono comunque a mettere la freccia sul 31-30 in avvio del secondo periodo. A Belgrado piovono triple, e sono tutte del contingente azzurro: sei centri di fila da oltre l’arco consentono all’Italia di arrivare all’intervallo su un incredibile +12 (45-57). Al rientro in campo si teme la reazione serba, invece Polonara e Melli danno il la al nuovo allungo, che porta l’Italia a +19 (49-68) e poi addirittura a +24 (49-73). La Serbia ferita prova disperatamente ad azzannare ma Pajola e Tonut tengono la barra dritta e respingono il primo tentativo di avvicinamento.
Il finale è un capolavoro nel capolavoro, perché Teodosic e compagni rosicchiano punti (98-90) ma non riescono mai a scalfire la serenità e soprattutto la grande concentrazione degli azzurri. La chiude dalla lunetta Nico Mannion, giovanissimo talento già approdato in Nba, simbolo di una nuova generazione che è riuscita a diventare protagonista insieme a un gruppo capace di soffririre e “fare gruppo”. L’alchimista capace di realizzare questa sintesi perfetta, neanche ha dirlo, porta i baffi e si chiama Meo Sacchetti.
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