Ospitare la finale non porta bene, dopo Portogallo e Francia cade l'Inghilterra
Epilogo simile a quello di Londra anche a Rio de Janeiro per la Coppa America: l'Argentina batte il Brasile
SASSARI. Giocare in casa la finale non sempre è un vantaggio, evidentemente. L’Italia lo ha abbondantemente dimostrato conquistando la Coppa europea proprio nel tempio londinese di Wembley. Come del resto è successo giusto ieri a Rio de Janeiro, quando nella finale di Coppa America, un gol di Di Maria ha regalato dopo 28 anni il successo all’Argentina contro un Brasile finito in lacrime.
Un epilogo simile a quello del 1950 quando, sempre al Maracana, fu l’Uruguay a vincere la partita decisiva del mondiale contro la nazionale verdeoro, gettando così nella disperazione un’intera nazione.
In tempi recenti, all’Europeo, va sottolineato che già nelle ultime due occasioni in cui la nazione ospitante è finita in finale, il successo è andato all’avversaria. Nel 2004 la Grecia vinse a Lisbona contro il Portogallo per 1-0 con un gol di Charisteas al 67’. Nell’ultima edizione, disputata in Francia, lo stesso Portogallo si è rifatto vincendo allo Stade de France contro i transalpini con una rete di Eder ai supplementari.
Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni, l’esempio più clamoroso riguarda proprio una formazione italiana, la Roma. Nella finalissima giocata nel 1984 all’Olimpico, i giallorossi furono infatti sconfitti i calci di rigore dagli inglesi del Liverpool, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’1-1. Stavolta invece i sudditi di Sua maestà piangono, e tutta l’Italia fa festa. (en.g.)
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