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A 55 anni Silvia Boidi doma per la quarta volta le Bocche

A 55 anni Silvia Boidi doma per la quarta volta le Bocche

OLBIA. Il termine più adatto è quello di «impresa». Ma la protagonista in questione è abituata a collezionarne ormai da anni. Silvia Boidi, torinese, ha nuotato per circa cinque ore per compiere la...

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OLBIA. Il termine più adatto è quello di «impresa». Ma la protagonista in questione è abituata a collezionarne ormai da anni. Silvia Boidi, torinese, ha nuotato per circa cinque ore per compiere la traversata delle Bocche di Bonifacio. E se qualcuno è pronto a descriverlo come qualcosa di «unico», sappia che l’impresa l’ha compiuta per ben tre volte negli ultimi sette anni.

Silvia si è tuffata nelle acque di Punta Sperone, in Corsica, lo scorso lunedì alle 7.34 delmattino ed è arrivata a Santa Teresa alle 12.10. Tutto a nuoto, assistita a bordo di un gommone dal comandante Paolo Mongiorgi e dalla madre («grande donna e grande amica», sottolinea la nuotatrice).

Oltre alla distanza considerevole, sette miglia e mezzo, la difficoltà era alta soprattutto per le forti raffiche di vento che caratterizzano quel tratto a nord dell’isola. «Ma alla fine ce l’ho fatta», dice lei, 55 anni, appassionata del mare.

Le sue imprese sono cominciate dieci anni fa con la più tipica delle traversate, lo stretto di Messina. Tre chilometri in un’ora. Poi Castellammare-Sorrento, Ischia-Capri, circa 30 chilometri («tredici ore, tragitto mai effettuato da nessuno»), l’isola d’Elba, Salerno-Positano, tra le altre. Infine le Bocche di Bonifacio, la sua tratta preferita. «La prima volta nel 2013, sono stata la prima donna a compiere la traversata delle Bocche di Bonifacio– spiega la nuotatrice –, nel 2014 la seconda volta». Sempre in sette ore, stavolta Silvia si è migliorata e non di poco. «Anche se in questa ultima traversata sono partita con un paio d’ore d’anticipo per una corrente molto forte che mi spingeva in avanti. È stato difficile, a un certo punto ho anche pensato che mi scaraventasse sul gommone che mi seguiva». Invece è andato tutto per il meglio e lei, Silvia, ha aggiunto un ulteriore tassello al suo personale palmares di imprese.

«Per queste traversate è necesaria forza fisica, forza mentale e predisposizione – spiega Silvia Boidi– , è la mia passione. Che cosa provo mentre sono lì, a tu per tu con il mare? Gioia, una sensazione di libertà, di infinito. Non vedo l’ora di tuffarmi di nuovo».

Paolo Ardovino

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