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Giovanni rais, professione ds 

«Coraggio Torres, meriti ben altro E che gran cannoniere Gigi Scotto»

«Coraggio Torres, meriti ben altro E che gran cannoniere Gigi Scotto»

PORTO TORRES. Dopo tre stagioni ricche di soddisfazioni, ha deciso di lasciare l’incarico di direttore generale del Savoia Calcio alla ricerca di nuovi stimoli. Lui è Giovanni Rais, quarantacinquenne...

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PORTO TORRES. Dopo tre stagioni ricche di soddisfazioni, ha deciso di lasciare l’incarico di direttore generale del Savoia Calcio alla ricerca di nuovi stimoli. Lui è Giovanni Rais, quarantacinquenne di Porto Torres con un passato da difensore nella squadra della propria città. Lasciato il calcio giocato da giovanissimo, Rais approda per lavoro a Udine. Qui, nel 2009, l’incontro con Paolo Poggi, ex grande attaccante dell’Udinese, che gli offre l’incarico di osservatore delle giovanili del club friulano dove vede crescere, tra gli altri, il portiere della nazionale Meret e l’ex enfant prodige Scuffet. Nel 2014 diviene responsabile degli osservatori del sud Italia per il Torino ed in questa veste conosce Alfonso Mazzamauro il quale, rilevato il Savoia neopromosso in serie D, nel 2018 lo vuole con sé come Dg. In tre stagioni i campani centrano una semifinale playoff e un secondo posto dietro al Palermo nel torneo interrotto causa Covid. Nell’ultimo campionato la beffa, con la finale playoff persa soltanto per il miglior piazzamento centrato dal Latina.

«Il mio compito è stato di riorganizzare gli asset societari – spiega Giovanni Rais –, ho messo in piedi le aree comunicazione, marketing e merchandising, stipulato contratti economicamente rilevanti con gli sponsor e costituito il settore giovanile». Soltanto raramente il dg si è occupato di prima squadra, portando giocatori come i portieri Savini e Coppola o l’esterno Kouadio, miglior under del girone nel suo ruolo, tutti in qualche modo grazie al rapporto mantenuto con il Torino. Il Savoia nell’ultima annata era inserito nel girone con le squadre sarde e Giovanni Rais non lesina due parole su di loro, a partire dalla Torres. «Dispiace vedere una realtà come la Torres, simile a quella di Torre Annunziata, lottare nei bassifondi della D quando meriterebbe palcoscenici ben più importanti – afferma Rais – mentre il Latte Dolce era costruito per stare più in alto. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Ma è una società seria, ambiziosa e programmerà una stagione di vertice».

Le sorprese? «Il Carbonia ha dato filo da torcere a tutti grazie all’ottimo lavoro del direttore Andrea Colombino, poi Muravera e Lanusei: con un pizzico di fortuna potevano centrare i playoff – sostiene Giovanni Rais –. L'Arzachena ha fatto il suo campionato e grazie al direttore Zucchi potrà migliorare il piazzamento di quest’anno». Tra i giocatori «è notevole Gigi Scotto, anche quest’anno in doppia cifra», mentre tra gli allenatori «dispiace non vedere Pierluigi Scotto o Marco Sanna su panchine più importanti: lo meriterebbero». La chiusura è sul proprio futuro: «Ho bisogno di nuovi stimoli – rivela Giovanni Rais – non escludo in futuro di tornare in Sardegna, ma per ora ho parlato con società della Penisola e valuto il da farsi. Al momento sto frequentando un corso per direttore sportivo della Sport Manager Academy, in quanto a Coverciano non è stato ancora istituito». Emanuele Fancellu

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